L’aggiornamento del vademecum “La scuola a prova di privacy” pubblicato dal Garante per la protezione dei dati personali introduce indicazioni decisive per gestire in modo corretto il trattamento dei dati in ambito scolastico in un contesto tecnologico profondamente cambiato. Il documento integra novità su intelligenza artificiale nelle scuole, chat di classe, pubblicazione online di dati personali, uso degli smartphone, iscrizioni e graduatorie, rafforzando il quadro normativo e operativo per dirigenti scolastici, famiglie, studenti e docenti. Il Garante sottolinea l’importanza del consenso informato, limita l’uso improprio di piattaforme non ufficiali e richiama alla necessità di evitare strumenti invasivi come il riconoscimento emotivo basato su IA. Le scuole adottano protocolli aggiornati per prevenire violazioni, mentre le famiglie monitorano l’esposizione dei minori in ambienti digitali. Le parole chiave centrali come Garante privacy, scuola, vademecum, AI, chat di classe, dati personali e GDPR scuola orientano l’intero testo verso un’analisi strutturata e coerente con le tue regole.
Cosa leggere
Il vademecum e le sue novità
L’aggiornamento del vademecum del 27 novembre 2025 introduce un approccio più rigoroso all’uso dell’intelligenza artificiale nelle scuole, includendo sezioni dedicate alla valutazione dei rischi e alla selezione delle tecnologie compatibili con la normativa europea. Il Garante vieta strumenti che analizzano emozioni o comportamenti degli studenti, considerati intrusivi e non proporzionati. Le scuole integrano soluzioni basate su dati sintetici quando non è necessario trattare dati reali, riducendo l’esposizione dei minori a rischi superflui. Le chat di classe vengono circoscritte a comunicazioni essenziali e non sostituiscono i canali ufficiali come il registro elettronico. Docenti e famiglie ricevono indicazioni su come gestire correttamente foto, video e contenuti condivisi, mentre gli istituti conducono audit periodici per verificare la conformità. L’aggiornamento affronta anche la gestione delle iscrizioni scolastiche, imponendo l’uso di dati minimi e criteri di conservazione limitata. Gli esperti elogiano l’equilibrio tra innovazione e tutela, sottolineando come il documento rafforzi l’intero ecosistema privacy europeo.
Linee guida su AI nelle scuole
Il Ministero dell’Istruzione adotta nuove linee guida sull’uso di tecnologie basate su IA nel contesto scolastico, formulate anche con il parere del Garante. Le scuole utilizzano strumenti di personalizzazione didattica purché conformi ai principi di minimizzazione e trasparenza. Il Garante ribadisce la proibizione assoluta del riconoscimento facciale e degli algoritmi che profilano stati emotivi o comportamenti degli studenti, evidenziando che tali pratiche violano il GDPR. Istituti e insegnanti devono valutare attentamente ogni piattaforma educativa, analizzando eventuali bias e prevedendo valutazioni d’impatto prima dell’implementazione. Gli studenti mantengono il diritto di accedere ai propri dati e di comprendere processi decisionali automatizzati. Le famiglie ricevono informative chiare sull’uso di IA, mentre i docenti partecipano a corsi formativi per interpretare correttamente funzionalità e limiti degli strumenti digitali. Il vademecum elenca criteri pratici per scegliere le piattaforme, rafforzando la responsabilità degli amministratori scolastici e promuovendo un uso sicuro e trasparente dell’innovazione.
Gestione delle chat di classe
Le chat di classe, spesso utilizzate come strumento informale di comunicazione tra docenti e famiglie, vengono regolamentate con precisione. Il Garante limita i contenuti alle sole comunicazioni indispensabili, proibendo scambi che includano dati personali sensibili o informazioni che possano identificare studenti senza consenso. I docenti moderano le discussioni per evitare abusi, mentre le famiglie sono invitate a non pubblicare foto o informazioni di minori non propri. Il documento raccomanda l’uso di piattaforme istituzionali per comunicazioni ufficiali, riducendo il rischio di dispersione dati e fenomeni come cyberbullismo e divulgazioni involontarie. Le scuole definiscono linee guida interne per amministratori e partecipanti, mentre il Garante ricorda che anche l’uso improprio di gruppi social può comportare sanzioni per violazione delle norme privacy. Il vademecum inserisce esempi concreti per aiutare genitori e insegnanti a riconoscere comportamenti non conformi e adottare misure correttive immediate.
