In un clima globale segnato da tensioni geopolitiche e minacce ibride sempre più sofisticate, Roma è diventata per un giorno la capitale della sicurezza digitale. Il 12 dicembre 2025, presso il Centro Congressi Frentani, l’IISFA (Associazione Italiana Digital Forensics) ha orchestrato un vertice senza precedenti, riunendo i massimi esponenti delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine. L’evento ha registrato una partecipazione record, segno tangibile dell’urgenza di fare fronte comune contro un nemico invisibile che evolve alla velocità degli algoritmi. Al centro del dibattito, due temi cruciali che stanno ridefinendo il campo di battaglia digitale: l’impatto dirompente dell’intelligenza artificiale nelle investigazioni e la narrazione mediatica del cybercrime.
Cosa leggere
L’Intelligenza Artificiale: arma a doppio taglio
La prima tavola rotonda ha affrontato il paradosso dell’AI: potente alleato per la difesa, ma anche strumento letale nelle mani dei criminali. Nunzia Ciardi, Vicedirettore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), ha evidenziato come le infrastrutture critiche non siano più definite solo dalla loro fisicità, ma dalle interconnessioni digitali che le rendono vulnerabili a un effetto domino devastante. In questo scenario, l’AI è fondamentale per intercettare anomalie preliminari, ma richiede una “elasticità operativa” per contrastare attacchi che mutano forma istantaneamente.

Dal fronte investigativo, Eugenio Albamonte della Direzione Nazionale Antimafia ha esplorato le implicazioni giuridiche, notando come l’AI possa accelerare l’analisi di immense moli di dati (come le intercettazioni) per trovare elementi a discarico, sollevando però interrogativi etici sul suo utilizzo nelle decisioni giudiziarie. Gerardo Costabile, Presidente IISFA, ha lanciato un monito chiaro: i gruppi criminali oggi operano come vere e proprie aziende multinazionali, con budget illimitati per acquisire tecnologie AI offensive. La risposta non può che essere un “tavolo permanente” di formazione e aggiornamento, per colmare il gap che separa le istituzioni dalla velocità del crimine organizzato.
Cybercrime, Criptovalute e Comunicazione
La seconda sessione ha spostato il focus sulle dinamiche del crimine informatico e sul ruolo dei media. Il Generale Antonio Mancazzo della Guardia di Finanza ha dipinto un quadro preoccupante del dark web, dove le criptovalute pseudo-anonime fungono da carburante per mercati neri sempre più accessibili. Il tracciamento di questi flussi finanziari richiede competenze iperspecializzate e strumenti forensi di nuova generazione.

Parallelamente, Ivano Gabrielli, Direttore della Polizia Postale, ha sottolineato l’importanza del confronto continuo tra investigatori e magistrati per interpretare correttamente le prove digitali in un contesto in cui la realtà virtuale si sovrappone a quella fisica.
Una strategia nazionale di resilienza
L’evento si è concluso con un appello all’unità. L’Ammiraglio Gianluca Galasso del CSIRT Italia ha avvertito che i cambiamenti tecnologici sono ormai “fulminei” e che il rischio di crisi sistemiche richiede una postura di resilienza proattiva, non solo reattiva. La collaborazione pubblico-privato non è più un’opzione, ma una necessità vitale per proteggere il tessuto economico italiano, specialmente le PMI spesso esposte senza adeguate difese.
IISFA ha tracciato la rotta per il 2026: standard forensi condivisi, protocolli etici per l’uso dell’AI nelle indagini e una campagna massiccia di educazione alla sicurezza. Come emerso dai contributi di esperti come Stefano Mele e Mattia Epifani, la sovranità digitale dell’Italia dipende dalla capacità di fare sistema oggi per anticipare le minacce di domani.
“Sito ufficiale IISFA per approfondimenti e atti del convegno”
Qual è stato l’obiettivo principale del vertice IISFA 2025?
L’obiettivo era riunire i massimi esperti nazionali (istituzioni, magistratura, forze dell’ordine) per discutere le nuove sfide della cybersecurity, con un focus specifico sull’impatto dell’intelligenza artificiale nelle indagini e sul contrasto al cybercrime avanzato.
Chi ha partecipato all’evento?
Hanno partecipato figure di vertice come Nunzia Ciardi (ACN), Ivano Gabrielli (Polizia Postale), il Gen. Antonio Mancazzo (GdF), l’Amm. Gianluca Galasso (CSIRT Italia) ed Eugenio Albamonte (DNA), oltre a numerosi professionisti del settore forense e legale.
Quali sono i rischi legati all’AI discussi durante il convegno?
Si è discusso di come l’AI sia un’arma a doppio taglio: strumento essenziale per la difesa e l’analisi forense, ma anche potente mezzo offensivo per i criminali, capace di automatizzare attacchi e creare disinformazione, richiedendo quindi nuove norme etiche e giuridiche.
Cos’è l’IISFA?
Qual è stato l’obiettivo principale del vertice IISFA 2025?
L’IISFA (Information Systems Forensics Association) è un’associazione no-profit che promuove la cultura della digital forensics e della sicurezza informatica in Italia, fungendo da punto di incontro tra esperti del settore pubblico e privato.