Nel 2026 l’ecosistema Linux registra un doppio avanzamento che tocca due mondi spesso trattati separatamente ma sempre più convergenti: produzione video e gaming ad alte prestazioni. Da un lato, Shotcut 26.1 segna un passaggio tecnico rilevante introducendo finalmente la decodifica hardware video, una funzione attesa da anni dagli utenti professionali. Dall’altro, NVIDIA GeForce NOW debutta in beta come applicazione nativa per PC Linux, portando nel mondo desktop open source l’accesso diretto a GPU RTX di fascia alta nel cloud.
Non si tratta di semplici aggiornamenti incrementali. Entrambe le novità indicano una maturazione strutturale della piattaforma Linux, sempre meno relegata a nicchie sperimentali e sempre più utilizzabile come ambiente primario per creator, sviluppatori e gamer esperti.
Shotcut 26.1: la decodifica hardware entra nel workflow open source
Il rilascio di Shotcut 26.1 rappresenta uno dei cambiamenti più significativi nella storia recente dell’editor video open source. Il software, gratuito e multipiattaforma, scritto in Qt e disponibile su GNU/Linux, macOS e Windows, introduce il supporto alla decodifica hardware dei flussi video, attiva di default su tutte le piattaforme supportate con una rilevante eccezione: Linux con GPU NVIDIA.

La funzione è controllabile dall’utente attraverso il percorso Settings > Preview Scaling > Use Hardware Decoder, consentendo di attivare o disattivare manualmente l’accelerazione. Dal punto di vista tecnico, l’implementazione sfrutta le API native dei sistemi operativi. Su Linux viene utilizzata VA-API, su Windows entra in gioco Media Foundation, mentre su macOS l’accelerazione passa da Video Toolbox. Il comportamento è adattivo: Shotcut tenta la decodifica hardware per i codec supportati dall’hardware disponibile e ricade automaticamente sulla decodifica software se l’operazione non va a buon fine.
I benefici sono soprattutto energetici e termici. L’uso della CPU si riduce sensibilmente, il consumo della batteria cala e i sistemi mantengono temperature più contenute, un aspetto particolarmente rilevante su notebook e workstation compatte. In termini di prestazioni pure, gli sviluppatori sono chiari: i guadagni di velocità sono limitati, tranne in casi specifici come la modalità Linear 10-bit CPU o su sistemi con CPU a bassa potenza. Anche le operazioni di seeking e scrubbing nella timeline mostrano miglioramenti marginali, a conferma che l’obiettivo principale non è “accelerare tutto”, ma rendere più sostenibile l’editing su carichi prolungati.
La lunga gestazione di questa funzione è legata alla complessità cross-platform. Gestire API differenti, driver vendor-specific, scaling hardware e limitatori di soglia ha richiesto un lavoro di astrazione profondo, soprattutto per garantire comportamenti coerenti tra sistemi operativi diversi. In questo senso, Shotcut 26.1 segna una maturità tecnica che avvicina l’editor open source a soluzioni proprietarie molto più costose.
Export, processing e miglioramenti collaterali
Oltre alla decodifica hardware in anteprima, Shotcut 26.1 introduce una serie di affinamenti che incidono direttamente sul workflow professionale. Gli utenti possono ora convertire progetti tra modalità di processing GPU e CPU, rendendo più flessibile l’adattamento a sistemi diversi. Vengono aggiunti un nuovo filtro Blend Mode e un’opzione di traccia dedicata alla modalità Linear 10-bit GPU/CPU, ampliando le possibilità di compositing avanzato.
L’export beneficia di un’opzione aggiuntiva: Export > Codec > Use hardware decoder. Questa riduce ulteriormente l’uso della CPU durante l’esportazione, senza imporre limiti su risoluzione o frame rate. Tuttavia, la funzione è disabilitata di default perché in alcuni scenari può allungare i tempi di export e, una volta attivata, resta persistente tra le sessioni. È una scelta prudente che riflette l’approccio degli sviluppatori: offrire strumenti potenti, ma lasciare all’utente il controllo consapevole.
Altri miglioramenti includono l’aumento della risoluzione massima in Video Mode ed Export fino a 8640 pixel, utile per progetti 8K VR180, un miglioramento dell’outline nei filtri di testo, l’aggiornamento della generazione bulk dei proxy e ottimizzazioni nella gestione dei keyframe per transizioni multi-traccia. Tutti interventi che, presi singolarmente, possono sembrare minori, ma che insieme rafforzano la posizione di Shotcut come strumento credibile per produzioni complesse su Linux.
