Elon Musk alla fine ha ritirato l’offerta per l’acquisizione di Twitter ed il sospetto sollevato da Matrice Digitale sulla speculazione trova sempre più conferme.
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Dopo aver comprato uno stock di azioni cospicuo, Musk è stato messo alla larga dal board di comando del social per le sue idee innovative per quanto stravaganti e poco in linea con la condotta del gigante tech e questo è stato il motivo che l’ha portato a fare un’offerta di 40 miliardi di euro circa.
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Successivamente ha chiesto a Twitter di dimostrare l’attendibilità della percentuale di bot e profili falsi dichiarata per poi arrivare fino ad oggi con il ritirare l’offerta e rischiare una penale di un miliardo di dollari.
Il titolo ha perso il 9% e l’entusiasmo delle dichiarazioni di “Musk presidente” avevano riposto fiducia nei mercati, ma la verità è che gli indici tecnologici sono in crisi già di loro per la questione della guerra. Aspetto ancora più curioso è che in questi mesi si è parlato più volte del ritorno di Trump sul social e di altri profili bannati ed esclusi dalle preferenze degli utenti.
Ad oggi Twitter ha licenziato il 30% dei dipendenti, quindi l’aria di crisi è in vigore da tempo ed è altrettanto chiaro che l’offerta di 44 miliardi fatta all’epoca, tre mesi fa, è eccessiva rispetto all’attuale intero valore aziendale crollato con un organico ridotto all’osso.
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