Il gruppo Lenovo, con Motorola come braccio mobile, ha usato il palcoscenico dell’MWC 2026 per mettere in fila un messaggio coerente: hardware più versatile, batterie più ambiziose, schermi premium e una spinta netta verso funzionalità pratiche legate ad Android 16, ma soprattutto una svolta “di postura” sulla sicurezza. L’annuncio più discusso non riguarda soltanto un nuovo pieghevole, ma una collaborazione a lungo termine con la GrapheneOS Foundation, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un futuro smartphone Motorola con GrapheneOS preinstallato. In un settore dove la privacy viene spesso ridotta a impostazioni e slogan, la scelta di portare un sistema privacy-focused oltre l’ecosistema Pixel sposta la conversazione sul piano ingegneristico: requisiti hardware rigorosi, ricerca congiunta, miglioramenti software e la promessa che alcune funzionalità GrapheneOS arriveranno anche su altri modelli Motorola nei prossimi mesi. Il mantenimento del bootloader sbloccabile è un dettaglio che la community non ignora, perché segnala continuità con una cultura “developer-friendly” sempre più rara. Dentro questo quadro entra il nuovo Razr Fold, primo foldable book-style di Motorola, e insieme a lui una serie di tablet Lenovo mirati, più un pacchetto di concept che provano a immaginare un’AI non solo dentro lo schermo, ma attorno al corpo e ai gesti dell’utente. È una strategia di ampiezza: presidiare mobile premium, business rugged, consumer AI e gaming, mantenendo un filo rosso fatto di ergonomia, potenza e integrazione con strumenti di produttività.
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Motorola e GrapheneOS: la privacy esce dal recinto dei Pixel
L’annuncio della collaborazione con la GrapheneOS Foundation è uno dei segnali più forti del gruppo a Barcellona. Motorola parla di una partnership di lungo periodo finalizzata a un dispositivo futuro con GrapheneOS preinstallato, e sottolinea che quel telefono dovrà superare le specifiche del Motorola Signature e soddisfare i requisiti hardware del sistema. Questo punto è importante perché GrapheneOS non è un “tema”, né un’app, né una modalità. È un impianto di sicurezza che vive nella relazione tra hardware e software, e che tradizionalmente trova terreno più fertile su dispositivi con scelte architetturali precise. Il fatto che alcune funzionalità GrapheneOS debbano arrivare anche su altri modelli Motorola nei prossimi mesi, insieme alla ricerca congiunta e a nuove capacità di sicurezza, indica che non si tratta solo di un’edizione limitata per enthusiast. È un tentativo di assorbire una parte di quel know-how nel ramo mainstream, senza perdere la compatibilità con il mercato consumer. La community, da parte sua, tende a leggere come segnale positivo anche la scelta di mantenere il bootloader sbloccabile, perché preserva una libertà d’uso che molti brand stanno restringendo.
Razr Fold: Motorola entra nei book-style con batteria da 6000 mAh e pannelli ultra luminosi
Il Razr Fold è il debutto di Motorola nel segmento dei foldable a libro, e prova a differenziarsi con un equilibrio tra dimensioni, display e autonomia. Il dispositivo misura 4,6 millimetri quando aperto e pesa 244 grammi, numeri che lo collocano nella fascia alta del segmento. Il display esterno da 6,6 pollici offre risoluzione 2520×1080 e refresh rate fino a 165 Hz, mentre quello interno da 8,1 pollici arriva a 2484×2232 a 120 Hz. Entrambi supportano HDR10+ e Dolby Vision, con picchi oltre 6000 nit, una cifra che, se confermata nelle unità commerciali, sposta l’esperienza d’uso outdoor in un territorio dove i pieghevoli spesso soffrono. C’è poi un dettaglio simbolico ma concreto: l’uso di Gorilla Glass Ceramic 3 come vetro di copertura, “per la prima volta su uno smartphone” secondo la descrizione. È una scelta che parla di resistenza e durata, due temi che nei foldable vengono sempre rimessi sul tavolo.

