Il ritorno di Bitcoin sopra i 70.000 dollari avviene dopo uno dei ritracciamenti più violenti dai tempi del collasso FTX, quando il prezzo era scivolato sotto i 60.000 dollari nel giro di poche sedute. Il recupero, pari a oltre +11% intraday, non riguarda solo la principale criptovaluta ma si estende a Ethereum, Solana, XRP e all’intero comparto delle azioni esposte al settore crypto, segnando un classico rally di sollievo in un contesto ancora dominato da incertezza macro e narrativa frammentata.
In parallelo, l’intelligenza artificiale continua a espandersi come forza strutturale dei mercati, alimentando investimenti record, partnership tra finanza tradizionale e big tech, ma anche timori crescenti legati a responsabilità, governance e limiti intrinseci dei modelli AI, soprattutto quando questi vengono integrati in sistemi finanziari e infrastrutture critiche.
Bitcoin tra recupero tecnico e instabilità strutturale
Secondo Joshua Lim, il movimento di Bitcoin evidenzia una divergenza crescente rispetto all’oro, un segnale che introduce instabilità nei portafogli istituzionali. Mentre l’oro assorbe flussi di capitale come bene rifugio consolidato, Bitcoin mostra una dinamica più fragile, influenzata da flussi tattici, sentiment retail e riciclo di capitale interno all’ecosistema crypto.
Lim descrive il mercato come flow-driven, con capitali che si spostano rapidamente verso asset percepiti come più solidi nelle fasi di stress. In questo contesto, Bitcoin tende a muoversi lateralmente, con un mercato range-bound che potrebbe durare a lungo. La nota positiva è una struttura più sana, caratterizzata da minore leva, dopo mesi di eccessi speculativi che avevano reso il sistema vulnerabile a liquidazioni a cascata.
Un elemento che pesa in modo crescente sul posizionamento istituzionale è il rischio legato al quantum computing. La narrativa secondo cui futuri computer quantistici potrebbero minacciare la crittografia di Bitcoin rappresenta un overhang strutturale, che rende l’asset meno appetibile rispetto all’oro per alcuni investitori di lungo periodo, anche se il rischio resta per ora teorico.
AI, linguaggio probabilistico e assenza di intent: il monito di Michael Casey
Nel cuore del dibattito tra AI e crypto si inserisce l’analisi di Michael Casey, presidente di Dais Global, che smonta una delle narrazioni più diffuse sull’intelligenza artificiale. Secondo Casey, gli agenti AI non possiedono intent né coscienza, ma generano linguaggio in modo probabilistico, senza comprensione soggettiva o finalità autonoma.
Questa distinzione non è filosofica ma operativa. L’assenza di intent rende l’AI potenzialmente pericolosa in applicazioni critiche, dove errori marginali, ambiguità o input imprevisti possono produrre conseguenze sproporzionate. Casey sottolinea come errori umani nei rollout tecnologici abbiano già mostrato i limiti dei modelli, soprattutto quando vengono integrati in ambienti complessi e regolati come la finanza.
L’industria AI, secondo Casey, vive una fase simile a quella della DeFi nella sua fase di composability estrema, dove l’innovazione corre più veloce della capacità di comprenderne le implicazioni sistemiche. Il risultato è un ecosistema caotico e destabilizzante, con il rischio di un backlash politico e regolatorio se non vengono introdotti meccanismi di controllo chiari.
Proof of control, blockchain e sovranità sull’AI
Da questa tensione nasce il concetto di “proof of control”, una tecnologia emergente che risponde a esigenze regolatorie sempre più pressanti. L’obiettivo è dimostrare in modo verificabile che gli agenti AI operano effettivamente per conto di un essere umano, sotto controllo umano, e non come entità opache o incontrollate.
In questo scenario, crittografia e blockchain assumono un ruolo centrale, fornendo prove verificabili, audit trail e garanzie di responsabilità. Casey parla di sovranità dell’AI come potere restituito agli individui e alle organizzazioni, non concentrato nei governi o nei grandi intermediari tecnologici. Antropomorfizzare l’AI, avverte, porta a decisioni sbagliate e a una delega eccessiva a sistemi che non condividono valori, empatia o responsabilità morale.
Nel lungo periodo, Casey immagina un’economia in cui miliardi di agenti AI e robot operano come unità produttive, mentre il valore umano si concentra su interazioni sociali, creatività ed empatia. In questo contesto, Bitcoin viene descritto come una possibile memoria civilizzazionale, un’ancora digitale in un’economia sempre più automatizzata.
Regolazione crypto e rischio sistemico: l’avvertimento di Edward Woodford
Sul fronte della regolazione, Edward Woodford, ceo di Zero Hash, lancia un avvertimento netto: senza chiarezza regolatoria entro febbraio, il mercato crypto potrebbe subire impatti negativi severi. Secondo Woodford, l’industria è troppo concentrata sui tassi di interesse, trascurando questioni più urgenti come accountability, responsabilità legale e struttura dei mercati.
