Gli sviluppi AI del 2026 vedono Google e OpenAI affrontare due nodi centrali della maturità dell’intelligenza artificiale: l’affidabilità delle risposte nei motori di ricerca e la sostenibilità economica delle interfacce conversazionali, mentre nuovi modelli come GPT-5.2 Codex-Max spingono ulteriormente l’automazione nel lavoro cognitivo avanzato.
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Google e la qualità delle risposte AI in Search
Nel 2026 Google ha compiuto un passo significativo ammettendo implicitamente una delle criticità più discusse delle AI Overviews: le hallucinations, ovvero la generazione di informazioni plausibili ma errate o contraddittorie. La pubblicazione di un annuncio di lavoro per un Senior Software Engineer nel team AI Answers Quality rappresenta un segnale chiaro della priorità assegnata al problema.
Il ruolo è orientato a migliorare la qualità delle risposte generate direttamente nella Search Results Page, lavorando su più livelli. Da un lato c’è la revisione del codice e l’introduzione di nuovi segnali di qualità, dall’altro l’addestramento e il fine-tuning dei modelli LLM sottostanti, con l’obiettivo di determinare quando un riassunto AI sia appropriato e quando invece rischi di introdurre errori. Questo lavoro coinvolge componenti infrastrutturali, metriche di valutazione, autoraters personalizzati e sperimentazioni live, con particolare attenzione alla prevenzione di regressioni.
Le criticità che Google tenta di risolvere sono note agli utenti esperti: contraddizioni tra query simili, citazioni che non corrispondono alle fonti indicate, valutazioni errate di aziende o servizi e, in casi più delicati, suggerimenti fuorvianti in ambito salute. Le AI Overviews hanno migliorato l’esperienza di ricerca per query complesse, ma hanno anche introdotto un livello di rischio che Google non può permettersi in un prodotto utilizzato quotidianamente da miliardi di persone.
Questa spinta coincide con l’espansione di AI Mode, che Google sta progressivamente promuovendo come esperienza di ricerca avanzata, e con l’integrazione sempre più estesa dell’AI nei feed Discover e nelle news, inclusa la riscrittura automatica dei titoli. Il 2026 segna quindi una fase di consolidamento, in cui la priorità non è più solo l’innovazione, ma la credibilità sistemica della Search.
OpenAI e i test di pubblicità in ChatGPT
Se Google lavora sulla qualità, OpenAI affronta apertamente il tema della monetizzazione. Nel 2026 emergono conferme di test interni di pubblicità in ChatGPT, inizialmente limitati ai dipendenti. I mockup mostrano contenuti sponsorizzati collocati nella sidebar, accanto alla finestra principale delle risposte AI, evitando per ora l’inserimento diretto all’interno del flusso conversazionale.
La scelta del formato non è casuale. OpenAI sembra voler esplorare un equilibrio tra nuove fonti di ricavo e la tutela della fiducia dell’utente, uno degli asset più delicati della piattaforma. Le versioni a pagamento come Plus, Go e Pro rimangono escluse da questi test, suggerendo un modello ibrido in cui la pubblicità potrebbe diventare una caratteristica delle offerte gratuite o limitate.
La discussione interna, guidata dal team Applications, ruota attorno a diversi interrogativi: quanto la presenza di ads influisce sulla percezione di neutralità delle risposte AI, quali dati possono essere utilizzati per la personalizzazione senza violare aspettative di privacy e in che misura la pubblicità possa interferire con l’esperienza conversazionale. Per gli utenti avanzati, abituati a usare ChatGPT come strumento di lavoro o ricerca, anche un cambiamento marginale dell’interfaccia può avere effetti significativi sulla produttività.
Questi test segnano comunque un passaggio simbolico. Dopo anni di crescita sostenuta da investimenti e abbonamenti, OpenAI inizia a esplorare modelli di sostenibilità economica su larga scala, consapevole che l’AI generativa richiede infrastrutture costose e un flusso di entrate più diversificato.
