Mercato crypto selloff Bitcoin è la fotografia di una fase di stress che combina fattori macroeconomici, geopolitica e dinamiche interne al settore. Bitcoin è sceso sotto 82.500 euro, innescando liquidazioni per 532 milioni di euro in 24 ore, mentre la volatilità colpisce anche Ethereum, Solana e le principali altcoin. In questo scenario, Strategy adotta una strategia opposta al mercato e aggiunge 20.456 Bitcoin alle proprie riserve, mentre Chainlink espande l’infrastruttura onchain con gli equities stream USA 24/5 e la CFTC avvia un cambio di passo regolatorio con l’iniziativa Future-Proof.
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Selloff Bitcoin e liquidazioni: cosa sta succedendo davvero
Il movimento ribassista di Bitcoin ha preso forza dopo un fine settimana segnato da tensioni macro e geopolitiche. Il prezzo è sceso di oltre 3%, passando da 87.100 euro a 84.400 euro e rompendo successivamente il supporto degli 82.500 euro. Il risultato è stato un’ondata di liquidazioni forzate: 532 milioni di euro in 24 ore, con 137 milioni concentrati in un’unica ora, prevalentemente su posizioni long.
La pressione non ha colpito solo Bitcoin. Ethereum è sceso verso 2.750 euro, Solana intorno a 116 euro, XRP a 1,75 euro, mentre Monero ha registrato un calo a doppia cifra, vicino all’11%. La capitalizzazione complessiva del mercato crypto è scesa di circa 3%, attestandosi intorno a 2,84 miliardi di euro, in un contesto di volumi in flessione.
Il ruolo della geopolitica e del macro-contesto
A innescare il selloff non sono stati eventi interni alla blockchain, ma fattori esterni. Le tensioni su dazi e commercio internazionale, riaccese da dichiarazioni statunitensi su nuove misure tariffarie, hanno spinto gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset rischiosi. Anche i mercati tradizionali hanno reagito: S&P 500 in calo dell’1,5%, Nasdaq dello 0,6%.
In questo contesto, Bitcoin si è comportato ancora una volta come un risk asset, più che come bene rifugio. La correlazione con l’azionario resta elevata nelle fasi di stress macro, e il selloff ha “ripulito” il mercato da eccessi di leva, una dinamica spesso osservata prima di fasi di consolidamento.
Strategy compra il dip: 20.456 Bitcoin in un colpo solo
Mentre il mercato vende, Strategy fa l’opposto. La società ha acquistato 20.456 BTC per circa 1,95 miliardi di euro, a un prezzo medio di 87.400 euro per Bitcoin. L’operazione è stata finanziata principalmente tramite vendita di azioni, per un netto di 1,92 miliardi di euro.
Con questo acquisto, Strategy porta le proprie riserve totali a 709.715 BTC, accumulati a un prezzo medio di circa 69.700 euro per Bitcoin. Il valore complessivo del tesoro supera i 59 miliardi di euro, rendendo l’azienda il maggiore detentore corporate di Bitcoin al mondo. Nel breve termine, il mercato azionario ha reagito negativamente, con il titolo in calo di circa 5% nel pre-market, ma la strategia resta coerente: accumulare durante la volatilità con un orizzonte di lungo periodo.
Chainlink porta le equities USA onchain 24/5
In parallelo alla turbolenza dei prezzi, l’infrastruttura crypto continua ad avanzare. Chainlink ha lanciato i 24/5 U.S. Equities Streams, estendendo il proprio sistema di Data Streams a azioni ed ETF statunitensi. La novità consente l’accesso a dati di mercato ad alta fedeltà anche fuori dagli orari tradizionali, colmando il divario tra blockchain always-on e mercati azionari con orari limitati.
Gli stream includono bid-ask spread, volumi, flag di stato del mercato e indicatori di freschezza del dato, elementi cruciali per prodotti onchain basati su equity, come perpetual, lending e strumenti RWA. La soluzione è già attiva su oltre 40 blockchain ed è utilizzata da piattaforme come BitMEX e Lighter, segnando un passo concreto verso mercati dei capitali sempre aperti.
La CFTC cambia tono con l’iniziativa Future-Proof
Sul fronte regolatorio, la CFTC ha annunciato l’iniziativa Future-Proof, con l’obiettivo di modernizzare le regole per asset digitali, futures perpetui e mercati di previsione. Il presidente Mike Selig ha criticato l’approccio passato basato su regolazione tramite enforcement, promettendo invece regole su misura e processi di rulemaking trasparenti.
Il messaggio è chiaro: il settore degli asset digitali, che vale circa 2,75 miliardi di euro, ha bisogno di chiarezza normativa, non di incertezza. Se attuata correttamente, Future-Proof potrebbe ridurre il rischio regolatorio e favorire investimenti strutturali, soprattutto in fasi di volatilità come quella attuale.
Argento in rally e confronto con Bitcoin
Mentre Bitcoin corregge, l’argento ha superato gli 87 euro l’oncia, segnando un massimo storico con un rally di oltre 230% su base annua. Le tensioni geopolitiche e la domanda industriale legata a elettronica e rinnovabili hanno spinto i metalli preziosi, riaprendo il confronto tra crypto e asset rifugio tradizionali.
Questo contrasto evidenzia come, nelle fasi di stress macro, una parte del capitale preferisca ancora strumenti percepiti come più stabili, mentre Bitcoin resta soggetto a cicli di volatilità più pronunciati.
Crolli selettivi: il caso Trove token
La volatilità non colpisce tutti allo stesso modo. Trove token ha registrato un crollo del 97% dopo il TGE, passando da una valutazione di 18 milioni di euro a meno di 458.000 euro. Alla base, controversie sulla presale, modifiche last-minute al contratto e dubbi sulla distribuzione dei token, con analisi on-chain che mostrano wallet sospetti e concentrazioni anomale. Il caso Trove è un promemoria di quanto il rischio idiosincratico sia elevato nelle fasi di mercato instabili, soprattutto per progetti giovani o con governance poco chiara.
Cosa osservare nelle prossime settimane
Il selloff di Bitcoin e le liquidazioni massive non segnano necessariamente la fine del ciclo, ma una fase di riequilibrio. Da un lato, Strategy continua ad accumulare, rafforzando la narrativa istituzionale di lungo periodo. Dall’altro, Chainlink e la CFTC mostrano che l’infrastruttura e la regolazione stanno maturando, anche mentre i prezzi oscillano. Il mercato crypto resta intrappolato tra macro-rischi globali e innovazione strutturale. Capire quale delle due forze prevarrà determinerà la traiettoria dei prossimi mesi.
Domande frequenti su selloff Bitcoin e mercato crypto
Perché Bitcoin è sceso sotto 82.500 euro?
A causa di tensioni macro e geopolitiche che hanno spinto gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset rischiosi, innescando liquidazioni di posizioni long.
Le liquidazioni sono un segnale negativo o positivo?
Nel breve sono negative, ma spesso “ripuliscono” l’eccesso di leva e possono stabilizzare il mercato nel medio periodo.
Perché Strategy compra Bitcoin durante il selloff?
Segue una strategia di accumulo di lungo periodo, sfruttando la volatilità per aumentare le riserve a prezzi inferiori ai massimi.
Chainlink equities stream cambiano davvero il mercato?
Sì, perché permettono prodotti equity onchain sempre attivi, avvicinando finanza tradizionale e blockchain in modo strutturale.
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