Darktable 5.4.1 e Krita 6.0 beta rappresentano due traiettorie complementari all’interno dell’ecosistema creativo open source. Da un lato, Darktable rafforza il proprio ruolo di strumento di riferimento per fotografi RAW, concentrandosi su bugfix critici, coerenza dell’esportazione e stabilità dell’interfaccia. Dall’altro, Krita inaugura una nuova era architetturale con il passaggio a Qt6, introducendo funzionalità che ridefiniscono il modo in cui testo, vettori e pittura convivono sulla stessa tela digitale.
Darktable 5.4.1: aggiornamento di manutenzione ma cruciale
Il rilascio di Darktable 5.4.1 si inserisce come maintenance update della serie 5.4, senza stravolgimenti funzionali ma con una lunga serie di correzioni mirate a workflow reali, spesso emerse su sistemi veloci o in configurazioni avanzate. Uno dei punti centrali riguarda la gestione dell’esportazione multi-preset, dove un errore nel fattore di scaling poteva causare sovrascritture improprie o esportazioni incoerenti. Con questa versione, le immagini vengono esportate correttamente anche in scenari complessi, eliminando ambiguità tra preset applicati automaticamente e impostazioni manuali.
Sul fronte RAW, Darktable corregge comportamenti errati che potevano portare preset specifici per file RAW ad applicarsi anche a immagini non-RAW, migliorando la prevedibilità del processo. I demosaicer Bayer eliminano sottili cast di colore, mentre il caricamento di alcuni file Olympus ORF – in particolare da modelli come E-410 ed E-510 – avviene ora senza crash o corruzione di memoria, un problema legato al parsing dei tag Exif per la preservazione degli highlight.
Stabilità dell’interfaccia e workflow più coerente
Gran parte delle modifiche di Darktable 5.4.1 riguarda la stabilità della UI, un aspetto spesso invisibile ma decisivo nei flussi professionali. Vengono risolti crash legati all’uso dei workspace, causati da un ordinamento non deterministico della lista letta dal disco, e problemi che impedivano il passaggio corretto alla darkroom dal layout culling. Anche il modulo Color Equalizer viene inizializzato in modo più sicuro, evitando crash sporadici all’avvio.
La gestione dei metadati riceve un’attenzione particolare. L’editor limita ora le preferenze ai tag effettivamente editabili dall’utente, mentre gli overlay e i tooltip delle thumbnail si aggiornano correttamente quando cambiano i metadati, incluse variabili come $(WIDTH.x) e $(HEIGHT.x). Questo elimina ritardi e incongruenze visive, soprattutto dopo operazioni come crop o modifiche in darkroom.
Anche aspetti apparentemente minori, come lo slider curvature nel mask manager che smette di “saltare”, contribuiscono a una sensazione generale di maggiore controllo e precisione, fondamentale per chi lavora con maschere complesse.
OpenCL, Lua e supporto piattaforme
Sul piano tecnico, Darktable 5.4.1 corregge il reset delle impostazioni OpenCL per dispositivo, garantendo che i valori predefiniti vengano applicati correttamente. Il backend RustiCL riceve i flag di compilazione ottimizzati come sulle altre piattaforme, migliorando le prestazioni in contesti GPU-accelerati.
L’API Lua sale alla versione 9.6.0, mantenendo la compatibilità con script avanzati e workflow personalizzati. Rimane però una limitazione nota: per esportazioni in AVIF, EXR, JPEG-XL o XCF, non è possibile selezionare singoli metadati come geo-tag o creator, a meno di attivare tutte le checkbox nelle preferenze del modulo di esportazione.
Dal punto di vista delle piattaforme, Darktable conferma che su macOS non è più supportato Apple Silicon sotto macOS 14.0 né Intel sotto macOS 15, allineandosi a requisiti hardware e software più moderni.
