Uno sviluppatore trasforma uno dei sottosistemi più rigorosi del kernel Linux in un esperimento dichiaratamente assurdo, ma tecnicamente reale. Lucas Zampieri, ingegnere di Red Hat, ha pubblicato scx_horoscope, uno scheduler CPU che prende decisioni non in base a metriche classiche come latenza o throughput, ma consultando segni zodiacali, fasi lunari e posizioni planetarie. Il progetto non nasce come provocazione sterile, bensì come dimostrazione concreta della flessibilità introdotta dal framework sched_ext, che consente di spostare la logica di scheduling fuori dal kernel, in userspace.
Lo scheduler utilizza dati astrologici reali ottenuti tramite API esterne, che vengono poi tradotti in parametri di esecuzione. Alcuni task vengono rallentati o accelerati in base al segno associato, altri subiscono variazioni di priorità quando Mercurio entra in fase retrograda. È lo stesso Zampieri a chiarire che non esiste alcuna pretesa scientifica, e che il progetto è pensato come esercizio creativo e didattico, rilasciato sotto licenza GPL-2.0 e non destinato a un uso produttivo.

Dal punto di vista tecnico, scx_horoscope sfrutta sched_ext per controllare il time slicing dei processi. Il valore di base è fissato a circa 500 microsecondi, ma viene modificato dinamicamente in base al cosiddetto “meteo cosmico”. I task associati a segni considerati “impulsivi” ricevono slice più aggressivi, mentre quelli legati a segni “equilibrati” vengono deliberatamente rallentati. Le fasi lunari introducono ulteriore variabilità, influenzando la frequenza di aggiornamento delle decisioni di scheduling, che avviene mediamente ogni 60 secondi.
Il codice, scritto in Rust, stampa log dettagliati che includono un vero e proprio oroscopo di sistema, con riferimenti alla posizione del Sole, di Venere o di Mercurio al momento dell’avvio. L’effetto è volutamente surreale, ma il risultato finale è uno scheduler che funziona davvero, prende decisioni reali e può essere caricato su un kernel Linux compatibile.
someone built a Linux CPU scheduler that makes scheduling decisions based on planetary positions and zodiac signs
— LaurieWired (@lauriewired) January 26, 2026
it actually works haha: pic.twitter.com/21rSldWBBK
La reazione della community Linux non si è fatta attendere. Sui social il progetto è stato paragonato a TempleOS per il suo carattere visionario e fuori dagli schemi, mentre altri lo hanno definito “più sensato di certi scheduler enterprise”. Il tono resta ironico, ma sotto la superficie emerge un punto serio: sched_ext consente sperimentazioni prima impensabili, aprendo la strada a scheduler personalizzati, specializzati o addirittura artistici. Zampieri stesso lavora su architetture RISC-V e ambienti ad alte prestazioni, e usa scx_horoscope per dimostrare che la separazione tra kernel e logica di scheduling riduce drasticamente le barriere all’innovazione. Anche se lo zodiaco non guiderà mai davvero i data center, il messaggio tecnico è chiaro: il kernel Linux è entrato in una fase in cui anche l’idea più improbabile può essere implementata, testata e condivisa.
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