Il finale del 2025 e l’avvio del 2026 fotografano un settore crypto sempre più polarizzato tra accumulo strategico, volatilità estrema e istituzionalizzazione. Da un lato Bitmine Immersion Technologies consolida una delle più grandi posizioni di staking Ethereum al mondo, dall’altro Strategy registra perdite contabili miliardarie su Bitcoin ma continua ad acquistare. Nel mezzo, Bank of America apre ufficialmente agli ETF Bitcoin per la clientela privata, mentre Ledger è costretta a notificare una breach nella supply chain. Il quadro che emerge è quello di un mercato più maturo ma non meno rischioso, in cui le decisioni corporate pesano quanto gli sviluppi tecnologici e regolatori.
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Bitmine rafforza lo staking Ethereum e guarda a MAVAN
Bitmine Immersion Technologies ha superato la soglia di 659.219 ETH in staking, per un controvalore superiore a 1,83 miliardi di euro. Solo nell’ultima settimana del 2025 l’azienda ha aggiunto 32.977 ETH, portando gli holdings complessivi a oltre 4 milioni di ETH, pari a circa il 3,4% della fornitura totale di Ethereum.
Si tratta di numeri che collocano Bitmine tra i principali attori globali nello staking proof-of-stake, con un peso sistemico crescente sulla rete. L’azienda opera attraverso tre provider di staking, puntando su ridondanza e sicurezza operativa, e prepara per il 2026 il lancio commerciale del Made in America Validator Network (MAVAN).
Secondo il CEO Thomas Lee, Ethereum beneficia di tailwind strutturali: supporto governativo negli Stati Uniti, crescente adozione di stablecoin da parte di Wall Street e interesse istituzionale per tokenizzazione e rendimenti on-chain. Bitmine ha indicato come obiettivo di medio termine una quota vicina al 5% dell’offerta totale di ETH, un livello che rafforzerebbe ulteriormente la sua centralità nello staking.
Strategy tra perdite record e accumulo aggressivo di Bitcoin
Sul fronte Bitcoin, Strategy continua a incarnare la strategia più estrema del mercato corporate. Nel quarto trimestre 2025 l’azienda ha registrato 15,95 miliardi di euro di perdite non realizzate, contribuendo a una perdita cumulativa annua di 4,95 miliardi di euro. Un beneficio fiscale differito di 1,38 miliardi di euro attenua solo in parte l’impatto contabile.
Il contesto di mercato spiega la dinamica: Bitcoin chiude il 2025 con un calo annuo del 6%, nonostante un massimo a 115.550 euro in ottobre, scivolando poi sotto gli 80.000 euro a fine anno.
Eppure, in piena controtendenza rispetto al sentiment di breve periodo, Strategy ha acquistato 1.286 BTC tra il 29 dicembre 2025 e il 4 gennaio 2026, investendo 106 milioni di euro. Le riserve totali salgono così a 673.783 BTC, valutati circa 56,85 miliardi di euro ai prezzi correnti. L’azienda mantiene inoltre 2,02 miliardi di euro in liquidità in dollari USA, destinati a coprire dividendi su azioni preferenziali e interessi sul debito. Le perdite restano non realizzate, ma il peso sul bilancio e sulla percezione degli investitori è evidente. Strategy continua però a trattare Bitcoin come asset strategico di lungo periodo, accettando una volatilità che pochi altri gruppi sarebbero disposti a sostenere.
Bank of America apre agli ETF Bitcoin
Un segnale chiave di normalizzazione istituzionale arriva da Bank of America, che consente ora ai consulenti di proporre ETF Bitcoin spot ai clienti eleggibili. La banca approva un’allocazione compresa tra l’1% e il 4% del portafoglio in asset digitali, allineandosi a mosse già viste in Morgan Stanley.
I prodotti selezionati includono:
Bitwise Bitcoin ETF (BITB), Fidelity Wise Origin Bitcoin Fund (FBTC), Grayscale Bitcoin Mini Trust (BTC) e BlackRock iShares Bitcoin Trust (IBIT).
La decisione, annunciata dal CIO Chris Hyzy, riflette un cambio di postura rilevante: Bitcoin viene trattato come componente opzionale ma legittima dei portafogli tradizionali, con un approccio prudente ma non più difensivo. Per il mercato, significa nuovi flussi potenziali e maggiore integrazione tra finanza classica e crypto.
Breach Ledger: colpita la supply chain, non i wallet
In parallelo, Ledger ha confermato un breach presso il processore di pagamenti Global-E, utilizzato per gli ordini su Ledger.com. L’incidente ha esposto nomi, indirizzi, email, numeri di telefono e dettagli degli ordini, ma non ha coinvolto wallet, dispositivi, saldi o frasi di recupero. La segnalazione è arrivata inizialmente dall’investigatore on-chain ZachXBT, che ha avvisato la community su Telegram. Ledger ha invitato i clienti a prestare massima attenzione a email e messaggi di phishing, sottolineando come l’episodio evidenzi i rischi della supply chain, anche per aziende focalizzate sulla self-custody. La gestione trasparente dell’incidente ha limitato il danno reputazionale, ma il caso rafforza una lezione chiave del settore: la sicurezza non dipende solo dal protocollo o dall’hardware, ma anche dall’ecosistema di fornitori esterni.
Uno scenario crypto sempre più complesso
Mettendo insieme i tasselli, il 2026 si apre con un mercato crypto più grande, più istituzionale e più interconnesso, ma anche esposto a rischi sistemici. Bitmine scommette sullo staking Ethereum come infrastruttura di rendimento, Strategy accetta perdite estreme pur di accumulare Bitcoin, Bank of America apre l’accesso regolato agli ETF, mentre Ledger ricorda che la sicurezza resta una sfida end-to-end. Il settore appare meno sperimentale, ma non meno volatile. La maturità non elimina i rischi: li redistribuisce. E nel 2026, la capacità di gestire questa complessità farà la differenza tra protagonisti e vittime del prossimo ciclo.