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Il PitchBook GenAI 20 Index è diventato nel gennaio 2026 uno dei nuovi riferimenti per leggere la convergenza tra intelligenza artificiale, cripto-asset e finanza tradizionale, mentre stablecoin istituzionali, tokenizzazione bancaria e derivati regolamentati stanno ridisegnando i mercati globali con una velocità che non ha precedenti negli ultimi decenni.
L’anno si è aperto con una sequenza di annunci che, presi singolarmente, sembrerebbero eterogenei, ma che nel loro insieme raccontano un’unica traiettoria: AI, blockchain e mercati finanziari stanno fondendo infrastrutture, prodotti e logiche operative. Dall’indice GenAI di Morningstar alle partnership sulle stablecoin, dalla tokenizzazione bancaria ai futures crypto regolamentati, il 2026 segna un punto di non ritorno.
Cosa leggere
Indice GenAI 20: Morningstar porta l’AI generativa nei benchmark finanziari
Il lancio del PitchBook GenAI 20 Index da parte di Morningstar rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui l’AI generativa viene osservata dai mercati. L’indice, introdotto il 15 gennaio 2026, è progettato per monitorare le aziende considerate pure-play nell’intelligenza artificiale generativa, superando i limiti dei benchmark tradizionali che spesso diluiscono l’AI all’interno di conglomerati tecnologici più ampi.
La composizione dell’indice è fortemente concentrata. Databricks pesa circa 21,4%, seguita da Anthropic con 19%, OpenAI con 18,9% e xAI con 18,6%. Quattro nomi che, da soli, coprono quasi il 78% del paniere, evidenziando quanto il mercato dell’AI generativa sia ancora dominato da pochi attori con accesso a capitali, infrastrutture computazionali e dataset su scala globale.
L’aspetto rilevante non è solo finanziario. Morningstar, attraverso l’integrazione con i dati PitchBook, costruisce un ponte continuo tra mercati privati e pubblici, permettendo agli investitori di seguire il ciclo di vita delle aziende AI dal late-stage venture capital fino all’eventuale IPO. È una risposta diretta alla crescente difficoltà di valutare l’AI con metriche tradizionali, in un contesto in cui molte delle aziende più rilevanti non sono ancora quotate.
Stablecoin istituzionali: Ripple e LMAX accelerano l’adozione
Sul fronte crypto, il 2026 si sta caratterizzando per una normalizzazione istituzionale delle stablecoin. La partnership pluriennale tra Ripple e LMAX Group va letta in questa chiave. Ripple ha investito circa 137 milioni di euro in LMAX Group per sostenere l’espansione di RLUSD, una stablecoin ancorata a valuta fiat pensata esplicitamente per contesti regolamentati.
LMAX utilizzerà RLUSD come collateral core per trading FX, crypto e CFD sulle proprie piattaforme istituzionali, integrandola in LMAX Digital, LMAX Custody e nei servizi di collateral management attivi 24/7. Questo passaggio è significativo perché sposta le stablecoin da strumento periferico a infrastruttura di base per il trading professionale, riducendo frizioni operative e tempi di regolamento.
Il messaggio al mercato è chiaro: con una maggiore chiarezza regolatoria, soprattutto negli Stati Uniti, le stablecoin stanno diventando il ponte operativo tra finanza tradizionale e digitale, non più un esperimento confinato al mondo crypto-native.
Tokenizzazione bancaria: State Street entra nella fase operativa
Un altro segnale strutturale arriva da State Street, che nel 2026 ha avviato una strategia di tokenizzazione su larga scala. Non si tratta più di proof-of-concept, ma di una suite di prodotti tokenizzati che include depositi, stablecoin bancarie, fondi money-market ed ETF.
State Street sta collaborando con grandi asset manager come Franklin Resources e Fidelity, oltre a utilizzare le proprie divisioni di asset management per integrare la tokenizzazione nei flussi esistenti. La banca ha già partecipato a iniziative con Galaxy Digital su fondi tokenizzati, segnando il passaggio da un ruolo di back-office a fornitore attivo di prodotti finanziari digitali.
Questo movimento indica che la tokenizzazione non è più vista solo come un’efficienza tecnologica, ma come un vantaggio competitivo per chi controlla la custodia, il regolamento e la liquidità degli asset digitali.
