Investimenti AI: SoftBank guida la corsa globale con OpenAI e Anthropic

di Redazione
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SoftBank negozia un nuovo maxi investimento in OpenAI, portando gli investimenti AI in una fase di concentrazione senza precedenti, mentre Anthropic rilancia con un round quasi raddoppiato e valutazioni che riscrivono i parametri del settore. La prima frase che emerge con chiarezza è che SoftBank OpenAI non rappresentano più solo una partnership finanziaria, ma un asse strategico capace di ridefinire governance, infrastrutture e traiettorie industriali dell’intelligenza artificiale globale.

Nelle prime settimane del 2026, SoftBank ha avviato trattative per un ulteriore impegno fino a 27,51 miliardi di euro in OpenAI, dopo aver già investito 20,64 miliardi di euro a dicembre 2025, operazione che ha portato il gruppo giapponese a detenere circa l’11% del capitale. Parallelamente, Anthropic ha rivisto al rialzo il proprio obiettivo di raccolta, passando da 9,17 miliardi a 18,34 miliardi di euro, con una domanda che supera di oltre cinque volte l’offerta iniziale. Questi numeri definiscono una nuova fase degli investimenti AI, caratterizzata da round sovradimensionati, valutazioni record e crescente influenza di pochi grandi attori finanziari.

OpenAI e SoftBank: capitale, controllo e valutazioni fuori scala

Il dossier OpenAI è il più emblematico. L’azienda guidata da Sam Altman punta a raccogliere complessivamente 91,7 miliardi di euro, una cifra che spingerebbe la valutazione potenziale a circa 761,11 miliardi di euro, livelli comparabili ai colossi tecnologici più capitalizzati al mondo. SoftBank, già protagonista assoluto, intende rafforzare ulteriormente la propria posizione, trasformandosi di fatto in azionista chiave e pivot finanziario dell’intero ecosistema OpenAI.

Questa strategia riflette la visione storica di Masayoshi Son, che considera l’intelligenza artificiale come asse portante della prossima rivoluzione industriale. A differenza del passato, però, la scala degli impegni economici introduce una variabile nuova: la centralizzazione del potere decisionale. Con una quota a doppia cifra, SoftBank non è più solo un investitore, ma un soggetto in grado di influenzare roadmap, priorità infrastrutturali e alleanze strategiche.

Il contesto è reso ancora più complesso dalla presenza di fondi sovrani mediorientali, da ipotesi di IPO future e da una crescente integrazione verticale che va dal software ai data center. OpenAI non raccoglie capitale solo per sostenere la ricerca, ma per finanziare infrastrutture AI su scala continentale, con fabbisogni energetici e di rete che ridefiniscono il concetto stesso di azienda software.

Anthropic rilancia: il secondo polo dell’AI capital-intensive

Sul fronte opposto, Anthropic si consolida come secondo grande polo dell’AI capital-intensive. Il round da 18,34 miliardi di euro, sostenuto da investitori come GIC, Coatue, Sequoia Capital, Lightspeed, Menlo Ventures e Iconiq, vede anche un rafforzamento dell’impegno di Microsoft e Nvidia, che insieme aggiungono fino a 13,755 miliardi di euro.

La valutazione risultante, pari a 321,095 miliardi di euro, posiziona Anthropic in una fascia che fino a pochi anni fa era impensabile per una società focalizzata quasi esclusivamente su modelli linguistici e ricerca AI. Il mercato scommette sulla domanda strutturale di modelli avanzati, sulla sicurezza come elemento differenziante e su una possibile IPO nel 2026.

La dinamica OpenAI–Anthropic mostra come il settore stia convergendo verso due grandi piattaforme generaliste, entrambe sostenute da capitali enormi e da partnership industriali profonde. In questo scenario, l’accesso al capitale diventa una barriera competitiva tanto quanto la qualità dei modelli.

Infrastrutture AI: Meta, Nvidia e la corsa alla fibra e al cloud

Gli investimenti AI non si fermano ai modelli. Meta ha siglato un accordo pluriennale da 5,502 miliardi di euro con Corning per la fornitura di fibra ottica destinata ai data center AI negli Stati Uniti. L’operazione sostiene l’espansione infrastrutturale di Meta e rafforza la supply chain domestica, con un impatto diretto sull’occupazione e sulla capacità produttiva in Nord Carolina.

Nvidia, dal canto suo, ha investito 1,834 miliardi di euro in CoreWeave, portando la propria quota al 9%. CoreWeave è uno degli operatori cloud più aggressivi sul fronte AI, specializzato in infrastrutture GPU ad alta densità. L’investimento consolida un ecosistema controllato, in cui Nvidia non fornisce solo hardware, ma partecipa direttamente alla crescita dei clienti strategici.

