Apple, TSMC, Nvidia e il nuovo equilibrio globale dei chip: cosa raccontano i numeri oltre ASML

di Redazione
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Apple, TSMC, Nvidia e l’intero comparto dei semiconduttori raccontano una storia diversa ma complementare rispetto ad ASML: la domanda AI si sta traducendo in ricavi reali, investimenti infrastrutturali e tensioni geopolitiche strutturali. I dati finanziari, le decisioni industriali e le frizioni tra Stati Uniti, Taiwan e Cina mostrano come il settore non stia vivendo solo un ciclo positivo, ma una trasformazione sistemica. Questo approfondimento analizza gli altri snodi chiave emersi insieme alle proiezioni ASML, chiarendo dove si sta spostando il baricentro dell’economia tecnologica globale.

Apple: ricavi record e 2,5 miliardi di dispositivi attivi

Nel Q1 2026, Apple registra 131,8 miliardi di euro di ricavi e un utile netto di 38,6 miliardi, con una crescita annua del 16% e un margine lordo del 48,2%. Il dato più strategico non è però solo finanziario: Apple dichiara 2,5 miliardi di dispositivi attivi nel mondo, consolidando una base installata senza precedenti.

Gli iPhone restano il pilastro, con 78,2 miliardi di euro di ricavi, e iPhone 16 emerge come lo smartphone più venduto del 2025. I servizi toccano 27,5 miliardi di euro, confermando che l’ecosistema genera valore ricorrente anche in fasi di pressione sui costi hardware. Apple riconosce l’aumento dei prezzi dei chip di memoria, ma indica di aver mitigato l’impatto con accordi a lungo termine, segnale di una gestione sempre più finanziaria della supply chain.

L’acquisizione della startup israeliana Q.ai per 1,83 miliardi di euro, la seconda più grande dopo Beats, rafforza l’asse sull’AI audio e multimodale, anticipando un’evoluzione di Siri e dei dispositivi indossabili verso interazioni non verbali.

TSMC tra Stati Uniti e Taiwan: capacità, costi e sovranità industriale

TSMC si trova al centro della più delicata partita geopolitica del settore. L’accordo tra Stati Uniti e Taiwan prevede 458,5 miliardi di euro di investimenti complessivi, metà privati e metà sotto forma di crediti governativi. In cambio, Washington riduce alcune tariffe e offre corsie preferenziali per l’export.

Il punto chiave è produttivo: i chip a 2 nm destinati agli Stati Uniti verranno fabbricati solo in Arizona, mentre Taiwan manterrà circa l’85% della capacità avanzata entro il 2030. Questo equilibrio serve a ridurre il rischio geopolitico senza svuotare l’isola di competenze critiche. I costi di produzione negli USA restano superiori a quelli taiwanesi, alimentando il timore di brain drain e inefficienze, ma TSMC e i suoi clienti accettano il compromesso in nome della resilienza.

Nvidia e la catena AI tra Taiwan, Cina e HBM

Nvidia respinge le indiscrezioni su uno spostamento del 40% della produzione fuori da Taiwan, chiarendo che l’onshoring crea capacità aggiuntiva, non sostitutiva. Il vero nodo è la Cina: Pechino non approva l’importazione dei chip H200, lasciando in sospeso ordini potenziali da grandi gruppi come Alibaba.

Nel frattempo, Nvidia coordina l’intera filiera dell’HBM con partner come SK Hynix, perché la memoria ad alta banda è diventata il vero collo di bottiglia dei sistemi AI. Senza HBM3 e HBM3E, gli acceleratori perdono competitività, e questo spiega perché gli investimenti nella memoria crescano quasi quanto quelli nella logica avanzata.

Memoria e investimenti: Micron e SK Hynix accelerano

Sul fronte memoria, Micron avvia a Singapore la Fab 10B, un impianto 3D NAND da 22 miliardi di euro che entrerà in produzione nel secondo semestre 2028. Con 700.000 piedi quadrati di cleanroom, l’obiettivo è raddoppiare la capacità locale e garantire continuità di fornitura in un mercato sempre più legato a data center e AI.

SK Hynix investe 9,17 miliardi di euro in società AI statunitensi e ristruttura Solidigm, rafforzando il posizionamento sull’HBM. I profitti crescono del 137%, dimostrando che la memoria non è più un segmento ciclico tradizionale, ma un asset strategico dell’era AI.

Spazio, energia e infrastrutture digitali

L’ecosistema tecnologico mostra effetti a catena anche fuori dal silicio. SpaceX riduce l’altitudine dei satelliti Starlink da 550 km a 480 km per aumentare la sicurezza spaziale dopo un near-miss con un satellite cinese. La costellazione supera i 9.000 satelliti e punta a 34.400 unità, diventando infrastruttura critica per connettività globale e resilienza delle comunicazioni.

Sul fronte energetico, uno studio sull’informatica termodinamica promette una riduzione dei consumi AI fino a dieci miliardi di volte, ipotesi ancora sperimentale ma indicativa della pressione crescente su energia e sostenibilità.

Mercati, politica e materie prime

Il quadro macro completa la lettura industriale. Il sell-off su Microsoft, con un calo dell’11%, trascina al ribasso gli indici, mentre oro e argento registrano prese di beneficio dopo mesi di corsa. El Salvador continua ad accumulare oro e Bitcoin, segnalando come la tecnologia influenzi anche le strategie di riserva nazionale.

La nomina di Kevin Warsh alla Federal Reserve da parte di Donald Trump aggiunge un ulteriore livello di incertezza su tassi e liquidità, fattori che incidono direttamente sugli investimenti capital-intensive come quelli dei semiconduttori.

Un settore che va oltre i cicli

Mettendo insieme Apple, TSMC, Nvidia, Micron e SK Hynix, emerge un quadro coerente: l’AI sta spingendo l’intero stack tecnologico, dal software ai data center, dalla memoria allo spazio. Le tensioni geopolitiche non rallentano il settore, ma lo riconfigurano, creando nuove alleanze, investimenti ridondanti e costi più alti.

Se ASML rappresenta l’infrastruttura litografica di questa trasformazione, il resto dell’ecosistema dimostra che la crescita non è isolata. È una ricomposizione industriale globale, destinata a definire il prossimo decennio della tecnologia.

Domande frequenti su Big Tech e semiconduttori

Perché Apple continua a crescere nonostante i costi dei chip?

Grazie alla base installata di 2,5 miliardi di dispositivi, ai servizi ad alta marginalità e a contratti di fornitura a lungo termine che riducono l’impatto dei rincari.

Qual è il rischio principale per TSMC nel lungo periodo?

Bilanciare sovranità industriale, costi più elevati negli USA e mantenimento delle competenze chiave a Taiwan senza perdere efficienza.

Perché la memoria è diventata così strategica per l’AI?

Perché acceleratori e data center AI dipendono da HBM ad alta banda; senza memoria avanzata, le prestazioni dei chip logici non sono sfruttabili.

Le tensioni geopolitiche possono fermare il boom dei chip?

Nel breve creano frizioni e costi, ma nel lungo stanno accelerando investimenti e ridondanze, rafforzando la resilienza della filiera.

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