Derivati crypto regolamentati: CME amplia la gamma
La maturazione del mercato crypto passa anche dai derivati regolamentati. CME Group ha annunciato il lancio, previsto per il 9 febbraio 2026 e soggetto ad approvazioni regolatorie, di futures su Cardano (ADA), Chainlink (LINK) e Stellar (XLM).
Questi nuovi contratti, disponibili in versioni micro e standard, si aggiungono a una suite che già comprende futures e opzioni su Bitcoin ed Ether, oltre ai più recenti prodotti su XRP e Solana. Il segnale è che la domanda istituzionale per esposizioni crypto regolamentate continua a crescere, soprattutto in un contesto in cui ETF e fondi tradizionali cercano strumenti di copertura e allocazione più sofisticati.
Record BlackRock: la finanza tradizionale assorbe il digitale
Nel frattempo, BlackRock ha chiuso il 2025 con 12,8 trilioni di euro di asset under management, un record storico. I flussi netti annuali hanno raggiunto 640 miliardi di euro, con un quarto trimestre da 313 miliardi. All’interno di questi numeri, gli asset digitali hanno toccato 71 miliardi di euro, trainati da 32 miliardi di flussi nei prodotti ETF legati al settore.
Il dato è rilevante perché dimostra che crypto e AI non sono più nicchie, ma componenti integrate nelle strategie dei più grandi gestori globali. Larry Fink ha esplicitamente collocato digital assets, private markets e active ETF tra le aree di crescita prioritarie, segnalando che la convergenza tecnologica è ormai parte della strategia core.
Blockchain nei mercati ufficiali: LSE e settlement istantaneo
La London Stock Exchange Group ha aggiunto un ulteriore tassello lanciando Digital Settlement House (DiSH), una piattaforma blockchain per il regolamento istantaneo 24/7 con denaro bancario reale tokenizzato. Il sistema consente operazioni PvP e DvP quasi immediate, riducendo drasticamente il settlement risk e migliorando la gestione del collateral.
DiSH funge da ponte tra mondo on-chain e off-chain, orchestrando asset e pagamenti su reti diverse. È un esempio concreto di come le infrastrutture di mercato tradizionali stiano adottando la blockchain non per moda, ma per ridurre rischi sistemici e aumentare efficienza di bilancio.
Dati macro e contesto economico
Sul fronte macroeconomico, i jobless claims USA sono scesi a 198.000 nella settimana conclusa il 15 gennaio 2026, sotto le attese di mercato. Il dato segnala un mercato del lavoro ancora resiliente, nonostante rallentamenti nell’hiring e incertezze geopolitiche. I mercati azionari hanno reagito positivamente, mentre gli operatori stimano con alta probabilità una Fed invariata nel breve termine.
Questo contesto macro relativamente stabile fornisce il terreno su cui AI e crypto continuano a essere percepite come leve di crescita, più che come asset puramente speculativi.
Convergenza strutturale, non ciclo temporaneo
Il quadro che emerge dal 2026 non è quello di una moda passeggera, ma di una convergenza strutturale. L’AI entra nei benchmark finanziari, le stablecoin diventano infrastruttura di mercato, la tokenizzazione si sposta in produzione, i derivati crypto si regolamentano e le grandi borse adottano blockchain per il settlement. Per investitori e istituzioni, il tema centrale non è più se partecipare, ma come posizionarsi in un ecosistema dove tecnologia e finanza sono ormai inseparabili.
Domande frequenti su crypto e AI nei mercati 2026
Cos’è il PitchBook GenAI 20 Index e perché è rilevante?
È un indice lanciato da Morningstar per monitorare le principali aziende pure-play di intelligenza artificiale generativa, colmando il vuoto tra mercati privati e pubblici e offrendo un benchmark dedicato all’AI.
Perché le stablecoin stanno diventando centrali per le istituzioni?
Perché consentono regolamenti rapidi, collateral 24/7 e integrazione tra mercati tradizionali e digitali, soprattutto in presenza di maggiore chiarezza normativa.
Cosa significa la tokenizzazione per le banche tradizionali?
Significa trasformare depositi, fondi ed ETF in asset digitali nativi, riducendo costi operativi, migliorando liquidità e aprendo nuovi modelli di business.
I futures crypto regolamentati cambiano il mercato?
Sì, perché permettono a investitori istituzionali di esporsi alle criptovalute in modo conforme e gestire rischio e coperture con strumenti standardizzati.