Siri potenziata con Gemini segna la svolta dell’intelligenza artificiale su iPhone

di Redazione
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Siri potenziata con Google Gemini è il passaggio più rilevante dell’evoluzione recente dell’intelligenza artificiale di Apple, destinato a ridefinire il ruolo dell’assistente su iPhone. Con iOS 26.4, atteso in beta pubblica a febbraio e in rilascio tra marzo e aprile, Apple introduce una versione di Siri capace di comprendere contesto personale, contenuti a schermo e dati delle app, superando i limiti storici dell’assistente vocale e preparando il terreno a un vero Siri chatbot in iOS 27.

L’integrazione avviene grazie a una collaborazione pluriennale con Google, che mette a disposizione i modelli Google Gemini come base fondazionale di Apple Intelligence. Il risultato non è una semplice “Siri più intelligente”, ma un cambio di architettura che porta l’assistente Apple su un piano competitivo diretto con ChatGPT e Gemini di Google.

Cosa introduce davvero Siri con Gemini in iOS 26.4

Con iOS 26.4, Siri acquisisce una comprensione profonda del contesto personale. L’assistente può accedere a Mail, Messaggi, File, Foto e contenuti visualizzati sullo schermo per svolgere compiti complessi che finora richiedevano interventi manuali. Siri è in grado, ad esempio, di recuperare informazioni su voli, prenotazioni o appuntamenti direttamente dalle email, individuare dettagli in una conversazione recente e usarli per completare un’azione, oppure agire su un contenuto visibile senza che l’utente debba copiarlo o spostarlo tra app.

La consapevolezza dello schermo rappresenta uno degli elementi più avanzati dell’aggiornamento. Siri può interpretare ciò che l’utente sta guardando e agire di conseguenza: aggiungere un indirizzo a un contatto partendo da un messaggio, modificare una foto e inviarla via Mail, spostare file tra applicazioni o preparare una bozza di email contestualizzata. Non si tratta di singole integrazioni isolate, ma di controlli trasversali profondi tra le app di sistema.

Architettura, cloud e rapporto con Google

Dal punto di vista tecnico, Siri con Gemini non gira interamente on-device. Le richieste più complesse vengono elaborate su server Google equipaggiati con Tensor Processing Units, mentre Apple mantiene il controllo sull’integrazione, sull’esperienza utente e sui vincoli di privacy. Secondo le informazioni disponibili, Apple riconosce a Google un compenso annuo stimato intorno ai 917 milioni di euro per l’accesso ai modelli Gemini, a fronte di un investimento infrastrutturale che si misura in miliardi.

Apple ha chiarito che questa soluzione è transitoria. L’obiettivo di medio periodo resta la migrazione verso modelli proprietari Apple, ma nel breve Gemini rappresenta il compromesso necessario per colmare il gap tecnologico emerso dopo il ritardo accumulato rispetto ai competitor. In mercati come la Cina, dove l’uso di modelli occidentali è limitato, Apple sta valutando partner locali per offrire funzionalità equivalenti.

Perché Siri è arrivata in ritardo rispetto a quanto promesso

La Siri annunciata a WWDC 2024 non è arrivata nei tempi inizialmente previsti. Apple ha ammesso internamente che i ritardi sono stati causati da test architetturali complessi e da problemi di affidabilità nel collegare dati personali, modelli cloud e controlli di sistema senza compromettere la sicurezza. iOS 26.4 rappresenta quindi una versione “di fondazione”, necessaria per preparare il salto successivo.

Questa prudenza riflette l’approccio storico di Apple: rilasciare funzionalità quando sono sufficientemente integrate nell’ecosistema, non come app o chatbot separati. Siri continua infatti a funzionare senza un’app dedicata, attivabile via voce o testo, mantenendo l’esperienza coerente con iOS.

Verso Siri chatbot in iOS 27

Il vero punto di svolta arriverà con iOS 27, previsto per l’autunno dopo l’annuncio a WWDC di giugno. In quella versione, Siri evolverà in un chatbot conversazionale, capace di sostenere dialoghi continui, effettuare ricerche web, generare testi e immagini, analizzare file caricati e sintetizzare informazioni complesse.

Siri chatbot potrà interagire con impostazioni di sistema, sostituire in parte Spotlight come strumento di ricerca, suggerire contenuti multimediali, aiutare nello sviluppo con suggerimenti per Xcode e operare in modo sempre più proattivo. Apple limiterà però la memoria delle conversazioni, per ridurre la persistenza dei dati e mantenere un profilo di privacy coerente con la propria filosofia.

Implicazioni strategiche per Apple e per il mercato

Con Siri potenziata da Gemini, Apple riconosce implicitamente che l’era degli assistenti “a comando singolo” è finita. L’assistente diventa un livello cognitivo del sistema operativo, non più un semplice strumento accessorio. Questo posiziona Apple in una competizione diretta non solo con Google e OpenAI, ma anche con l’intero ecosistema di chatbot integrati nei sistemi operativi.

Allo stesso tempo, la scelta di affidarsi temporaneamente a Gemini segnala una fase di transizione: Apple accelera sull’esperienza utente e sull’integrazione, rinviando la battaglia sui modelli puri a quando la propria tecnologia sarà matura. Siri, da simbolo di un’AI rimasta indietro, diventa così uno dei pilastri strategici dell’ecosistema Apple per i prossimi anni.

Domande frequenti su Siri potenziata con Gemini

Quando arriva Siri con Google Gemini?

La beta pubblica è prevista per febbraio con iOS 26.4, mentre il rilascio generale è atteso tra marzo e aprile per i modelli compatibili a partire da iPhone 15 Pro.

Siri usa direttamente i dati personali degli utenti?

Siri può accedere a email, messaggi e contenuti di sistema solo per eseguire comandi richiesti dall’utente. Apple limita la memoria delle conversazioni e mantiene controlli stringenti sulla privacy.

Siri diventerà un vero chatbot come ChatGPT?

Sì, ma con iOS 27. In quella versione Siri supporterà conversazioni prolungate, generazione di contenuti e analisi di file, mantenendo però un’integrazione nativa nel sistema.

Apple userà sempre Google Gemini?

No. Gemini è una soluzione di transizione. Apple punta nel medio periodo a modelli proprietari, ma utilizza Gemini per colmare il gap tecnologico immediato e accelerare il rilancio di Siri.

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