CES 2026 porta i wearable in una nuova fase tra salute, AI e gaming immersivo

di Redazione
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Il CES 2026 ha segnato un punto di svolta per il mondo dei wearable, mostrando come l’integrazione profonda dell’intelligenza artificiale stia trasformando dispositivi un tempo periferici in strumenti centrali della vita quotidiana. Dalla salute emotiva al gaming immersivo, passando per audio evoluto e companion AI, la fiera di Las Vegas ha evidenziato una convergenza netta tra sensori avanzati, software intelligente e design leggero, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dallo smartphone e rendere la tecnologia sempre più invisibile ma presente.

Smart ring e monitoraggio continuo della salute

Gli smart ring sono stati tra i protagonisti più significativi del CES 2026, confermando il passaggio da semplici tracker a sistemi di analisi fisiologica proattiva. Mworld ha presentato un anello focalizzato sulla salute emotiva, capace di misurare frequenza cardiaca, ossigenazione del sangue, temperatura corporea e metriche del sonno, integrando un algoritmo AI in grado di riconoscere sette stati emotivi e stimare livelli ormonali basali. Il modello adotta un approccio closed-loop, fornendo suggerimenti contestuali come esercizi di respirazione per la gestione dello stress, mentre la funzione Body Battery sintetizza la prontezza energetica quotidiana.

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La costruzione in titanio di grado aeronautico con vetro zaffiro, il peso di 2,5 grammi e lo spessore di 2 millimetri rendono il dispositivo praticamente impercettibile. La resistenza 10 ATM e una batteria da 4-5 giorni con ricarica in circa 2 ore completano un profilo pensato per l’uso continuo, con un elemento distintivo rilevante: assenza di abbonamenti obbligatori per l’app.

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Anche RingConn ha rafforzato la propria posizione con RingConn Gen 3, introducendo un monitoraggio dei trend della pressione sanguigna tramite aggiornamento software futuro. Pur non essendo un dispositivo medical-grade, l’attenzione è rivolta agli andamenti nel tempo e agli alert preventivi. L’integrazione di un motore di vibrazione consente notifiche discrete senza passare dallo smartphone, mentre la varietà di taglie e finiture in titanio evidenzia un focus crescente su ergonomia e personalizzazione. La batteria migliorata rispetto alla generazione precedente risponde a una delle richieste più pressanti del pubblico esperto.

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Sul fronte alternativi ai bracciali tradizionali emerge Luna Band, proposta come rivale diretto di Whoop. Il dispositivo utilizza sensori ottici research-grade e una IMU a 6 assi per monitorare micro-recovery, ritmi circadiani, segnali di stress e pattern ormonali. Il sistema LifeOS elabora migliaia di segnali fisiologici al minuto, restituendo raccomandazioni vocali in tempo reale, con supporto a interazioni hands-free e integrazione con Siri su iOS. Anche qui, la scelta di eliminare fee di abbonamento segnala un cambio di paradigma nel mercato.

Occhiali smart e AR tra produttività e gaming

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Il CES 2026 ha mostrato una maturazione evidente degli occhiali smart e AR, sempre più leggeri e orientati a casi d’uso concreti. XGIMI ha introdotto la linea Memomind, articolata in più modelli. Memo One integra display dual-lens e altoparlanti, offrendo un sistema operativo dedicato per utenti avanzati, mentre Memo Air Display adotta un display monoculare con frame personalizzabili, avvicinandosi esteticamente a occhiali tradizionali. L’elemento distintivo è l’uso di un LLM ibrido, capace di selezionare dinamicamente modelli come OpenAI, Qwen o Azure in base al task, riducendo l’interferenza digitale e privilegiando traduzione, sintesi e note-taking contestuale.

