Elon Musk OpenAI è diventato il fulcro di una settimana che intreccia intelligenza artificiale, regolazione crypto, mercati finanziari e politiche industriali statunitensi. Elon Musk ha rafforzato la sua azione legale contro OpenAI con nuovi documenti giudiziari, mentre la Casa Bianca minaccia il ritiro del sostegno al bill crypto USA dopo lo strappo di Coinbase. In parallelo, Anchorage Digital prepara il terreno per una possibile IPO, l’argento supera Bitcoin in crescita di capitalizzazione, il Dipartimento di Giustizia USA conferma la riserva strategica di BTC e OpenAI lancia ChatGPT Go a 7 euro al mese su scala globale. Il lettore ottiene qui una mappa completa di cosa cambia, chi guadagna e quali rischi emergono.
Cosa leggere
Elon Musk contro OpenAI: le nuove prove e il nodo nonprofit
La causa tra Elon Musk e OpenAI entra in una fase più profonda con il deposito di note private di Greg Brockman risalenti al 2017. Nei documenti, Brockman avrebbe riconosciuto l’insostenibilità di lungo periodo del modello nonprofit, ipotizzando una transizione verso una struttura for-profit o B-Corp. Per Musk, queste prove indicano che l’ambiguità sul modello economico fosse presente fin dall’inizio, in contrasto con il mandato pubblico dichiarato.
OpenAI respinge l’interpretazione, sostenendo che Musk fosse consapevole delle tensioni economiche e che avesse richiesto controllo di maggioranza ed equity dominante, condizioni rifiutate dagli altri fondatori. Un giudice federale ha però consentito alla causa di proseguire, trasformandola in un caso spartiacque per la governance dell’AI. Le partnership industriali, in primis quella con Microsoft, vengono rilette alla luce di una domanda centrale: quanto è compatibile l’AI ad alta intensità di capitale con un perimetro nonprofit? I mercati predittivi hanno reagito con decisione, portando le probabilità di una vittoria di Musk oltre il 70%, segnale che investitori e osservatori percepiscono un rischio reale per l’attuale assetto di OpenAI.
Casa Bianca e bill crypto USA: lo strappo con Coinbase
Sul fronte regolatorio, la Casa Bianca ha alzato i toni dopo che Coinbase ha ritirato il proprio supporto alle negoziazioni sul bill crypto USA, definendo la mossa un “rug pull” politico. Il nodo è una bozza che riduce il ruolo della CFTC e limita i reward sulle stablecoin, temi che dividono l’industria. L’annullamento del markup al Senate Banking Committee ha congelato un percorso che sembrava vicino alla conclusione.
Dietro lo scontro c’è una tensione strutturale: le banche temono una fuga di depositi verso stablecoin remunerate, mentre l’ecosistema crypto chiede chiarezza normativa per competere globalmente. L’amministrazione ha ribadito che una singola azienda non rappresenta l’intero settore, ma lo strappo complica il consenso bipartisan e rischia di rinviare una riforma considerata cruciale.
Anchorage Digital e la corsa all’IPO crypto
In un contesto di incertezza, Anchorage Digital ha avviato una raccolta tra 183 e 367 milioni di euro in vista di una potenziale IPO nel 2027. Prima crypto bank federale degli Stati Uniti, Anchorage offre custody, trading e staking per centinaia di asset ed è sostenuta da investitori come Goldman Sachs, Andreessen Horowitz, KKR, GIC e Visa. Dopo una Serie D da 321 milioni di euro nel 2021 e una valutazione superiore a 2,7 miliardi di euro, l’obiettivo è presentarsi al mercato pubblico come attore regolamentato e istituzionale.
La traiettoria di Anchorage evidenzia la maturazione selettiva del settore: mentre alcune piattaforme puntano alla legittimazione finanziaria, altre restano esposte a volatilità e pressioni regolatorie.
