Il mercato crypto tra inflows record, tokenizzazione Nyse e nuova adozione istituzionale

di Redazione
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Il mercato crypto registra inflows record da oltre 2 miliardi di euro negli asset digitali e consolida una fase di adozione istituzionale che coinvolge Nyse, Bitcoin, Strategy, Steak n Shake e i principali prodotti di investimento regolamentati, mentre la volatilità geopolitica innesca liquidazioni per 793 milioni di euro in sole ventiquattro ore. Nelle stesse settimane in cui Bitcoin si muove nell’area degli 85.000–89.000 euro, l’industria osserva un cambio strutturale: infrastrutture di mercato tradizionali entrano nel mondo on-chain, fondi pensione statali utilizzano veicoli azionari come proxy crypto e aziende retail trasformano i pagamenti in riserva strategica.

Nyse e la svolta delle securities tokenizzate

L’iniziativa di Nyse, sotto il controllo di Intercontinental Exchange, rappresenta uno dei segnali più rilevanti di maturazione del mercato crypto. La Borsa di New York sta sviluppando una piattaforma per securities tokenizzate capace di combinare trading 24/7, settlement istantaneo e custodia regolamentata, integrando il motore Pillar con infrastrutture blockchain compatibili con più catene di regolamento. Il progetto, ancora in attesa delle necessarie approvazioni regolatorie, mira a superare i limiti temporali e operativi dei mercati tradizionali, consentendo lo scambio continuo di titoli e il regolamento on-chain senza i ritardi tipici dei sistemi T+1 o T+2.

La tokenizzazione proposta da Nyse non riguarda asset sperimentali o strumenti nativi crypto, ma securities tradizionali con diritti pienamente equivalenti alle azioni detenute in forma classica. Gli azionisti tokenizzati riceveranno dividendi, manterranno i diritti di governance e opereranno all’interno di un perimetro normativo coerente con gli standard dei mercati regolamentati. La blockchain diventa così un layer infrastrutturale, non un’alternativa anarchica alla finanza esistente.

Nel progetto convergono attori chiave come Bny, impegnata nello sviluppo di depositi tokenizzati per la movimentazione del valore in tempo reale, e Citi, che collabora su margini, collateralizzazione e funding cross-border. Circle fornisce l’infrastruttura stablecoin per il finanziamento istantaneo delle operazioni, mentre Baillie Gifford partecipa come investitore istituzionale nella fase iniziale. L’obiettivo dichiarato di Ice è costruire un’infrastruttura fully on-chain, in grado di coprire trading, settlement, custody e capital formation, riducendo costi operativi e aumentando la trasparenza attraverso registri immutabili.

Inflows record negli asset digitali e ruolo dei prodotti regolamentati

Parallelamente allo sviluppo infrastrutturale, i prodotti di investimento in asset digitali hanno registrato quasi 2 miliardi di euro di inflows in una sola settimana, il dato più elevato dall’ottobre 2025. Bitcoin guida i flussi con 1,37 miliardi di euro, confermandosi il principale punto di ingresso per il capitale istituzionale. Ethereum segue con 455 milioni di euro, sostenuto da aggiornamenti di rete e dal rafforzamento dell’ecosistema applicativo. Solana, Xrp, Sui, Litecoin e Chainlink mostrano flussi positivi più contenuti ma diffusi, segnale di una diversificazione progressiva dell’interesse.

Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti concentrano oltre 1,83 miliardi di euro dei flussi totali, mentre Germania, Svizzera, Canada e Paesi Bassi contribuiscono in modo significativo. Questo dato evidenzia come la chiarezza regolatoria e la disponibilità di strumenti spot e fondi strutturati continui ad attrarre capitale verso giurisdizioni percepite come più stabili. Gli inflows coincidono con il movimento di Bitcoin verso un massimo locale di 89.400 euro, prima di una correzione legata a tensioni geopolitiche.

L’aumento dei flussi nei prodotti regolamentati suggerisce un cambiamento qualitativo della domanda. Gli investitori istituzionali non cercano più esposizioni speculative di breve periodo, ma strumenti che consentano integrazione di lungo termine nei portafogli, con custodia professionale, compliance e riduzione del rischio operativo. In questo contesto, il mercato crypto inizia ad assomigliare sempre meno a una nicchia tecnologica e sempre più a una nuova asset class finanziaria.

Strategy e il ruolo dei proxy azionari su Bitcoin

Un altro segnale rilevante di adozione istituzionale arriva dai fondi pensione. Il Louisiana State Employees Retirement System ha dichiarato di detenere 17.900 azioni di Strategy, per un valore superiore a 2,75 milioni di euro, utilizzando il titolo come proxy regolamentato per l’esposizione a Bitcoin. Strategy possiede infatti 687.410 Bitcoin, il più grande tesoro aziendale al mondo in termini di criptovaluta detenuta.

La scelta del fondo pensione riflette una strategia prudente ma significativa. Invece di detenere direttamente Bitcoin, con tutte le complessità di custodia e compliance, il fondo utilizza un veicolo azionario quotato e soggetto alle regole della Securities and Exchange Commission. Strategy finanzia l’accumulo di Bitcoin attraverso emissioni di debito ed equity, trasformando la propria struttura societaria in un amplificatore dell’esposizione alla criptovaluta.

