Soddisfatto o Cancellato? Negli ultimi giorni abbiamo raccontato quattro storie diverse. A prima vista sembrano scollegate. In realtà parlano dello stesso sistema. Da un lato gli algoritmi che decidono cosa è “giornalismo di qualità” e cosa invece deve essere reso invisibile, demonetizzato, penalizzato. Dall’altro un’Autorità garante in crisi, schiacciata tra politica, magistratura e pressione mediatica, proprio mentre dovrebbe essere un presidio di equilibrio. Poi lo scontro tra un grande gruppo mediatico e una narrazione fuori controllo, che mostra quanto il potere tema più il racconto che i fatti. Infine la sicurezza tecnologica, dalle auto connesse alle infrastrutture critiche, che scopriamo fragilissima proprio mentre la affidiamo a sistemi sempre più complessi. Il filo rosso è uno solo: il controllo non passa più solo dalle leggi, ma da piattaforme, compatibilità algoritmiche, relazioni istituzionali e infrastrutture opache. Non è censura classica. È qualcosa di più sottile e più efficace: chi è compatibile sopravvive, chi disturba scompare. Vale per l’informazione. Vale per le istituzioni. Vale persino per la tecnologia che consideriamo “sicura”. Raccontare tutto questo non è complottismo. È analisi sistemica. E forse la domanda giusta oggi non è “chi ha ragione”, ma: chi decide cosa può esistere nello spazio pubblico digitale. Noi continuiamo a osservare, documentare e mettere insieme i pezzi.
Anche quando non conviene.Saluti dal Dark Web dell’informazione: quello che Google censura e YouTube epura
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