Sul fronte prestazioni, Motorola punta su Snapdragon 8 Gen 5 con 16 GB di RAM e 512 GB di storage, mentre la batteria da 6000 mAh in tecnologia silicon-carbon promette un salto di densità energetica. La ricarica è aggressiva: 80 W cablata e 50 W wireless. In questo segmento, l’autonomia è spesso la variabile che separa “oggetto desiderabile” da “oggetto usabile”, e qui Motorola sembra voler costruire la propria identità: un book-style che non chiede compromessi sull’endurance.

Il comparto fotografico posteriore triplo da 50 megapixel include un principale Sony LYTIA con OIS, un ultra-grandangolare con macro e un teleobiettivo 3x. Nelle prove hands-on il software viene descritto come equilibrato e ricco di soluzioni pratiche: taskbar persistente, modalità laptop con trackpad, uso in modalità tenda e un menu Recenti che lascia scegliere tra una griglia in stile Pixel e una lista in stile Samsung. La compatibilità con Moto Pen Ultra rafforza l’idea di un pieghevole che vuole avvicinarsi alla produttività, non solo al consumo.

Motorola indica anche una promessa di lungo periodo: sette anni di aggiornamenti Android più sette anni di patch di sicurezza, e una finestra di arrivo nel corso del 2026 in colori Blackened Blue e Lily White. In un mercato dove la longevità software è diventata parte della percezione premium, questa dichiarazione serve a posizionare il Razr Fold come dispositivo “da tenere”, non da cambiare rapidamente.
Edge 70 Fusion: design sottile, robustezza IP69 e schermo OLED da 144 Hz

Accanto al pieghevole, Motorola presenta Edge 70 Fusion, che punta su un design più classico ma estremamente curato nei numeri: 7,2 millimetri di spessore e 177 grammi di peso. Il display OLED quad-curved da 6,78 pollici arriva a 144 Hz con picco di 5200 nit e protezione Gorilla Glass 7i, una combinazione pensata per collocarlo nella fascia premium accessibile senza rinunciare a un’esperienza visiva “da flagship”.

Il processore viene descritto come basato su architettura TSMC N4 con core Cortex-A720 e Adreno 810, mentre la batteria da 5200 mAh supporta ricarica da 68 W. Il comparto fotografico include un principale Sony LYTIA da 50 megapixel con OIS e un ultra-grandangolare da 13 megapixel. La robustezza, qui, è un argomento centrale: IP68 e IP69 più certificazione MIL-STD-810H. Motorola prova a unire estetica e resistenza, con colori Pantone e finiture ispirate al tessuto.
ThinkTab X11: tablet business rugged con batteria rimovibile e doppia USB-C
Lenovo aggiorna la gamma tablet Android con modelli sempre più segmentati. Il ThinkTab X11 è posizionato per business e ambienti rugged, con display da 10,95 pollici e processore Snapdragon 7s Gen 3, configurazioni da 8 a 12 GB di RAM e storage da 128 a 512 GB. La doppia certificazione IP68 e MIL-STD-810H lo rende adatto a scenari dove resistenza e affidabilità contano più del design sottile.

La batteria rimovibile è un tratto distintivo: consente funzionamento senza batteria in modalità fissa, una scelta che parla a contesti industriali e postazioni permanenti. Il supporto a stilo, NFC e doppia porta USB-C completa un set pensato per l’IT enterprise. Lenovo indica un prezzo di partenza di 458 euro e un’uscita nel secondo trimestre 2026, con due aggiornamenti Android e quattro anni di patch.
Idea Tab Pro Gen 2: 13 pollici 3,5K e Qira AI per produttività consumer
Nel segmento consumer, l’Idea Tab Pro Gen 2 spinge su un display da 13 pollici 3,5K PureSight Pro, anche in versione opaca paper-like. Il processore è Snapdragon 8s Gen 4 con fino a 12 GB di RAM e 512 GB di storage, batteria da 10200 mAh con ricarica da 45 W. Qui Lenovo inserisce l’assistente Qira AI, con funzioni come Smarter Reader per note intelligenti, trascrizione live e una Smart Key che abilita generazione testo e traduzione. È la declinazione più “consumer” dell’AI: meno automazione profonda, più scorciatoie quotidiane. Il prezzo europeo indicato è 549 euro, con uscita a luglio 2026 o a fine mese in alcuni mercati, includendo tastiera e custodia folio. È un pacchetto che mira a catturare chi vuole un 2-in-1 Android con accessori inclusi, senza entrare nel territorio dei convertibili Windows.
Legion Tab Gen 5: gaming, 165 Hz e raffreddamento Coldfront migliorato

