La CFTC proclama gli Stati Uniti capitale crypto del mondo e lo fa rivendicando una strategia regolatoria che, nelle parole del suo presidente Mike Selig, rende oggi gli USA il luogo migliore per costruire nel settore degli asset digitali. L’agenzia attribuisce questo vantaggio a una combinazione di aggiornamenti normativi mirati, sostegno politico e iniziative operative che hanno trasformato la supervisione crypto da freno a leva competitiva globale, con l’obiettivo dichiarato di garantire un futuro onchain made in America.
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La visione della CFTC e la svolta regolatoria negli Stati Uniti
Secondo Selig, la chiave del successo statunitense è una regolamentazione minima ma efficace, capace di proteggere i mercati senza soffocare l’innovazione. La Commodity Futures Trading Commission ha progressivamente ampliato il proprio perimetro sugli asset digitali, posizionandosi come architetto di un framework che integra trading spot, derivati crypto e nuovi strumenti onchain in un contesto giuridico chiaro.
Il cambio di passo è avvenuto nel 2025, quando la CFTC ha lanciato Crypto Sprint ad agosto, un’iniziativa volta ad accelerare l’adattamento delle regole ai mercati digitali. A dicembre dello stesso anno è arrivata l’apertura ufficiale al trading spot crypto su mercati designati, un passaggio storico che ha colmato un vuoto regolatorio di lunga data. Con il programma Future-Proof, l’agenzia ha poi modernizzato il framework per includere perpetual futures e prediction markets, segnando un allineamento strutturale tra finanza tradizionale e finanza onchain.
Leadership politica e contesto macro favorevole
Selig ha riconosciuto apertamente il ruolo della leadership politica statunitense, indicando l’amministrazione Donald Trump come catalizzatore di un approccio più pragmatico verso la crypto-economy. L’obiettivo dichiarato è trattenere capitali, talenti e infrastrutture all’interno degli Stati Uniti, in un momento in cui altre giurisdizioni faticano a offrire certezze normative comparabili.
Questo quadro si inserisce in un contesto macro complesso, segnato da tensioni commerciali, incertezze sulle politiche tariffarie e una debolezza strutturale del dollaro. L’indice del biglietto verde è sceso verso 97,8, registrando il calo settimanale più marcato degli ultimi sette mesi e una flessione annua del 9,4% nel 2025. La convergenza dei tassi di interesse con le principali economie e le aspettative di due tagli Fed nel 2026 stanno riducendo l’attrattiva del dollaro, spingendo investitori e istituzioni a guardare con crescente interesse a asset alternativi e mercati digitali regolamentati.
Mercati crypto USA: ETF, tokenizzazione e finanza istituzionale
La proclamazione degli USA come capitale crypto trova riscontro nei movimenti di mercato. Grayscale ha depositato un S-1 per un ETF su BNB, il token nativo di BNB Chain, che rifletterebbe il prezzo di mercato al netto delle spese e potrebbe quotare al Nasdaq con ticker GBNB. Il fondo vedrebbe BNY Mellon come transfer agent e Coinbase Custody come custode, rafforzando l’asse tra infrastrutture finanziarie tradizionali e crypto.
Parallelamente, l’interesse per le equities tokenizzate sta tornando al centro dell’attenzione. Binance ha rilanciato il trading di azioni tokenizzate, partendo da titoli come Tesla, Apple e Microsoft, dopo aver sospeso il servizio nel 2021 per pressioni regolatorie in Europa. Il ritorno avviene in un contesto più maturo, con concorrenti come OKX e piattaforme specializzate come Ondo Finance e xStocks che offrono esposizione onchain a centinaia di titoli ed ETF.
Chiusura Nifty Gateway e maturazione del mercato NFT
Non tutte le notizie indicano espansione. Gemini ha annunciato la chiusura di Nifty Gateway, la piattaforma NFT acquisita nel 2019, che entrerà in modalità solo prelievo fino alla cessazione definitiva delle operazioni il 23 febbraio. La decisione riflette il crollo dei volumi di trading NFT e una riallocazione strategica verso prodotti core. Gemini manterrà il supporto agli NFT tramite il proprio wallet lanciato ad agosto 2025, segnando una transizione da marketplace centralizzati a soluzioni più integrate e utilitaristiche.
IPO crypto e sicurezza Web3: il nuovo fronte istituzionale
Il clima regolatorio favorevole negli Stati Uniti sta spingendo diverse società crypto verso i mercati pubblici. CertiK prepara una possibile IPO che la renderebbe la prima società di sicurezza Web3 quotata, con una valutazione superiore a 1,83 miliardi di euro. Il percorso segue quelli di Circle e BitGo e anticipa potenziali debutti di Kraken, Ledger e Consensys, confermando che New York è diventata il baricentro finanziario della crypto-economy istituzionale.
Anche il settore bancario tradizionale si muove. UBS sta valutando l’offerta di Bitcoin ed Ethereum ai clienti ad alto patrimonio, partendo dalla Svizzera e con piani di espansione in Asia-Pacifico e USA. La banca, storicamente cauta, riconosce una domanda strutturale in crescita e integra l’esposizione crypto con iniziative come UBS Tokenize e UBS Digital Cash.
Safe haven, metalli preziosi e segnali dai mercati
Il rafforzamento del ruolo degli Stati Uniti nella finanza onchain avviene mentre i metalli preziosi registrano rally storici. L’argento ha superato 91,70 euro l’oncia, con una crescita annua superiore al 230%, mentre l’oro si avvicina a 4.585 euro, sostenuto da domanda di beni rifugio in un contesto di incertezza geopolitica e macroeconomica. In questo scenario, Bitcoin viene sempre più osservato come safe haven digitale, anche se gli indicatori tecnici suggeriscono una fase di assestamento prima di un possibile rimbalzo.
Il messaggio della CFTC è chiaro: regole chiare, mercati aperti e infrastrutture solide stanno permettendo agli Stati Uniti di attrarre capitali e innovazione crypto in un momento di transizione globale. La proclamazione di Washington come capitale crypto non è solo retorica, ma il riflesso di una competizione sistemica in cui finanza tradizionale, blockchain e geopolitica convergono.
Domande frequenti su CFTC e Stati Uniti capitale crypto
Perché la CFTC considera gli USA la capitale crypto del mondo?
Perché gli Stati Uniti hanno introdotto regole che consentono trading spot, derivati e strumenti onchain in un quadro giuridico chiaro, attirando capitali, aziende e innovatori che cercano certezza normativa.
Cos’è Crypto Sprint e perché è rilevante?
Crypto Sprint è un’iniziativa della CFTC avviata nel 2025 per accelerare l’adattamento delle regole ai mercati digitali, favorendo l’innovazione senza rinunciare alla supervisione.
Qual è il ruolo degli ETF crypto in questa strategia?
Gli ETF crypto, come quello proposto su BNB da Grayscale, permettono agli investitori istituzionali di ottenere esposizione regolamentata agli asset digitali, rafforzando l’integrazione tra finanza tradizionale e blockchain.
La chiusura di Nifty Gateway indica una crisi del settore NFT?
Indica piuttosto una fase di maturazione. I volumi sono calati, ma l’ecosistema si sta spostando verso modelli più sostenibili, con maggiore integrazione tra wallet, utility e finanza decentralizzata.
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