Bitcoin entra in una fase di bear market strutturata, caratterizzata da pressione ribassista persistente, liquidazioni forzate e un cambiamento netto nel comportamento degli investitori. Mentre il prezzo scende e i derivati amplificano la volatilità, attori istituzionali come MicroStrategy scelgono di rafforzare l’esposizione, e Tether consolida la propria posizione con profitti record nel 2025 e nuove partnership per l’adozione globale di USDT. Sullo sfondo, emergono rischi sistemici legati alle campagne yield sulle stablecoin, interventi regolatori e decisioni drastiche come la fase di austerità della Ethereum Foundation. Il quadro che si delinea è quello di un settore in piena fase di selezione e maturazione.
Bitcoin e i segnali chiari di bear market
Gli analisti concordano sull’esistenza di segnali ribassisti convergenti per Bitcoin. Il prezzo ha registrato una sequenza di minimi e massimi decrescenti, accompagnata da volumi in contrazione, tipici delle fasi di distribuzione avanzata. Gli indicatori tecnici mostrano medie mobili inclinate al ribasso, con l’RSI entrato ripetutamente in zona oversold, senza tuttavia generare rimbalzi sostenuti. Questo suggerisce non un semplice drawdown, ma una transizione ciclica verso un mercato orso.
Sul piano macro, il contesto resta sfavorevole agli asset risk-on. Politiche monetarie restrittive, inflazione persistente e incertezza geopolitica hanno ridotto l’appetito per il rischio, spingendo capitali verso strumenti più difensivi. Bitcoin, sempre più correlato agli asset tecnologici nei momenti di stress, ha risentito di questa dinamica, perdendo slancio come copertura alternativa nel breve periodo.
Liquidazioni delle posizioni long e stress sui derivati
Uno dei segnali più evidenti della fase ribassista è stato il crollo delle posizioni long sui mercati dei derivati. Le discese di prezzo hanno innescato liquidazioni a cascata, colpendo in particolare i trader retail fortemente esposti con leva. L’open interest sui futures è diminuito drasticamente, mentre i funding rate sono diventati negativi, indicando una prevalenza di posizioni short e una riduzione della propensione al rischio.
Questi eventi hanno aumentato la volatilità intraday e accelerato i movimenti verso il basso, creando recuperi tecnici deboli e di breve durata. Per gli investitori istituzionali, il contesto resta di osservazione prudente, con hedge fund che coprono esposizioni e riducono il leverage. La dinamica conferma come il mercato stia ancora smaltendo eccessi accumulati nelle fasi precedenti.
Analisi on-chain, miner e flussi istituzionali
I dati on-chain rafforzano la lettura ribassista. Si osservano outflow significativi dagli exchange, ma anche l’attivazione di wallet dormienti, spesso associata a prese di profitto o riorganizzazioni di portafoglio. Alcuni miner mostrano segnali di capitolazione graduale, complice l’aumento dei costi di produzione e la pressione sui margini, con fluttuazioni dell’hashrate che riflettono un equilibrio instabile.
Sul fronte istituzionale, gli ETF su Bitcoin registrano redemption e flussi in uscita, segnale di una riduzione dell’esposizione tattica. Tuttavia, questo non equivale a un abbandono strutturale dell’asset, ma piuttosto a una fase di riallocazione in attesa di maggiore chiarezza sul ciclo macro.
MicroStrategy continua ad accumulare Bitcoin
In netta controtendenza rispetto al sentiment generale, MicroStrategy ha annunciato l’acquisto di 855 Bitcoin, rafforzando ulteriormente la propria strategia di accumulo. L’azienda continua a integrare BTC come asset centrale della propria tesoreria, sfruttando le fasi ribassiste per incrementare le riserve a prezzi più bassi. La mossa è coerente con una visione long-term, che considera il bear market come un’opportunità piuttosto che una minaccia.
Il mercato ha reagito in modo misto, ma la strategia di MicroStrategy resta un riferimento per altre aziende che valutano l’integrazione di Bitcoin nei bilanci. Questo comportamento contribuisce a stabilizzare la narrativa istituzionale intorno a BTC, anche in una fase di debolezza dei prezzi.
Bitcoin sotto Tesla per capitalizzazione di mercato
Un segnale simbolico della fase attuale è lo scivolamento di Bitcoin sotto Tesla nella classifica per capitalizzazione di mercato. Il confronto tra un asset digitale e un colosso industriale evidenzia come i flussi di capitale si stiano temporaneamente spostando verso i mercati tradizionali, favoriti da rimbalzi azionari e risultati societari solidi.