Il Legion Tab Gen 5 si rivolge ai gamer con un display da 8,8 pollici 3K a 165 Hz e 600 nit. Il processore viene indicato come Snapdragon 8 Elite Gen 5, con fino a 16 GB di RAM e 512 GB di storage. Lenovo spinge molto sulla batteria da 9000 mAh e soprattutto sul sistema di raffreddamento Legion Coldfront Vapor migliorato del 30%, un parametro che nel gaming mobile fa la differenza tra performance sostenute e throttling.

Il peso di 360 grammi e le colorazioni Eclipse Black, Glacier White e Surge completano il posizionamento, insieme a un prezzo europeo di 999 euro e disponibilità da aprile o maggio 2026.
I concept Lenovo: modularità, robotica e foldable gaming come laboratorio d’interazione
Il capitolo concept è quello che Lenovo usa per mostrare direzione, più che prodotto. Il ThinkBook modulare AI PC propone un laptop da 14 pollici con un display secondario attaccabile sul retro tramite pin magnetici e tastiera rimovibile per una configurazione dual-screen. I moduli I/O intercambiabili, che permettono di sostituire USB-C con USB-A o HDMI, sono la parte più interessante: una modularità pragmatica, non estetica, pensata per scenari reali. Il prototipo viene descritto con Intel Core Ultra 7 255H, 32 GB di RAM e SSD da 1 TB. L’AI Workmate spinge sull’idea di interazione fisica: un braccio robotico con camera integrata che scansiona e riassume documenti, crea presentazioni via voce, proietta contenuti su pareti e cattura firme o schizzi per trasferirli in digitale. È un concept che prova a portare l’AI fuori dal display, trasformandola in un oggetto che si muove nello spazio e si integra con i gesti. Il Legion Go Fold concept porta il fold nel gaming handheld: display POLED che passa da 7,7 pollici piegato a 11,6 aperto, processore Intel Core Ultra 7 258V, 32 GB di RAM e batteria da 48 Wh. Le modalità d’uso citate, da handheld a split-screen verticale, full-screen orizzontale e desktop espanso con tastiera wireless, raccontano una ricerca su nuove ergonomie. I controller staccabili stile Switch e il controller destro che funge da mouse con display secondario per metriche chiudono un’idea: il gaming come piattaforma ibrida.
MA2 wireless: Motorola spinge Android Auto senza cavo a prezzo aggressivo
Tra le novità più immediate c’è anche l’adattatore MA2 per Android Auto wireless, che costa 37 euro e sostituisce il cavo con una porta USB-C e un interruttore fisico. L’arrivo è indicato per maggio in alcune regioni e per il terzo trimestre 2026 negli Stati Uniti. È un accessorio semplice, ma con un potenziale forte perché agisce su un attrito quotidiano: eliminare il cavo senza cambiare auto.

L’insieme di annunci Lenovo e Motorola all’MWC 2026 compone una strategia che non dipende da un singolo prodotto. Il Razr Fold entra tra i book-style con una proposta centrata su autonomia, schermi estremi e software orientato alla produttività. Edge 70 Fusion, scopri su Amazon, prova a combinare sottigliezza e robustezza con IP69 e MIL-STD. I tablet Lenovo segmentano in modo netto business rugged, consumer AI e gaming, mentre i concept esplorano modularità e interazioni fisiche. La partnership con GrapheneOS è il segnale che potrebbe pesare di più nel medio periodo, perché porta la privacy da nicchia a roadmap industriale, e perché suggerisce che il gruppo vuole giocare una partita diversa: non solo prestazioni e design, ma anche fiducia.
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