Dati, privacy e sorveglianza: dall’UE a Meta, il sistema digitale che ci osserva – NEWSLETTER

di Redazione
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Il digitale europeo sta entrando in un nuovo ciclo politico.
Tra Chat control, limiti all’accesso dei minori ai social, autenticità dei dati, IA vulnerabile e piattaforme che rimuovono chi denuncia le truffe, si sta definendo un nuovo equilibrio: più controllo, più opacità, più rischio sistemico.

Il ritorno di Chat control segna un precedente: lo Stato che entra nelle comunicazioni private in nome della tutela dell’infanzia. Una tutela che, paradossalmente, coesiste con la decisione del Parlamento di fissare l’età minima a 16 anni per i social, spostando l’ago della bilancia verso una regolazione sempre più moralizzatrice e sempre meno orientata al diritto alla comunicazione.

A Lecce, durante il DigEat Festival, è emersa una riflessione chiave: l’autenticità non è un valore astratto, ma la base della democrazia digitale.
Senza autenticità dei dati, nessuna decisione pubblica è affidabile, nessun processo è verificabile, nessuna prova è realmente prova.

Nel frattempo, AI e cybercrime corrono più della politica.
Gli LLM non filtrati permettono a chiunque di scrivere codice malevolo.
Gli agenti IA eseguono operazioni reali con rischi di path traversal e fuga dati.
E Meta resta il punto più debole del sistema, beneficiando indirettamente delle interazioni malevole e penalizzando chi denuncia.

Infine, l’arrivo delle ads su ChatGPT apre la strada a un nuovo paradigma: l’IA generativa come infrastruttura pubblicitaria.

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