Questa dinamica non implica una perdita strutturale di rilevanza per Bitcoin, ma sottolinea la natura ciclica della competizione per l’attenzione degli investitori. Le valutazioni relative cambiano rapidamente, e storicamente Bitcoin ha mostrato capacità di recupero nelle fasi successive del ciclo.
Tether: espansione globale e profitti record
Mentre Bitcoin soffre, Tether consolida la propria posizione come pilastro del mercato cripto. Nel 2025, l’emittente di USDT ha registrato profitti record, sostenuti dall’aumento delle emissioni e dall’uso intensivo della stablecoin negli scambi globali. Le riserve dichiarate e gli audit periodici hanno rafforzato la percezione di stabilità, rendendo USDT uno strumento centrale per la liquidità del settore.
Un elemento chiave è l’espansione dell’accesso a USDT tramite Opera MiniPay, che amplia l’adozione in mercati emergenti, in particolare in Africa. Questa strategia rafforza il ruolo delle stablecoin come infrastruttura finanziaria alternativa, soprattutto dove l’accesso ai servizi bancari tradizionali è limitato.
Rischi sulle campagne yield e il caso USDe
Accanto al successo delle stablecoin, emergono rischi crescenti legati alle campagne yield. Il CEO di OKX ha lanciato un avvertimento esplicito sui pericoli di strategie ad alto rendimento, citando il crash del 10 ottobre legato a USDe. L’evento ha evidenziato vulnerabilità nei meccanismi di incentivo e nella gestione del rischio, con perdite significative per alcuni investitori.
Questi episodi stanno accelerando la discussione su regolamentazione e stress test dei protocolli DeFi, spingendo il settore verso modelli più sostenibili. L’innovazione resta centrale, come dimostra il lancio di USDH HIP-4 per l’outcome trading, ma con una crescente attenzione alla gestione del rischio sistemico.
Istituzioni, regolatori e scelte macro
Il contesto istituzionale si fa sempre più rilevante. La Casa Bianca ha riunito esperti per discutere l’impatto dei rendimenti delle stablecoin sul sistema bancario, segnale di un interesse politico diretto verso l’integrazione cripto-finanziaria. Allo stesso tempo, paesi come il Kazakistan hanno annunciato l’investimento di riserve nazionali in asset cripto, indicando una diversificazione strategica che va oltre la speculazione.
Sul fronte finanziario tradizionale, Nomura ha inasprito i controlli sui rischi legati alle attività cripto, rafforzando standard di compliance e protezione dei clienti. Queste mosse indicano una fase di normalizzazione regolatoria, in cui l’accesso istituzionale passa attraverso requisiti più stringenti.
Ethereum Foundation e la fase di austerità
Un segnale di maturità arriva anche dall’ecosistema Ethereum. La Ethereum Foundation ha annunciato una fase di austerità, volta a ottimizzare l’uso delle risorse e garantire la sostenibilità nel lungo periodo. La decisione non implica un rallentamento dell’innovazione, ma una riallocazione delle priorità, con focus sui progetti core e sulla resilienza dell’infrastruttura.
Questo approccio riflette un cambiamento culturale nel settore Web3, sempre meno orientato alla crescita indiscriminata e più attento alla gestione efficiente del capitale.
Domande frequenti su Bitcoin in fase ribassista
Bitcoin è ufficialmente entrato in un bear market?
I segnali tecnici, on-chain e macroeconomici indicano una fase di mercato ribassista, anche se la durata e la profondità dipenderanno dall’evoluzione del contesto macro e regolatorio.
Perché MicroStrategy continua ad acquistare Bitcoin durante il calo?
La strategia è long-term e mira ad accumulare BTC a prezzi più bassi, considerando il bear market come un’opportunità di rafforzamento del portafoglio.
Le stablecoin sono un fattore di stabilità o di rischio?
Entrambi. USDT e altre stablecoin stabilizzano i flussi di liquidità, ma le campagne yield ad alto rischio possono introdurre vulnerabilità sistemiche se non gestite correttamente.
La fase di austerità di Ethereum è un segnale negativo?
Non necessariamente. Indica una maturazione dell’ecosistema, con maggiore attenzione alla sostenibilità finanziaria e alla priorità dei progetti core.
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