GPT-5.2 Codex-Max e l’evoluzione dell’AI per sviluppatori
Parallelamente ai test pubblicitari, OpenAI ha avviato il rollout graduale di GPT-5.2 Codex-Max, una variante avanzata del modello orientato allo sviluppo software, distribuita a abbonati selezionati. A differenza delle versioni standard, Codex-Max si distingue per la capacità di gestire contesti di repository molto ampi, mantenendo coerenza anche in sessioni di lavoro prolungate.

Il modello introduce miglioramenti sostanziali nella compaction del contesto, consentendo di seguire refactor complessi, migrazioni di codice e task multi-step senza perdere il filo logico. Anche l’uso degli strumenti risulta più affidabile, con una gestione più robusta dei workflow su Windows e un’integrazione potenziata della visione, utile per interpretare screenshot, individuare bug di interfaccia e comprendere diagrammi condivisi.
Per gli sviluppatori, GPT-5.2 Codex-Max rappresenta un salto qualitativo rispetto alle versioni precedenti, simile a quello osservato in passato con le varianti “Max” della famiglia Codex. L’obiettivo non è solo generare codice, ma sostenere processi di sviluppo complessi, riducendo l’attrito cognitivo e aumentando la continuità del lavoro umano.
Il rollout controllato indica un approccio prudente. OpenAI sta monitorando attentamente le prestazioni e raccogliendo feedback prima di un’eventuale estensione più ampia, consapevole che modelli di questo livello incidono direttamente sulla fiducia degli utenti professionali.
Sources e la corsa all’informazione sull’AI
In questo contesto di rapida evoluzione, anche l’ecosistema editoriale si adatta. Sources, portale specializzato nella copertura della corsa all’AI, ha annunciato nel 2026 un incremento della frequenza di pubblicazione a quattro edizioni settimanali, accompagnato da un adeguamento degli abbonamenti a 91 euro annui o 9 euro mensili. La scelta riflette la crescente domanda di analisi approfondite, reporting originale e prospettive non superficiali su un settore in costante mutamento.
La pianificazione di eventi live a San Francisco, Los Angeles e al World Economic Forum di Davos segnala come l’informazione sull’AI non sia più confinata al digitale, ma diventi parte integrante del dibattito pubblico e politico globale. Per utenti esperti, questo tipo di copertura rappresenta un complemento essenziale alle comunicazioni ufficiali delle aziende tecnologiche.
Affidabilità, ricavi e fiducia: il 2026 come anno di svolta
Gli sviluppi AI in Google e OpenAI nel 2026 convergono su un punto chiave: la maturità del settore. Google investe risorse ingegneristiche per ridurre le hallucinations e preservare l’affidabilità della Search, mentre OpenAI sperimenta nuove forme di monetizzazione senza compromettere la qualità percepita di ChatGPT. Nel frattempo, modelli come GPT-5.2 Codex-Max spingono l’AI sempre più vicino a un ruolo di collaboratore cognitivo avanzato, soprattutto nel lavoro tecnico. Il risultato è un ecosistema in cui l’innovazione non basta più. Qualità, sostenibilità economica e fiducia degli utenti diventano le vere metriche di successo.
Domande frequenti sugli sviluppi AI del 2026
Perché Google investe sulla qualità delle AI Overviews?
Perché le hallucinations minano la credibilità della Search e rappresentano un rischio sistemico per un servizio utilizzato a livello globale.
OpenAI introdurrà davvero la pubblicità in ChatGPT?
Nel 2026 sono in corso test interni limitati, con formati non invasivi, ma non è ancora definito un rollout pubblico.
Cosa rende GPT-5.2 Codex-Max diverso dagli altri modelli Codex?
La capacità di gestire contesti di codice molto ampi, mantenere coerenza su task lunghi e integrare visione e tool use in modo più affidabile.
Questi sviluppi migliorano davvero l’esperienza utente?
Sì, ma introducono nuove sfide legate a fiducia, trasparenza e sostenibilità, che definiranno l’evoluzione dell’AI nei prossimi anni.