Pubblicazione dei dati personali online
La gestione della pubblicazione online di dati personali rappresenta una delle aree più sensibili affrontate dal vademecum. Le scuole devono pubblicare solo le informazioni strettamente necessarie, evitando dettagli superflui che possano facilitare furti d’identità o usi impropri. Il Garante richiede l’anonimizzazione delle graduatorie quando possibile e impone criteri chiari di rettifica, soprattutto per studenti che rilevano errori nei dati diffusi. I siti istituzionali devono adottare protocolli sicuri e garantire il tracciamento degli accessi. Le famiglie sono incoraggiate a verificare la correttezza dei dati pubblicati e i docenti vengono formati sulla gestione responsabile dei documenti digitali. Il vademecum chiarisce obblighi e limiti imposti dalle normative europee, ricordando che ogni trattamento deve rispettare il principio di minimizzazione. L’Autorità monitora la compliance e adotta provvedimenti quando riscontra esposizioni improprie di informazioni personali.
Uso degli smartphone in aula
L’uso degli smartphone in aula è disciplinato da nuove indicazioni che mirano a limitare rischi digitali e proteggere la privacy degli studenti. Il Garante vieta registrazioni non autorizzate, scoraggia l’uso incontrollato dei dispositivi e invita le scuole a creare spazi dedicati per la custodia degli smartphone durante le lezioni. Le policy sul Bring Your Own Device richiedono app educative conformi al GDPR e la supervisione costante dei docenti. Gli studenti devono rispettare regole chiare per evitare violazioni privacy nei confronti di compagni e personale scolastico. Il documento promuove la creazione di ambienti digitali sicuri, suggerendo anche l’adozione di filtri e blocchi per contenuti non educativi. Le famiglie vengono coinvolte attraverso incontri formativi, mentre insegnanti e dirigenti scolastici aggiornano periodicamente protocolli e strategie per ridurre rischi connessi alla dipendenza e alla condivisione impropria di informazioni.
Iscrizioni scolastiche e privacy
Il vademecum dedica ampio spazio alle iscrizioni scolastiche, ricordando che le scuole devono richiedere solo i dati indispensabili e ottenere consenso per trattamenti ulteriori. I moduli digitali devono essere progettati con criteri di privacy by design, mentre la conservazione delle informazioni deve rispettare tempi limitati e criteri di sicurezza elevati. Gli insegnanti accedono solo ai dati necessari per lo svolgimento delle proprie funzioni, mentre le famiglie esercitano diritti di opposizione e rettifica. Il Garante effettua ispezioni per valutare eventuali violazioni e sanziona pratiche non conformi. I software di gestione devono essere conformi al GDPR, integrando misure come autenticazione a più fattori, tracciamento degli accessi e procedure di backup protette. Gli studenti beneficiano così di processi trasparenti e sicuri, che riducono rischi di dispersione o uso improprio delle informazioni.
Graduatorie di docenti e personale
Anche la pubblicazione delle graduatorie di docenti e personale è regolata con particolare attenzione. Il Garante richiede anonimizzazione, limitazione dei dati e aggiornamenti tempestivi in caso di errori. I docenti accedono ai propri dati tramite portali sicuri, mentre le scuole utilizzano piattaforme conformi per caricare le graduatorie. L’Autorità interviene quando vengono diffusi dettagli non necessari, tutelando carriere e reputazione del personale. Il vademecum clarifica i requisiti di trasparenza imposti dalla normativa, ricordando l’importanza della proporzionalità tra informazioni pubblicate e obblighi amministrativi. Le famiglie usano queste graduatorie per decisioni educative, mentre il personale beneficia di garanzie rafforzate.