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SparkyLinux 8.2 e KaOS 2026.02: kernel aggiornati, addio a Plasma e il nodo systemd

Il panorama delle distribuzioni Linux di febbraio 2026 si muove su due direttrici molto diverse ma complementari: da una parte SparkyLinux 8.2, che consolida la sua base su Debian 13 Trixie con aggiornamenti mirati e kernel moderni; dall’altra KaOS 2026.02, che rompe una tradizione dodicennale abbandonando KDE Plasma come desktop predefinito e riaccende il confronto sul ruolo di systemd nelle distribuzioni contemporanee. Non si tratta di semplici release incrementali. Entrambe le distribuzioni segnano un passaggio identitario. SparkyLinux rafforza la sua natura stabile e modulare, mentre KaOS ridefinisce la propria direzione tecnica scegliendo un ecosistema Wayland centrato su Niri e Noctalia, con un’attenzione dichiarata alla riduzione delle dipendenze.

SparkyLinux 8.2: Debian 13 Trixie e kernel multipli per massima compatibilità

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SparkyLinux 8.2, seconda release trimestrale della serie Eight “Seven Sisters”, viene pubblicata il 16 febbraio 2026 e mantiene la piena compatibilità con i repository stabili di Debian 13 Trixie. La filosofia resta coerente: stabilità Debian come base, arricchita da repository propri che aggiornano strumenti e ambienti desktop senza snaturare l’impianto originario. Il kernel predefinito è il 6.12.69 LTS, ma la distribuzione consente l’installazione di versioni alternative come 6.19.1 o 6.6.125 LTS, offrendo flessibilità per chi necessita compatibilità specifica con hardware recente o driver particolari. Questa modularità è uno dei tratti distintivi di SparkyLinux, che punta a coprire sia sistemi moderni sia macchine meno recenti. Il supporto resta focalizzato su architettura amd64 con piena compatibilità BIOS, UEFI e Secure Boot, mentre su ARM64 le edizioni si limitano a Openbox e CLI, con una nota tecnica importante: dopo l’installazione su ARM è consigliato un riavvio per attivare correttamente il Wi-Fi.

Desktop environment e pacchetti aggiornati: equilibrio tra modernità e leggerezza

SparkyLinux 8.2 offre una gamma completa di ambienti desktop. KDE Plasma 6.3.6 rappresenta l’opzione più moderna e ricca di funzionalità, mentre Xfce 4.20, LXQt 2.1.0, MATE 1.26.0 e Openbox 3.6.1 coprono l’intero spettro tra leggerezza e personalizzazione. Le edizioni MinimalGUI e MinimalCLI restano punti di riferimento per chi desidera un sistema essenziale, senza sovrastrutture grafiche inutili. In questa release viene risolto un bug minore in Openbox che impediva l’avvio del terminale dal gestore pacchetti, un dettaglio apparentemente piccolo ma significativo per l’esperienza quotidiana. Sul fronte applicativo troviamo LibreOffice 25.2.3, Firefox 140.7.0 ESR e Thunderbird 140.7.1 ESR, tutti aggiornati e allineati alle versioni stabili più recenti. È possibile installare anche versioni più nuove come Firefox 147.0.4 tramite repository dedicati, mantenendo così un equilibrio tra stabilità e aggiornamento.

KaOS 2026.02: addio a KDE Plasma dopo 12 anni

Se SparkyLinux consolida, KaOS 2026.02 cambia rotta. La ISO del 15 febbraio 2026 introduce una transizione radicale: KDE Plasma non è più l’ambiente predefinito dopo oltre un decennio di integrazione stretta con l’ecosistema Qt e KDE. La motivazione principale risiede nella volontà di evitare una dipendenza strutturale da systemd, soprattutto alla luce di versioni recenti come systemd 257 che hanno complicato la generazione delle ISO e il mantenimento di un ciclo di build stabile. KaOS mantiene per ora systemd 255.22, ma esplora attivamente alternative come Dinit.

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È importante sottolineare che Plasma resta installabile opzionalmente, ma la scelta predefinita cambia completamente la percezione della distribuzione.

Niri e Noctalia: KaOS si sposta su Wayland puro

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Al posto di Plasma, KaOS introduce Niri 25.11, compositore Wayland a tiling scorrevole, e Noctalia 4.4, shell Wayland minimalista. L’ecosistema è costruito attorno a Qt 6.10.2, senza dipendenze GTK, in piena coerenza con la tradizione Qt-only della distribuzione.

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Strumenti come Quickshell 0.2.1 per componenti QtQuick e Phonon-mpv come backend multimediale sostituiscono precedenti soluzioni più legate all’ambiente KDE tradizionale. SDDM 0.20.0 supporta modalità Wayland, mentre Kjournald introduce una GUI avanzata per la consultazione dei log tramite journalctl.

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La scelta di Limine come bootloader predefinito, in sostituzione di systemd-boot, rafforza il segnale di distacco da alcune integrazioni sistemiche tipiche dell’ecosistema systemd.

Aggiornamenti di sistema e toolchain in KaOS

KaOS 2026.02 aggiorna il kernel a 6.18.10 LTS, integra Mesa 25.3.5, e rinnova completamente la toolchain con GCC 15.2.1, Glibc 2.42 e librerie chiave come OpenCV 4.12.0, GStreamer 1.28, PipeWire 1.4.9 e ZFS 2.4.0.

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L’installer Calamares elimina il browser root per la schermata di benvenuto e introduce una soluzione QML Drawer più integrata. Il sistema supporta partizionamento automatico su XFS, EXT4, BTRFS e ZFS, con attenzione a dettagli tecnici come CRC finobt su XFS e microcode caricato in early boot.

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Non vengono supportate installazioni RAID, e in ambienti BIOS viene sconsigliato l’uso di XFS per GRUB. Anche la creazione del supporto live viene regolamentata, con raccomandazione di evitare strumenti come Unetbootin o Rufus e preferire metodi più affidabili.

La risposta di KDE: nessuna imposizione su systemd

La decisione di KaOS riaccende il dibattito su systemd, ma il progetto KDE interviene chiarendo la propria posizione. Secondo KDE, non esiste alcuna imposizione di systemd per Plasma. Solo il nuovo Plasma Login Manager (PLM), introdotto come opzione in Plasma 6.6, dipende direttamente da systemd. Distribuzioni che scelgono login manager alternativi come SDDM possono avviare Plasma senza vincoli legati a systemd. KDE ribadisce inoltre il supporto a piattaforme non-Linux come FreeBSD, confermando la volontà di mantenere flessibilità architetturale. Questa precisazione ridimensiona l’idea di un obbligo sistemico e riporta la questione sul piano delle scelte distributive piuttosto che su imposizioni progettuali.

Implicazioni per la comunità Linux

Le release di febbraio 2026 mostrano due anime dell’ecosistema Linux. SparkyLinux 8.2 consolida stabilità e continuità, offrendo kernel aggiornati e una gamma completa di ambienti desktop senza strappi ideologici. KaOS 2026.02 sperimenta e ridefinisce identità, abbracciando Wayland in modo radicale e riaprendo il dibattito su init system e dipendenze. Per l’utente esperto, questo significa più scelta e maggiore consapevolezza. Per l’ecosistema open source, significa che la pluralità resta viva. Le distribuzioni continuano a differenziarsi non solo per pacchetti, ma per filosofia e direzione tecnica.

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