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Nel segmento gaming e produttività immersiva, Asus e Xreal hanno presentato ROG Xreal R1, occhiali AR con display micro-OLED a 240 Hz, risoluzione 1080p per occhio, latenza di 3 millisecondi e campo visivo di 57 gradi. Il chip X1 gestisce il tracking della testa, ancorando le finestre virtuali nello spazio reale, mentre le lenti elettrocromatiche automatiche si adattano alla luce ambientale. Il risultato è uno schermo virtuale equivalente a 171 pollici visto da circa 4 metri, con un peso complessivo di 91 grammi. L’integrazione audio firmata Bose e la compatibilità plug-and-play con ROG Ally e dock multi-input posizionano il prodotto come ponte tra gaming portatile e realtà aumentata.

Ancora più orientati all’AI conversazionale sono gli AI Glasses Style di Rokid. Con un peso di 38,5 grammi, una camera da 12 MP e altoparlanti open-ear, questi occhiali integrano un assistente basato su GPT-5, capace di gestire traduzioni in tempo reale in 89 lingue, riassunti di meeting e navigazione contestuale. La batteria da 210 mAh garantisce fino a 12 ore di utilizzo tipico, con accessori opzionali per estendere l’autonomia. La disponibilità di lenti graduate e finiture fotocromatiche sottolinea la volontà di uscire dalla nicchia tech per entrare nell’uso quotidiano.

Audio open-ear e planare tra immersione e sicurezza

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Il comparto audio ha mostrato un’evoluzione chiara verso soluzioni che bilanciano qualità sonora e consapevolezza ambientale. JBL ha annunciato tre modelli open-ear, tra cui Sense Pro con driver da 16,2 mm, supporto High-Res Audio e sistema Voice Pickup a quattro microfoni assistito da AI. Con un’autonomia totale fino a 38 ore e resistenza IP54, questi dispositivi puntano a un uso prolungato in mobilità, senza isolare completamente l’utente dall’ambiente.

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Sul fronte premium, Audeze ha svelato Maxwell 2, cuffia planare magnetica pensata per gaming e ascolto critico. Il supporto a Bluetooth 5.3 LE, codec LDAC, integrazione AuraCast e una batteria da 80 ore collocano il prodotto tra le soluzioni più complete per chi cerca fedeltà sonora e versatilità. Il microfono staccabile con isolamento AI del rumore e le opzioni di personalizzazione estetica rafforzano l’identità di un wearable audio che supera i confini del gaming.

AI pin e companion indossabili

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Tra le proposte più sperimentali spiccano gli AI pin, dispositivi pensati per interazioni rapide e contestuali. Plaud ha presentato NotePin S, un pin dedicato al note-taking con pulsante fisico per avviare registrazioni e marcare momenti chiave. Supporta trascrizione AI in 112 lingue, etichette speaker e vocabolari personalizzati, con un’autonomia di 20 ore di registrazione e integrazione Apple Find My. La scelta di passare da gesture a controlli fisici evidenzia una ricerca di affidabilità in contesti reali.

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Più concettuale è Project Maxwell di Motorola, un companion AI indossabile che interpreta l’ambiente tramite AI multimodale, grazie a una camera integrata e sensori percettivi. Pur restando un proof-of-concept, il progetto suggerisce una direzione chiara: AI sempre presente, capace di comprendere il contesto visivo e supportare l’utente senza schermi tradizionali.

Una nuova maturità per i wearable

Il CES 2026 ha mostrato come i wearable stiano entrando in una fase di maturità tecnologica, dove l’innovazione non è più fine a sé stessa ma orientata a usabilità, autonomia e integrazione naturale. L’attenzione a batterie durature, materiali leggeri e AI ibrida task-specifica risponde alle aspettative di un pubblico sempre più consapevole, attento a privacy e costi ricorrenti.

Dalla salute proattiva al gaming immersivo, passando per audio evoluto e companion AI, i dispositivi presentati a Las Vegas delineano un futuro in cui la tecnologia indossabile non sostituisce lo smartphone, ma lo ridimensiona, distribuendo funzioni intelligenti direttamente sul corpo e nell’ambiente. Il CES 2026, in questo senso, non ha solo mostrato nuovi prodotti, ma ha indicato con chiarezza la direzione dell’ecosistema wearable dei prossimi anni.


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