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Rivoluzione Google: arrivano gli sticker in Photos e il nuovo RCS, ma Pixel Studio dice addio alla generazione immagini

Google Photos e Google Messages ricevono aggiornamenti strutturali su Android, mentre Pixel Studio viene ridimensionato con la rimozione delle funzioni di generazione IA. Le novità non sono superficiali: toccano usabilità, integrazione RCS e distribuzione dell’intelligenza artificiale nell’ecosistema Google. Gli update arrivano tramite Play Store con rollout graduale, ma segnano una direzione chiara nella gestione delle app core su Android.

Google Photos introduce sticker personalizzati e accesso diretto alle cartelle locali

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Con la versione 7.64 di Google Photos, Google abilita la creazione di sticker personalizzati direttamente dalle immagini archiviate sul dispositivo. Il meccanismo è semplice ma tecnicamente evoluto: l’utente seleziona una foto con un soggetto ben definito in primo piano, tiene premuto sull’area riconosciuta e l’app genera automaticamente un adesivo ritagliato. La funzione richiede dispositivi con almeno 4 GB di RAM, elemento che conferma l’utilizzo di modelli di riconoscimento immagini locali ottimizzati. Gli sticker possono essere copiati e condivisi su piattaforme come WhatsApp o Instagram, diventando riutilizzabili in conversazioni successive. Google prevede anche una futura cronologia degli sticker salvati all’interno della sezione Collezione.

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Il sistema identifica persone, animali e oggetti senza strumenti esterni, sfruttando l’ottimizzazione dell’engine di segmentazione immagini. La funzione era già stata lanciata su iOS ad agosto, ma l’estensione ad Android consolida la parità funzionale tra le piattaforme.

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Sempre nella versione 7.64, Google introduce un shortcut diretto per le cartelle locali. Un’icona a forma di cartella appare nella barra superiore, posizionata a sinistra dei pulsanti di caricamento e notifiche. Con un tap si accede alla pagina “Su questo dispositivo”, che elenca directory come Screenshot, Quick Share e Film.

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In precedenza, l’accesso richiedeva il passaggio dal tab Collezione. Ora il collegamento è disponibile da tutti e quattro i tab principali dell’app, riducendo i passaggi e migliorando la navigazione. L’interfaccia risulta leggermente più densa, ma l’efficienza operativa aumenta in modo tangibile.

Pixel Studio viene ridimensionato e reindirizzato verso Gemini

Parallelamente, Google effettua un downgrade di Pixel Studio. L’app, lanciata insieme a Pixel 9 nel 2024, perde le funzioni di generazione immagini basate su prompt testuale. Con la versione 2.2.001.864530193.00, restano disponibili solo strumenti base come ritaglio, disegno, evidenziazione e testo.

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La rimozione include la bacchetta magica per la creazione di scene generative e la funzione di creazione sticker da idee testuali. Google reindirizza gli utenti verso Nano Banana, integrato in Gemini, come piattaforma unificata per la generazione immagini. Pixel Studio continua a funzionare su Pixel 9 e Pixel 10, ma viene progressivamente trasformato in un editor markup essenziale. Le creazioni precedenti possono essere esportate facilmente, e le integrazioni esistenti restano operative durante la fase di transizione.

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Questa scelta evidenzia una strategia di consolidamento: concentrare le capacità generative all’interno di Gemini, evitando ridondanze tra app. Pixel Studio utilizza il modello Imagen 4, ma Google sembra voler centralizzare l’AI creativa sotto un’unica interfaccia coerente.

Google Messages unifica design e rafforza RCS

Google Messages riceve un aggiornamento significativo in beta, identificato come messages.android_20260220_01_RC00.phone.openbeta_dynamic. L’obiettivo è unificare il look dei profili aziendali RCS con quelli personali.

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Il nuovo profilo aziendale di Google Messaggi assomiglia al profilo personale. | Immagine di Android Authority

Il nuovo layout mostra logo aziendale, nome e descrizione in alto, seguito da quattro pulsanti rapidi: chiamata, sito web, email e ricerca. Una seconda schermata accessibile tramite freccia include privacy policy, termini di servizio, notifiche, archiviazione e blocco/spam.

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Opzione Modifica cronologia in Google Messaggi. | Immagine di PhoneArena

Questa unificazione migliora coerenza visiva e navigazione, rafforzando l’integrazione RCS Business Messaging come alternativa strutturata agli SMS tradizionali. Google reintroduce anche la storia delle modifiche nei messaggi RCS. Dopo la rimozione avvenuta a luglio 2025, la funzione torna nella versione 20260206_00_RC00. L’utente può visualizzare il testo originale e le modifiche effettuate, aumentando la trasparenza nelle comunicazioni. In beta compare inoltre un’etichetta “Tipo” nei dettagli del messaggio, che distingue tra RCS criptato e SMS. Questa informazione contribuisce a rafforzare la percezione di sicurezza del protocollo.

Nuove funzioni: gruppi semplificati, location live e selezione testo

Google semplifica la creazione dei gruppi eliminando il passaggio manuale “Crea Gruppo”. Ora basta avviare una nuova chat, selezionare un contatto e aggiungerne altri prima dell’invio. Il processo riduce i passaggi e velocizza l’operazione. Arriva anche la condivisione della posizione in tempo reale. L’utente può selezionare la durata della condivisione e inviare la posizione live tramite il menu allegati. I destinatari visualizzano l’aggiornamento dinamico tramite Google Find Hub o browser web.

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Qualcun altro ha suggerito qualcosa in Google Messaggi? | Immagine di PhoneArena

Infine, è in sviluppo la selezione parziale del testo nei messaggi. Attualmente il long-press copia l’intero contenuto; la nuova funzione permetterà di evidenziare solo una porzione, utile per copiare OTP o numeri specifici con maggiore precisione.

Una strategia orientata a integrazione e razionalizzazione

L’insieme degli aggiornamenti riflette una strategia coerente: centralizzare l’AI generativa in Gemini, rafforzare l’ecosistema RCS in Google Messages e migliorare la produttività in Google Photos. Non si tratta di semplici aggiunte, ma di una razionalizzazione del portfolio applicativo. Google distribuisce le novità in rollout graduale, invitando gli utenti a verificare la versione delle app nel Play Store. L’obiettivo non è solo innovare, ma consolidare Android come piattaforma integrata tra comunicazione, creatività e intelligenza artificiale.

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