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Nuova tecnica di imaging MIT elimina le distorsioni dell’acqua nelle immagini subacquee

Il MIT ha sviluppato una nuova tecnica di imaging capace di rimuovere le distorsioni causate dall’acqua nelle immagini subacquee, rivoluzionando la fotografia e la visione computerizzata in ambienti marini. Questo sistema sfrutta algoritmi avanzati di ricostruzione e correzione che separano la luce riflessa dagli oggetti da quella diffusa e deviata dalle particelle d’acqua, permettendo di ottenere immagini nitide e fedeli anche in condizioni di torbidità o profondità elevate. Il risultato è una rappresentazione realistica dei soggetti sommersi, senza i tipici artefatti dovuti a scattering, rifrazione e color shift.

Principi di funzionamento: separazione della luce e ricostruzione dell’immagine reale

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Nuova tecnica di imaging MIT elimina le distorsioni dell’acqua nelle immagini subacquee 4

La tecnica sviluppata dai ricercatori del MIT si basa sull’analisi della propagazione della luce attraverso mezzi opachi e variabili come l’acqua. Attraverso una combinazione di imaging computazionale e modelli fisici, il sistema riesce a distinguere la componente di luce che proviene direttamente dagli oggetti rispetto a quella che viene dispersa o deviata. Questo approccio consente di ricostruire in post-processing un’immagine che rappresenta fedelmente la scena reale, eliminando nebbia, riflessi e sfocature introdotte dall’ambiente acquatico.

Applicazioni avanzate: robotica subacquea, archeologia marina e monitoraggio ambientale

La nuova tecnologia di imaging ha impatti immediati in settori come la robotica subacquea, dove la capacità di visione accurata è fondamentale per operazioni di ispezione, manutenzione e recupero. Anche l’archeologia marina può beneficiare di immagini ad alta fedeltà per la documentazione di reperti e siti sommersi. Nel monitoraggio ambientale, la possibilità di analizzare la flora e la fauna senza distorsioni consente studi più precisi su biodiversità e cambiamenti climatici negli ecosistemi acquatici.

L’approccio MIT supera i limiti delle tecniche tradizionali di imaging subacqueo, eliminando la necessità di costosi hardware specializzati e consentendo una maggiore accessibilità a immagini di qualità superiore. L’integrazione di algoritmi di ricostruzione ottica e modelli fisici di propagazione della luce rappresenta una svolta per le scienze marine e la computer vision.

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