Canaan e il rischio Nasdaq: il lato fragile del mining
All’opposto, Canaan ha ricevuto un avviso di non conformità dal Nasdaq per ADS sotto 0,92 euro per oltre 30 giorni. L’azienda ha 180 giorni per rientrare nei parametri, ma l’episodio sottolinea le criticità strutturali del mining: ciclicità dei prezzi, costi energetici e dipendenza da condizioni di mercato estreme. Per gli investitori, è un promemoria dei rischi asimmetrici che persistono nel comparto.
Argento supera Bitcoin: rotazione degli asset e segnali macro
Il dato più sorprendente arriva dai mercati: l’argento ha aggiunto 3,57 trilioni di euro di capitalizzazione in 12 mesi, con una crescita prossima al 200%, superando Bitcoin in performance e posizionandosi come secondo asset globale dopo l’oro. Le quotazioni hanno toccato 85 euro prima di consolidare intorno a 82 euro, eclissando tech stock e crypto.
La dinamica segnala una rotazione delle preferenze verso asset percepiti come copertura contro inflazione e incertezza geopolitica. Per Bitcoin, il confronto riapre il dibattito sul suo ruolo di “oro digitale” in uno scenario macro più selettivo.
DOJ e riserva strategica di Bitcoin
Il Dipartimento di Giustizia USA ha chiarito che i Bitcoin sequestrati non verranno venduti ma confluiranno nella Strategic Bitcoin Reserve, in base all’Executive Order 14233 firmato nel marzo 2025. Gli Stati Uniti detengono circa 328.000 BTC, per un valore stimato di 28,6 miliardi di euro. È un cambio di paradigma rispetto alle aste del passato, che riduce la pressione di vendita e rafforza l’idea di Bitcoin come asset strategico di lungo periodo per lo Stato.
Galaxy e il compromesso sulle stablecoin
Secondo Mike Novogratz, CEO di Galaxy, il bill crypto potrebbe comunque passare nelle prossime settimane grazie a un compromesso sulle stablecoin. Il punto chiave resta la gestione dei rendimenti: le banche temono un esodo di depositi, l’industria crypto difende l’innovazione. Un accordo imperfetto, avverte Novogratz, è preferibile allo stallo per evitare che Tether continui a dominare i mercati esteri senza un quadro competitivo statunitense.
ChatGPT Go: l’AI diventa commodity globale
Sul fronte AI, OpenAI ha lanciato ChatGPT Go a 7 euro al mese, disponibile in oltre 170 paesi. Il piano offre accesso esteso a GPT-5.2 Instant, limiti più alti su messaggi, upload e immagini, e memoria ampliata rispetto alla versione gratuita. La segmentazione tra Free, Go, Plus e Pro amplia l’adozione consumer proprio mentre OpenAI affronta una sfida legale cruciale. L’espansione commerciale procede mentre la governance viene messa in discussione: un paradosso che definisce l’attuale fase dell’AI.
Domande frequenti su Elon Musk OpenAI
La causa di Elon Musk può cambiare il modello di OpenAI?
Sì. Se il tribunale riconoscesse una violazione del mandato nonprofit, OpenAI potrebbe essere costretta a rivedere governance, struttura societaria e rapporti con i partner industriali, con effetti su tutto il settore AI.
Perché la Casa Bianca è così dura con Coinbase sul bill crypto?
Perché il ritiro improvviso dal negoziato ha bloccato un percorso bipartisan avanzato. L’amministrazione teme che interessi aziendali specifici compromettano una riforma ritenuta strategica per la competitività USA.
L’argento che supera Bitcoin è un segnale strutturale?
Indica una rotazione tattica verso asset percepiti come difensivi. Non decreta la fine di Bitcoin, ma segnala che gli investitori stanno diversificando in risposta al contesto macro.
ChatGPT Go cambia l’accesso all’AI?
Sì. A 7 euro al mese, ChatGPT Go abbassa la soglia d’ingresso globale all’AI avanzata, accelerando l’adozione consumer mentre il dibattito su regole e governance resta aperto.