La Japan Science and Technology Agency ha avviato uno dei progetti più ambiziosi della robotica contemporanea integrando le tecnologie NVIDIA all’interno del programma Moonshot, con l’obiettivo dichiarato di trasformare radicalmente l’assistenza agli anziani in Giappone entro il 2050. Il progetto risponde a una delle sfide strutturali più urgenti del Paese, l’invecchiamento accelerato della popolazione, puntando su robot autonomi capaci di apprendere, adattarsi e operare nella vita quotidiana.
Il programma Moonshot, finanziato dall’agenzia governativa, si articola in dieci obiettivi strategici di lungo periodo. Il goal numero 3 è quello che concentra l’attenzione sull’integrazione dei robot nella società come strumenti universali, paragonabili per impatto agli smartphone. Accanto a questo traguardo convivono altri obiettivi sistemici, come la predizione ultra-precoce delle malattie e la circolazione sostenibile delle risorse, che delineano una visione tecnologica ampia e profondamente interconnessa.
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Il cuore del progetto: robot autonomi per la cura quotidiana
All’interno del programma Moonshot, la ricerca si è concentrata in modo prioritario sullo sviluppo di robot destinati alla cura diretta degli anziani. L’idea non è quella di sostituire i caregiver umani, ma di alleggerire il carico fisico e ripetitivo, permettendo agli operatori di concentrarsi sugli aspetti relazionali ed emotivi dell’assistenza.

I robot sviluppati nell’ambito del progetto sono progettati per svolgere compiti delicati e complessi come cucinare, pulire, assistere nell’igiene personale, aiutare nei pasti e nel riposizionamento dei pazienti allettati. Tra questi spicca la famiglia di robot denominata AIREC (AI-Driven Robot for Embrace and Care), che rappresenta uno degli esempi più avanzati di integrazione tra robotica e intelligenza artificiale.
Le piattaforme AIREC si declinano in più versioni. Dry-AIREC, più grande e mobile, integra due GPU NVIDIA direttamente a bordo, garantendo una capacità di calcolo sufficiente per l’elaborazione in tempo reale di movimenti complessi. AIREC-Basic, invece, è progettato per la raccolta di dati su larga scala e utilizza tre moduli NVIDIA Jetson Orin NX per l’elaborazione AI edge, ponendo le basi per la creazione di modelli fondazionali del movimento umano.
Il ruolo centrale delle tecnologie NVIDIA
La collaborazione con NVIDIA rappresenta un elemento chiave del progetto Moonshot. Le tecnologie dell’azienda statunitense sono integrate a ogni livello della pipeline di sviluppo, dalla simulazione all’addestramento, fino all’esecuzione in ambiente reale.
Uno degli strumenti fondamentali è NVIDIA Isaac Sim, un framework open source per la simulazione robotica che consente di addestrare i robot in ambienti virtuali altamente realistici. Grazie a Isaac Sim, i ricercatori possono insegnare ai robot a stimare le forze di contatto tra oggetti e persone, a pianificare traiettorie sicure e a prevedere le conseguenze fisiche di ogni movimento prima di applicarlo nel mondo reale.
Accanto alla simulazione, le GPU NVIDIA RTX vengono utilizzate nei laboratori universitari per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, mentre le piattaforme Jetson Orin NX permettono ai robot di prendere decisioni rapide direttamente sul campo, senza dipendere costantemente da infrastrutture cloud.
Secondo Tetsuya Ogata, professore e direttore dell’Istituto per l’AI e la Robotica all’Università di Waseda, il salto tecnologico è stato possibile grazie alla maturazione dell’AI generativa. Cinque anni fa, spiega, l’idea di robot in grado di assistere concretamente gli anziani sembrava irrealistica. Oggi, l’evoluzione dell’ecosistema tecnologico rende questi scenari non solo plausibili, ma oggetto di pianificazione concreta.
Ricerca accademica e approccio human-centric
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto Moonshot è l’approccio human-centric, che mette al centro la sicurezza e il benessere della persona assistita. Un esempio emblematico è il lavoro di Misa Matsumura, studentessa di bioingegneria all’Università di Tokyo, impegnata nello sviluppo di algoritmi per il riposizionamento automatico dei pazienti allettati.
Il riposizionamento è un’attività fondamentale per prevenire piaghe da decubito e complicazioni sanitarie, ma richiede una comprensione profonda dello stato fisico del paziente. I robot Dry-AIREC utilizzano stima della postura 3D, dati provenienti da sensori di profondità e modelli di stima della forza per applicare la pressione corretta su spalle e ginocchia, evitando dolore o lesioni.
L’addestramento avviene inizialmente su manichini, ma i test stanno progressivamente coinvolgendo soggetti umani per affinare la precisione e l’affidabilità dei movimenti. Tutto il processo è supportato dall’infrastruttura NVIDIA, che consente iterazioni rapide tra simulazione e realtà.
Anche la professoressa Etsuko Kobayashi, esperta di robotica medica e advisor del progetto, sottolinea il valore personale e sociale della ricerca. L’esperienza diretta con l’invecchiamento di un familiare ha rafforzato l’idea che la tecnologia debba essere progettata per prendersi cura delle persone, non solo per essere efficiente.
Impatto sociale e prospettive al 2050
Il progetto Moonshot non è concepito come una sperimentazione isolata, ma come una trasformazione strutturale della società giapponese. Con una popolazione sempre più anziana e una forza lavoro in contrazione, l’introduzione di robot autonomi nell’assistenza quotidiana diventa una necessità sistemica.
I robot Moonshot sono pensati per automatizzare le attività più faticose, ridurre il rischio di infortuni per i caregiver e garantire standard di cura elevati anche in contesti di carenza di personale. In questo scenario, l’intelligenza artificiale non sostituisce la relazione umana, ma la rende sostenibile nel lungo periodo.

I progressi del programma vengono presentati regolarmente in contesti scientifici internazionali, come il Simposio Internazionale su Integrazione dei Sistemi del 2026, dove i team Moonshot condividono risultati e metodologie con la comunità globale della robotica.
Entro il 2050, l’obiettivo della Japan Science and Technology Agency è quello di rendere questi robot parte integrante della vita quotidiana, così come oggi lo sono smartphone e dispositivi digitali. La collaborazione con NVIDIA rappresenta uno dei pilastri tecnologici di questa visione, dimostrando come l’integrazione tra ricerca pubblica e industria possa accelerare il passaggio dall’innovazione sperimentale alla realtà sociale.