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Garante privacy avvia ispezioni su centri Amazon per videosorveglianza e dati dei lavoratori

Il 9 febbraio 2026 segna l’avvio di una nuova fase di controllo istituzionale sui grandi hub logistici ad alta automazione. Il Garante per la protezione dei dati personali e l’Ispettorato nazionale del lavoro avviano ispezioni congiunte presso alcuni dei principali centri logistici di Amazon in Italia, con un focus mirato su videosorveglianza e trattamento dei dati personali dei lavoratori. L’iniziativa coinvolge anche il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche, chiamato a supportare le verifiche con competenze tecniche specialistiche. L’operazione nasce da criticità emerse in approfondimenti tecnici e da notizie di stampa, che avrebbero evidenziato possibili irregolarità nell’acquisizione e nell’uso dei dati personali e nell’impiego di sistemi di monitoraggio visivo senza tutte le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori. In contesti logistici caratterizzati da elevata complessità organizzativa e tecnologica, l’impatto dei sistemi di controllo assume un rilievo diretto sulla tutela dei diritti fondamentali.

I centri sotto verifica e il perimetro dei controlli

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Le ispezioni si concentrano sui principali snodi logistici della rete Amazon in Italia, tra cui il centro di distribuzione di Passo Corese e quello di Castel San Giovanni. Si tratta di hub strategici per la distribuzione nazionale, dove operano migliaia di addetti e dove i sistemi digitali di gestione, tracciamento e monitoraggio rappresentano un elemento centrale dell’organizzazione del lavoro. Il perimetro delle verifiche riguarda l’uso di sistemi di videosorveglianza, le modalità di raccolta e trattamento dei dati personali dei lavoratori, la trasparenza delle informative e la sussistenza delle autorizzazioni e degli accordi previsti dalla normativa lavoristica. In particolare, l’attenzione si concentra sull’eventuale utilizzo di strumenti di controllo a distanza in assenza delle condizioni previste dall’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori.

Il ruolo delle autorità coinvolte

Il Garante privacy coordina l’iniziativa, esercitando le proprie competenze in materia di protezione dei dati personali e verifica della conformità al Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr). L’Ispettorato nazionale del lavoro affianca l’attività con controlli specifici sul rispetto delle tutele lavoristiche, mentre il Nucleo speciale della Guardia di finanza fornisce supporto operativo e tecnico, in particolare nella valutazione dei sistemi informatici e di monitoraggio. La scelta di un’azione congiunta risponde alla necessità di un presidio istituzionale integrato, capace di affrontare realtà industriali dove organizzazione del lavoro, tecnologia e trattamento dei dati risultano strettamente interconnessi. L’obiettivo dichiarato è garantire che i sistemi utilizzati siano legittimi, proporzionati e trasparenti, evitando derive di sorveglianza incompatibili con i diritti dei lavoratori.

Videosorveglianza, dati e Statuto dei lavoratori

Al centro delle verifiche c’è il rapporto tra innovazione tecnologica e diritti fondamentali. Nei grandi poli logistici, la videosorveglianza e i sistemi di monitoraggio digitale possono incidere in modo significativo sulla dignità e sulla libertà dei lavoratori, soprattutto se utilizzati per finalità di controllo delle prestazioni o dei comportamenti. Lo Statuto dei lavoratori impone che tali strumenti siano adottati solo per esigenze organizzative, produttive o di sicurezza, e comunque nel rispetto di procedure formali, come accordi sindacali o autorizzazioni amministrative. Parallelamente, il Gdpr richiede che il trattamento dei dati avvenga secondo i principi di liceità, correttezza, trasparenza e minimizzazione. Le ispezioni mirano a verificare se questi principi trovino applicazione concreta nei processi operativi di Amazon.

Un segnale al settore logistico

L’iniziativa assume un valore che va oltre il singolo caso. I centri Amazon rappresentano uno dei modelli più avanzati di logistica automatizzata e data-driven, e le verifiche avviate dal Garante e dall’Ispettorato nazionale del lavoro segnalano una attenzione crescente delle autorità verso l’uso dei dati nei luoghi di lavoro ad alta intensità tecnologica. Il messaggio è chiaro: l’adozione di sistemi digitali avanzati non può prescindere dal rispetto delle norme sulla privacy e dei diritti dei lavoratori. Le ispezioni puntano a individuare eventuali violazioni, ma anche a rafforzare un quadro di compliance strutturale, destinato a fare scuola per l’intero comparto logistico.

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Prossimi passi e possibili esiti

Le verifiche sono destinate a proseguire nelle prossime settimane, con accertamenti tecnici e documentali. In base agli esiti, le autorità potranno adottare misure correttive, prescrizioni operative o, nei casi più gravi, sanzioni amministrative. Amazon è chiamata a collaborare con le autorità e a dimostrare la legittimità e la trasparenza delle proprie procedure. Per il Garante privacy e l’Ispettorato nazionale del lavoro, l’operazione rappresenta un passaggio chiave nella costruzione di un modello di vigilanza adatto ai luoghi di lavoro digitalizzati, dove il confine tra organizzazione efficiente e controllo invasivo richiede un equilibrio costante e verificabile.

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