Il filing alla Sec, che rende pubblica la posizione del fondo pensione, conferma che l’investimento è stato effettuato alla fine del 2024 e divulgato formalmente nel gennaio 2025. I movimenti di prezzo del titolo, con un +1,6% in una seduta e ulteriori guadagni in premarket, mostrano come il mercato interpreti positivamente l’ingresso di capitali pensionistici in questo tipo di esposizione. Per il settore crypto, l’ingresso dei fondi pensione rappresenta una soglia simbolica: indica che Bitcoin viene considerato compatibile con strategie di lungo periodo destinate a sostenere sistemi previdenziali.

Steak n Shake e Bitcoin come riserva aziendale operativa

L’adozione istituzionale non si limita alla finanza. Steak n Shake ha integrato Bitcoin nella propria strategia aziendale accumulando 9,17 milioni di euro in criptovaluta come riserva strategica. La particolarità del modello è che la riserva si costruisce esclusivamente attraverso i pagamenti Bitcoin ricevuti nei ristoranti, senza acquisti diretti sul mercato. Dal maggio dell’anno precedente, la catena accetta Bitcoin in tutte le location statunitensi, utilizzando il Lightning Network per ridurre costi e tempi di transazione.

Questo approccio ha creato un ciclo auto-sostenibile: le vendite same-store aumentano la riserva Bitcoin, che a sua volta rafforza il bilancio aziendale e la narrativa del brand. Nel quarto trimestre 2025, Steak n Shake ha registrato una crescita delle vendite del 15% mese su mese, attribuita in parte all’innovazione nei pagamenti e al miglioramento della qualità dell’offerta. Bitcoin diventa così non solo un mezzo di pagamento, ma un elemento identitario e strategico.

Dal punto di vista macro, l’esperienza di Steak n Shake dimostra che l’adozione di Bitcoin può avvenire anche al di fuori del settore finanziario, integrandosi in operazioni quotidiane e creando valore tangibile. L’uso del Lightning Network evidenzia come le soluzioni di secondo livello siano ormai mature per supportare volumi commerciali reali, superando uno dei limiti storici della criptovaluta.

Liquidazioni massive e impatto delle tensioni geopolitiche

A fronte degli inflows e dell’adozione crescente, il mercato crypto resta estremamente sensibile agli shock macro e geopolitici. Nelle ultime ventiquattro ore considerate, le piattaforme hanno registrato 793 milioni di euro in liquidazioni, colpendo oltre 241.000 trader. La capitalizzazione complessiva del mercato è scesa di circa 3%, attestandosi intorno ai 2,93 trilioni di euro. Le posizioni long hanno subito la maggior parte delle perdite, con 717 milioni di euro liquidati.

Il contesto geopolitico ha giocato un ruolo chiave. Le dichiarazioni di Donald Trump su possibili tariffe del 10%, con escalation fino al 25%, nei confronti della Danimarca e di altri alleati europei, legate alla disputa sulla Groenlandia, hanno innescato una reazione di avversione al rischio. La Groenlandia viene descritta come cruciale per la sicurezza e per il sistema di difesa missilistica Golden Dome, alimentando tensioni che si riflettono sui mercati globali.

Secondo i dati di Coinglass, la singola liquidazione più grande è stata una posizione Btc-Usdt da 23,66 milioni di euro sulla piattaforma Hyperliquid. Bitcoin è sceso da oltre 87.100 euro a circa 84.400 euro, generando 210 milioni di euro di liquidazioni sulla sola criptovaluta. Ethereum ha registrato liquidazioni per 140 milioni di euro. Questi movimenti evidenziano come l’elevato utilizzo della leva finanziaria continui a rendere il mercato vulnerabile a movimenti rapidi e a notizie macro.

Nonostante la violenza delle liquidazioni, molti analisti interpretano questi eventi come fasi di pulizia del mercato, che riducono gli eccessi e contribuiscono a una maggiore stabilità nel medio termine. La presenza di capitali istituzionali e di infrastrutture più robuste potrebbe attenuare progressivamente l’impatto di questi shock, pur senza eliminarli del tutto.

Domande frequenti su mercato crypto

Il mercato crypto sta davvero entrando in una fase istituzionale?

Sì, i dati sugli inflows record, lo sviluppo di infrastrutture come la piattaforma tokenizzata di Nyse e l’ingresso di fondi pensione indicano una transizione strutturale. L’interesse non è più limitato a investitori retail o speculativi, ma coinvolge attori con orizzonti di lungo periodo, regolamentazione stringente e capitali significativi.

Perché Nyse punta sulla tokenizzazione delle securities?

La tokenizzazione consente a Nyse di modernizzare il trading e il settlement, offrendo scambi 24/7 e regolamenti istantanei senza rinunciare agli standard regolatori. L’obiettivo è ridurre costi, aumentare efficienza e integrare la blockchain come infrastruttura di mercato, non come sistema parallelo.

In che modo i fondi pensione ottengono esposizione a Bitcoin senza detenere crypto?

Molti fondi utilizzano azioni di società come Strategy, che detengono grandi quantità di Bitcoin in bilancio. In questo modo ottengono esposizione indiretta tramite strumenti regolamentati, evitando i rischi operativi e di custodia legati al possesso diretto di criptovalute.

Le liquidazioni massicce indicano una debolezza strutturale del mercato crypto?

Le liquidazioni riflettono l’uso elevato della leva e la sensibilità agli eventi macro, ma non annullano il trend di adozione. Anzi, in presenza di capitali istituzionali, queste fasi possono contribuire a riequilibrare il mercato e a ridurre comportamenti eccessivamente speculativi nel tempo.


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