Quando l’AI viene utilizzata da entità centralizzate, sostiene Woodford, l’accountability diventa non negoziabile. La fiducia nei sistemi finanziari dipende dalla capacità di attribuire responsabilità chiare, prevenire abusi e garantire che l’innovazione non eroda la credibilità delle istituzioni. In questo senso, compliance e governance non sono un freno, ma un abilitatore dell’adozione su larga scala.
AI, data center e capex: il ciclo pluriennale secondo Nvidia
Sul versante industriale, Nvidia fornisce una cornice temporale chiara: la spesa per data center AI è destinata a durare 7-8 anni, configurandosi come un buildout infrastrutturale “once-in-a-generation”. Nel solo 2026, la spesa combinata di Amazon, Alphabet, Meta e Microsoft raggiunge circa 596 miliardi di euro, con una crescita del 60% su base annua.
Questo boom di capex alimenta l’intero ecosistema, dai semiconduttori allo storage, fino ai servizi cloud, e si riflette anche sui mercati azionari, con Nvidia che recupera centinaia di miliardi di euro di capitalizzazione in poche sedute. L’AI diventa così asse portante della crescita globale, ma anche fattore di concentrazione del rischio, dato l’enorme volume di capitale impegnato.
Goldman Sachs, Anthropic e l’AI nella finanza operativa
La convergenza tra finanza tradizionale e AI prende forma nella collaborazione tra Goldman Sachs e Anthropic. Le due realtà lavorano su agenti AI autonomi basati sul modello Claude, destinati ad automatizzare attività come trade accounting, onboarding clienti e, in prospettiva, compliance e sorveglianza interna. Il progetto si inserisce nella strategia di AI generativa annunciata dal ceo David Solomon, che mira a contenere la crescita dell’headcount senza ricorrere a tagli immediati. L’AI sostituisce progressivamente servizi terzi e ridisegna i workflow interni, segnando un passaggio chiave nell’adozione dell’AI in ambito bancario.
Mercato crypto: recupero diffuso ma fragile
Il rally di Bitcoin trascina l’intero mercato. Ethereum risale sopra i 2.000 dollari, Solana recupera verso 86 dollari, XRP segna un rimbalzo superiore al 20%. Anche le azioni esposte al settore reagiscono con forza: MicroStrategy registra un balzo di oltre 20%, Coinbase guadagna circa 10%, mentre i miner come Marathon e Cipher mettono a segno rialzi a doppia cifra.
Anche i mercati tradizionali partecipano al recupero, con S&P 500 e Nasdaq in rialzo e le commodities in forte rimbalzo. Tuttavia, gli analisti avvertono che si tratta probabilmente di un rally tecnico, destinato a confrontarsi con headwind macro persistenti nelle settimane successive.
Casi emblematici: Trend Research e Bithumb
La fragilità strutturale emerge in modo netto nel caso di Trend Research, affiliata a Liquid Capital, che chiude quasi interamente una posizione massiccia su Ethereum, accumulata con leva aggressiva. Le perdite superano i 685 milioni di euro, dopo che ETH crolla ben sotto i livelli di carico, evidenziando i rischi di una strategia eccessivamente esposta in un mercato volatile.
Sul fronte opposto, Bithumb affronta un incidente operativo senza precedenti, distribuendo per errore 620.000 Bitcoin per un valore di 36,7 miliardi di euro. L’exchange blocca le operazioni entro 20 minuti e recupera il 99,7% dei fondi, rimborsando i clienti al 110% delle perdite e rafforzando i sistemi di controllo con verifiche multi-step e strumenti AI di detection anomalie.
Partnership, prestiti crypto e finanza tradizionale
Nel frattempo, l’ecosistema continua a evolvere. Coinbase collabora con Sui Network per adottare nuovi standard token, ampliando l’accesso istituzionale e retail. In Russia, Sberbank lancia prestiti garantiti da crypto, rispondendo a una domanda corporate in crescita e integrando asset digitali in un contesto finanziario fortemente regolato.
Questi sviluppi indicano una convergenza irreversibile tra crypto, AI e finanza tradizionale, con opportunità concrete in tokenizzazione e stablecoin, ma anche rischi sistemici legati a tecnologia, regolazione e sicurezza crittografica.
Il recupero di Bitcoin sopra i 70.000 dollari non segna quindi un ritorno alla spensieratezza, ma l’ingresso in una fase più complessa, dove AI e crypto avanzano insieme, tra innovazione accelerata, bolle speculative e decisioni regolatorie che definiranno la sostenibilità del mercato nei prossimi anni.
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