Aggiornamenti Chrome gennaio 2026: sicurezza rafforzata e svolta AI on-device

di Redazione
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Gli aggiornamenti Chrome di gennaio 2026 segnano un passaggio chiave nell’evoluzione del browser di Google, che consolida la sicurezza su larga scala e rende sempre più esplicita l’integrazione dell’AI direttamente nel runtime del browser. Con il rilascio delle versioni Chrome 144 stabili, una lunga serie di fix su V8, Blink e componenti di rete, e l’introduzione di un toggle per disattivare la GenAI on-device, Google sta ridefinendo il rapporto tra protezione, prestazioni e automazione intelligente.

Chrome 144 stable su desktop e Android: sicurezza al centro

Il cuore dell’aggiornamento di gennaio è rappresentato da Chrome 144 stabile per Windows, macOS e Linux, distribuito progressivamente con 10 correzioni di sicurezza. Le vulnerabilità più rilevanti riguardano il motore JavaScript V8, storicamente uno dei bersagli principali per exploit avanzati. Tra i fix spiccano errori di implementazione che potevano portare a out-of-bounds access, use-after-free e gestione errata della memoria, scenari tipici delle catene di exploit browser.

Anche Blink, il motore di rendering, riceve correzioni importanti, così come il sottosistema Downloads, il modulo Network e il layer grafico ANGLE. Diversi ricercatori esterni hanno contribuito all’individuazione delle falle, confermando l’importanza del programma di bug bounty di Google, con ricompense che in alcuni casi hanno superato gli 8.000 euro. I dettagli tecnici restano volutamente riservati fino al completamento del rollout, una prassi consolidata per ridurre il rischio di exploit attivi.

Su Android, Chrome 144.0.7559.76 arriva tramite Google Play con un focus su stabilità e allineamento dei fix di sicurezza rispetto al desktop. Non introduce cambiamenti visivi rilevanti, ma rafforza la base del browser in un momento in cui Chrome resta uno dei target principali per malware mobile e campagne di phishing avanzate.

iOS e ChromeOS: aggiornamenti paralleli e LTS

Sul fronte iOS, Chrome stable raggiunge la versione 144.0.7559.85, con miglioramenti di stabilità e performance distribuiti tramite App Store. Anche qui l’aggiornamento è soprattutto difensivo, in linea con la filosofia Apple di controllo stretto sull’integrazione del browser.

ChromeOS riceve un aggiornamento stable alla piattaforma 16463.79.0, con il browser che resta su 143.0.7499.203. Pur senza annunci di fix di sicurezza specifici, l’update include miglioramenti generali e ottimizzazioni di sistema per la maggior parte dei dispositivi supportati. Parallelamente, la versione LTS di ChromeOS viene aggiornata a 138.0.7204.301, confermando l’impegno di Google nel garantire cicli di supporto lunghi per ambienti enterprise e scolastici.

I canali Beta e Dev di ChromeOS mostrano già la traiettoria futura, con build che integrano browser 144, 145 e 146, anticipando le prossime ondate di funzionalità e modifiche strutturali.

Beta e Dev channel: Chrome guarda oltre la 144

Nei canali di sviluppo, Chrome accelera. Il Dev channel desktop arriva alla versione 146.0.7635.3, mentre Android Dev tocca 146.0.7634.0. Le beta si muovono tra 144 e 145, preparando il terreno alle novità che entreranno nello stable nei mesi successivi. Questi canali continuano a essere il laboratorio in cui Google sperimenta nuove API web, ottimizzazioni di rendering e soprattutto integrazioni AI più profonde.

GenAI on-device: controllo diretto per gli utenti

La novità più significativa dal punto di vista strategico è l’introduzione di un toggle per disattivare la GenAI on-device. L’opzione, visibile nelle build Canary e destinata a un rollout più ampio, permette agli utenti di spegnere completamente i modelli AI locali utilizzati da Chrome. L’impostazione è accessibile dalle System settings e, una volta disattivata, rimuove i modelli dal dispositivo.

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Questa scelta risponde a una doppia esigenza: da un lato rafforzare la trasparenza e il controllo per gli utenti più attenti alla privacy, dall’altro rendere esplicito che Chrome utilizza già AI locale per funzioni di sicurezza. La GenAI on-device alimenta infatti componenti come Enhanced Protection, che analizza in tempo reale download sospetti e siti potenzialmente malevoli, identificando pattern di scam e phishing anche quando non ancora noti ai database tradizionali.

Gemini e l’evoluzione verso un browser “agentico”

Parallelamente, Google continua a testare l’integrazione di Gemini come assistente sempre più attivo all’interno di Chrome. Le cosiddette Gemini skills, visibili in ambienti di test, permettono al browser di spiegare pagine, riassumere contenuti, confrontare tab e preparare azioni complesse come l’organizzazione di viaggi o la sintesi di informazioni distribuite su più siti.

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Su Android, Gemini appare in forma di bottom sheet, richiamabile dall’interfaccia del browser, mentre su desktop l’obiettivo è trasformare Chrome in un vero agent capace di eseguire task senza richiedere continui passaggi manuali. Non esiste ancora una timeline pubblica per il rollout globale, ma i segnali indicano una progressiva estensione di queste funzioni nel corso del 2026.

Impatto su sicurezza ed esperienza d’uso

Dal punto di vista della sicurezza, gennaio 2026 rafforza Chrome su più livelli. I fix in V8 e Blink riducono drasticamente le superfici di attacco più sfruttate, mentre l’AI on-device introduce una difesa comportamentale capace di reagire a minacce emergenti. Allo stesso tempo, la possibilità di disattivare la GenAI restituisce agli utenti il controllo, evitando l’imposizione silenziosa di modelli locali.

Sul piano dell’esperienza d’uso, l’evoluzione verso funzioni agentiche segna un cambiamento di paradigma: Chrome non è più solo un visualizzatore di pagine, ma un intermediario intelligente tra l’utente e il web.

Qual è la novità più importante di Chrome a gennaio 2026?

L’introduzione del toggle per disattivare la GenAI on-device, che rende esplicito l’uso dell’AI locale e permette agli utenti di controllarne l’attivazione.

Chrome 144 introduce nuove funzioni visibili?Chrome 144 introduce nuove funzioni visibili?

No, l’aggiornamento stabile è focalizzato soprattutto su sicurezza e stabilità, con numerosi fix critici su V8, Blink e altri componenti interni.

Come viene usata l’AI on-device in Chrome?

L’AI locale alimenta funzioni di sicurezza come Enhanced Protection, che analizza in tempo reale download e siti sospetti per individuare scam e phishing.

Gemini diventerà un assistente completo in Chrome?

I test indicano un’evoluzione verso un browser agentico, capace di spiegare contenuti, riassumere pagine e automatizzare task, ma il rollout globale sarà graduale nel corso del 2026.


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