Nello stesso contesto, Nvidia ha annunciato la disponibilità standalone della CPU Vera, con incrementi di clock, banda di memoria e un TDP che arriva a 2.300 watt, promettendo prestazioni di inferenza fino a cinque volte superiori e una riduzione del costo per token di un ordine di grandezza rispetto alla generazione Blackwell. Questi numeri chiariscono come l’infrastruttura sia ormai il vero collo di bottiglia dell’AI avanzata.

Chip, geopolitica e manifattura: Intel, Nvidia e la pressione “Made in America”

La corsa agli investimenti AI ha ricadute dirette anche sulla geopolitica dei semiconduttori. Intel e Nvidia hanno avviato una collaborazione sull’architettura Feynman, con l’ipotesi di produrre i die I/O su processi Intel 18A o 14A, mantenendo invece il compute die su TSMC. La produzione di massa è attesa intorno al 2028.

Questa strategia risponde alle pressioni politiche statunitensi per rafforzare la manifattura domestica e ridurre la dipendenza asiatica. Non a caso, le azioni Intel hanno reagito positivamente, con un rialzo di circa 3% nelle contrattazioni estese. Anche Apple starebbe valutando un ritorno parziale a Intel per chip M-series di fascia bassa dal 2027, segnale di un riequilibrio lento ma strutturale.

Nel frattempo, la Cina accelera sul fronte interno. Il presidente Xi Jinping ha definito l’AI una tecnologia “epoca-making”, inserendola al centro di un approccio whole-of-nation che affianca intelligenza artificiale, quantum e biotecnologie. Modelli efficienti come DeepSeek mostrano come Pechino punti a ridurre il gap computazionale aggirando i vincoli imposti dalle sanzioni.

Effetti collaterali: memoria, ristrutturazioni e settore pubblico

L’ondata di investimenti AI ha effetti tangibili anche su mercati collaterali. I prezzi della RAM, in particolare HBM e DDR5, mostrano segnali di stabilizzazione dopo mesi di tensioni legate alla domanda AI. La normalizzazione è attesa entro 6–8 mesi, ma i livelli restano strutturalmente più alti rispetto al periodo pre-2024.

Sul fronte aziendale, Pinterest ha annunciato una ristrutturazione con una riduzione della forza lavoro inferiore al 15%, finalizzata a riallocare risorse verso prodotti AI-powered. I costi una tantum, stimati tra 32,1 e 41,2 milioni di euro, riflettono una tendenza più ampia: l’AI non solo crea valore, ma ridisegna l’organizzazione del lavoro.

Anche il settore pubblico entra in gioco. Il governo del Regno Unito ha lanciato un team AI con il supporto di Meta e Anthropic, investendo 917.000 euro per sviluppare strumenti destinati a trasporti, sicurezza e servizi pubblici. È un segnale chiaro di come l’AI stia diventando infrastruttura statale, non più solo tecnologia privata.

Robotica e applicazioni: dall’AI agentica alla ricerca scientifica

Gli investimenti AI alimentano infine applicazioni concrete. Richtech Robotics ha annunciato l’integrazione di AI agentica nei robot ADAM grazie a una collaborazione con Microsoft Azure, migliorando adattabilità e interazione senza modifiche hardware. In parallelo, OpenAI ha lanciato Prism, un workspace AI gratuito per la scrittura scientifica basato su GPT-5.2, pensato per matematica, biologia e ricerca accademica avanzata.

Questi sviluppi mostrano come i capitali raccolti non restino confinati a bilanci e valutazioni, ma si traducano in prodotti, servizi e automazione reale, accelerando l’adozione dell’AI in settori sempre più ampi.

Domande frequenti su investimenti AI e SoftBank OpenAI

Perché SoftBank investe cifre così elevate in OpenAI?

SoftBank considera OpenAI una piattaforma strategica di lungo periodo, capace di generare valore trasversale su software, infrastrutture e servizi AI, giustificando investimenti di scala eccezionale.

Le valutazioni di OpenAI e Anthropic sono sostenibili?

Sono sostenute dalla domanda globale di AI avanzata e dall’accesso privilegiato alle infrastrutture, ma comportano rischi elevati legati a costi energetici, regolazione e concentrazione del mercato.

Qual è il ruolo di Nvidia in questi investimenti?

Nvidia agisce sia come fornitore hardware sia come investitore strategico, rafforzando ecosistemi cloud e data center che dipendono direttamente dalle sue tecnologie.

Questi investimenti cambieranno il mercato del lavoro tech?

Sì, perché favoriscono ristrutturazioni, nuove competenze e una crescente polarizzazione tra aziende AI-centriche e realtà che faticano ad adattarsi.

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