Supporto fotocamere e profili noise
L’unica vera aggiunta funzionale riguarda il supporto fotocamere, con nuovi profili noise per Canon EOS 10D e Sony ILCE-7CR. Non vengono introdotte nuove modalità di compressione per formati come Apple ProRAW DNG, CinemaDNG, Fujifilm lossy RAF o Nikon high efficiency NEF, e resta sospeso il supporto per modelli privi di campioni disponibili. La scelta conferma l’approccio prudente del progetto: meglio stabilità che copertura incompleta.
Darktable 5.4.1 è disponibile come AppImage, rendendo l’installazione immediata su GNU/Linux senza dipendenze aggiuntive.
Krita 6.0 beta: il salto architetturale a Qt6
Se Darktable consolida, Krita 6.0 beta trasforma. Il passaggio a Qt6 non è solo tecnico ma concettuale: l’intera applicazione viene proiettata verso interfacce moderne, maggiore coerenza grafica e una base più solida per il futuro. È una beta, quindi non consigliata per uso produttivo, ma il volume delle novità è tale da segnare una svolta nel panorama della pittura digitale open source.
Uno dei cambiamenti più radicali è la riscrittura completa dell’oggetto testo. In Krita 6, il testo diventa un elemento vivo sulla canvas, modificabile direttamente, con wrapping all’interno di forme vettoriali, testo su percorsi vettoriali e supporto completo agli script. Questo rende Krita uno strumento credibile anche per fumetti, illustrazione editoriale e layout complessi, senza dover passare da software esterni.
Wayland, colore e Linux moderni
Un altro passaggio chiave è il supporto nativo alla gestione del colore su Wayland, inizialmente limitato al compositore KWin di KDE. Per gli artisti su GNU/Linux, questo significa coerenza cromatica reale su sistemi moderni, un tema critico per chi lavora in HDR o per la stampa. Al momento, la funzionalità può presentare problemi su compositori Wayland diversi da KWin, ed è uno degli ambiti su cui la community è chiamata a testare e segnalare.
Nuovi strumenti creativi e prestazioni migliorate
Krita 6.0 beta introduce numerosi strumenti che incidono direttamente sulla velocità e precisione del disegno. Il freehand drawing tool guadagna uno stabilizzatore per pixel-art, mentre la trasformazione liquify risulta sensibilmente più veloce. Le opzioni pattern si ampliano con la modalità soft texturing, utile per pennelli più naturali e superfici complesse.
Arrivano anche nuovi filtri, come propagate colors e color overlay mask, e tutti i modi di blending vengono verificati per correttezza in HDR, riducendo sorprese in compositing avanzato. Il nuovo knife tool per oggetti vettoriali consente di unire e dividere forme, una funzione particolarmente apprezzata nel layout di tavole a fumetti.
Registrazione, formati file e API Python
Krita 6 introduce un recorder docker che cattura le operazioni in tempo reale, utile per tutorial, demo e contenuti educativi, mentre i docker possono ora essere aggiunti alle palette popup, migliorando l’ergonomia. Il supporto ai formati file si amplia con Radiance RGB, un JPEG-XL migliorato e la possibilità di caricare oggetti testo dai file PSD come vero testo, non più rasterizzato. Il salvataggio verso PSD resta parziale, ma il passo avanti è significativo.
L’API Python viene estesa con generazione di tratti pennello, nuovi oggetti UI e metodi aggiuntivi per classi esistenti, aprendo la strada a plugin più potenti e a una personalizzazione profonda dell’esperienza.
Un ecosistema open source che matura
Nel complesso, Darktable 5.4.1 e Krita 6.0 beta mostrano due facce della maturità open source. Darktable dimostra come la cura dei dettagli, la stabilità e la prevedibilità siano essenziali per i fotografi professionisti, mentre Krita sperimenta e innova, preparando una nuova generazione di strumenti creativi basati su Qt6, Wayland e integrazione profonda tra testo, vettori e pittura. Per fotografi e artisti digitali, questi rilasci rafforzano un messaggio chiaro: l’open source non è più un’alternativa, ma una piattaforma completa, capace di competere su qualità, affidabilità e visione futura.
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.
Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.