La distribuzione tramite AppImage universale resta uno dei punti di forza: un singolo file eseguibile che funziona su qualsiasi distribuzione GNU/Linux senza installazione, riducendo drasticamente le frizioni di deployment.
GeForce NOW beta: RTX nel cloud arriva sul desktop Linux
Sul fronte gaming, Nvidia compie un passo che fino a poco tempo fa sembrava improbabile. L’azienda rilascia una app beta nativa di GeForce NOW per PC Linux, partendo dal supporto ufficiale per Ubuntu 24.04 e versioni successive. L’obiettivo è chiaro: trasformare sistemi Linux compatibili in rig RTX ad alte prestazioni, sfruttando l’infrastruttura cloud Nvidia.

L’app consente lo streaming di titoli PC supportati fino a 5K a 120 frame al secondo o 1080p a 360 fps, superando nettamente le limitazioni dell’esperienza precedente pensata per Steam Deck, ottimizzata per risoluzioni handheld fino a 1200p a 90 fps. Con questa beta, Linux PC si allinea alle versioni desktop per Windows e macOS, portando sul pinguino un’esperienza cloud comparabile alle piattaforme mainstream.
Il rendering remoto abilita tecnologie RTX come ray tracing e DLSS 4, offrendo prestazioni equivalenti a sistemi con GPU di classe RTX 5080, senza richiedere hardware locale potente. È un cambio di paradigma rilevante per Linux: non più solo piattaforma “da smanettoni” o da gaming nativo selettivo, ma terminale universale per il gioco ad alte prestazioni on-demand.
Nuovi titoli e ampliamento della libreria cloud
In concomitanza con il lancio della beta Linux, GeForce NOW amplia la propria libreria con dieci nuovi giochi, rafforzando l’attrattiva del servizio. Tra questi spiccano The Bard’s Tale IV: Director’s Cut e The Bard’s Tale Trilogy, che riportano su PC Linux, via cloud, un mix di avventura, combattimenti a turni e umorismo classico. Altri titoli coprono generi diversi, dal survival all’azione tattica, fino a produzioni ad alta intensità grafica ottimizzate per RTX.
L’arrivo di Delta Force di Team Jade, previsto per il 3 febbraio, è emblematico: un titolo d’azione tattica ad alto ritmo fruibile senza download, direttamente in streaming. È il tipo di contenuto che valorizza l’idea di cloud gaming come estensione naturale del desktop Linux, soprattutto in contesti dove installazioni locali e driver proprietari rappresentano ancora una barriera.
Linux tra creator economy e gaming avanzato
L’accoppiata Shotcut 26.1 e GeForce NOW beta racconta una storia coerente. Linux non cresce più solo per sottrazione ideologica alle piattaforme proprietarie, ma per addizione di funzionalità concrete. Da un lato, strumenti open source come Shotcut raggiungono un livello di ottimizzazione hardware che rende sostenibili flussi di lavoro professionali. Dall’altro, servizi commerciali come GeForce NOW riconoscono Linux come target strategico, portando sul desktop open source tecnologie di punta come RTX e DLSS.
Per i creator, la decodifica hardware VA-API in Shotcut significa editing più efficiente e meno stress per l’hardware. Per i gamer, il cloud RTX significa accesso immediato a titoli moderni senza compromessi tecnici. Insieme, queste due direttrici contribuiscono a un ecosistema Linux più maturo, competitivo e autosufficiente, capace di attrarre utenti esperti senza chiedere rinunce strutturali.
FAQ
Che cos’è la decodifica hardware introdotta in Shotcut 26.1
È una funzione che utilizza l’hardware della GPU per decodificare i flussi video, riducendo l’uso della CPU, il consumo energetico e le temperature del sistema durante l’editing.
Perché su Linux con GPU NVIDIA la decodifica non è attiva di default
Perché Shotcut su Linux utilizza VA-API, che non è sempre pienamente compatibile con le GPU NVIDIA senza configurazioni specifiche, rendendo prudente la disattivazione predefinita.
Quali sono i vantaggi principali per i creator Linux
Minore carico della CPU, maggiore autonomia sui notebook e un workflow più stabile su progetti lunghi o complessi, senza dipendere da software proprietari.
Che cosa porta GeForce NOW beta agli utenti Linux
Un’app nativa che consente di giocare in streaming con GPU RTX nel cloud, fino a 5K a 120 fps o 1080p a 360 fps, senza bisogno di hardware potente locale.
GeForce NOW sostituisce il gaming nativo su Linux
No, lo affianca. Offre accesso immediato a titoli ad alta richiesta hardware, mentre il gaming nativo resta centrale per chi privilegia installazioni locali e controllo completo del sistema.
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