Fabrizio Corona ha pubblicato un’altra puntata di Falsissimo dal titolo Resa dei Conti ed è stato subito oscurato dalla piattaforma. Giusto il tempo di andare in onda e di ripercorrere in un’ora e mezza la vicenda dei mesi precedenti che l’hanno visto protagonista della scena politica italiana unitamente a quella del gossip nostrano, comprese le vicende in tribunale che hanno stabilito il braccio di ferro tra lui, i legali di Signorini e Mediaset che l’ha denunciato con annessa richiesta di risarcimento del danno pari a 160 milioni di euro. L’aspetto più singolare della vicenda è che mai così velocemente si è pronunciata la piattaforma per esprimere un ban su richiesta del Tribunale. Alcuni utenti che stavano vedendo in differita la puntata hanno avuto all’improvviso un messaggio che gli comunicava l’indisponibilità di poter vedere il contenuto in quel paese (l’Italia) a causa di una “ingiunzione del Tribunale“.
Cosa leggere
Le dimissioni di Signorini da Chi ed il nuovo scandalo
Che le cose non stessero andando bene per Alfonso Signorini si era capito, tanto che in giornata, poco prima della messa in onda serale, il giornalista e plenipotenziario del gossip italico aveva annunciato il suo addio da Chi. “Care lettrici, cari lettori, vi saluto. Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. Questo è il momento di farlo“. Alfonso Signorini ha salutato così i lettori di Chi, una scelta condivisa col Gruppo Mondadori, che lo ha salutato attraverso le parole dell’AD Marina Berlusconi, e maturata sin dal 2023, quando “ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario”. “La pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità. Era un pensiero sottile, che si era impadronito della mia anima, che rendeva i miei sorrisi, i miei entusiasmi sempre più faticosi e le mie giornate sempre meno colorate“. Destino ha voluto che, nonostante la smentita dell’ex direttore editoriale di Chi, il saluto dal rotocalco rosa sia avvenuto poche ore prima del turbine generato dall’ennesima puntata di Fabrizio Corona che ha messo in video il terzo denunciante: Vito Coppola.
La puntata de “La Resa dei Conti”
Fabrizio Corona ha speso la sua ultima ora e mezza prima dell’ennesimo ban su YouTube nel raccontare le vicissitudini dei giorni precedenti che lo hanno visto prima protagonista indiscusso della scena nazionale in modo divisivo e poi pluricensurato dalle piattaforme social e addirittura raggiunto da cause legali multimilionarie. In punta di diritto e vestito da avvocato togato, Corona ha spiegato quello che è stato già abbondantemente illustrato da Matrice Digitale nei mesi precedenti in base all’esperienza della redazione in relazione ai vari ban. Con fare sfidante verso lo stuolo di legali della Mediaset e quelli personali di Signorini, Fabrizio Corona ha portato al grande pubblico la prova visiva delle sue accuse attraverso il personal trainer campano Vito Coppola che ha mostrato filmati esclusivi che lasciano poca interpretazione al modus agendi dell’ex direttore di Chi e responsabile del Grande Fratello.
Ancora più spinoso il passaggio su Maria de Filippi, data in rottura con Mediaset secondo le ricostruzioni di Mario Adinolfi, Corona ha confermato le impressioni di Matrice Digitale sul suo scendere in politica, ma ha smentito il suo interesse per il partito di Vannacci e che avrebbe già rifiutato nonostante le dichiarazioni in esclusiva alla nostra testata di Mario Adinolfi. I teatri, come le discoteche, si confermano il viatico per la scalata politica in linea con un personaggio censurato da tutte le realtà. Resta poi il discorso della parte a pagamento dove Corona ha promesso più di 25 minuti di video chiamate tra Signorini e Coppola che promettevano contenuti molto spinti.
Come è stato possibile oscurare in tempo reale Corona?
La scena di un magistrato che si sveglia la notte per andare su un luogo dove è avvenuto un omicidio non può essere rappresentativa di questo blocco avvenuto tra le 23 e le 23.30 del 2 marzo, ma è chiaro che sia occorso un canale preferenziale tra Google ed il biscione. Che il colosso di Mountain View sia interessato da questa vicenda, come anche Meta, in seguito alle richieste faraoniche avanzate dalla stessa Mediaset, ma quello che non torna è la capacità di chiudere il canale con la motivazione addotta di un dispositivo del canale. L’unico dubbio è che una manina già predisposta da Google Italia abbia facilitato la rimozione della puntata. C’è però da dire che Corona ha perso la sua sfida appena lanciata allo studio Previti. Autore del discusso Piracy Shield contro i ocntenuti pirata che danneggiano la Serie A ed i settori culturali del paese, lo studio Previti è stato inserito anche tra i segnalatori riconosciuti dall’Europa nella quota italiana e questo potrebbe aver facilitato la rimozione del contenuto di Corona in tempo reale.
Corona bannato da YouTube, ma vive nei supporters
Fabrizio Corona sapeva che gli avrebbero fatto male dal punto di vista legale, ma forse non si aspettava che tutto ciò potesse avvenire nel giro di poche ore ed è per questo che ha lanciato diversi appelli per la condivisione dei suoi contenuti anche post mortem e l’avviso nelle prime ore dopo il ban è più vivo che mai attraverso diversi profili che su YouTube e su X stanno pubblicando gli spezzoni dell’ultima puntata. A proposito del sentiment su X, il social di Musk è esploso. Il mood dominante è indignazione pura contro la “censura del potere”. I post più virali usano parole come “vergognoso”, “schifo”, “dittatura”, “editto bulgaro 2.0”. Tantissimi scrivono frasi tipo:
- «Censurata in meno di 2 ore. La verità fa paura.»
- «Tutti abbiamo visto l’ultimo episodio, la censura non basterà a fermare ciò che è LA VERITÀ.»
- «Contro la censura, tutti siamo Corona!»
Il refrain che si ripete ossessivamente è: se l’hanno tolta così in fretta significa che ci hanno preso in pieno. La rimozione viene letta come la prova definitiva che il “sistema Signorini-Mediaset” è reale e che i potenti stanno tremando. Pratica collettiva del momento: VPN. Decine di thread spiegano passo-passo come cambiare località (Svizzera, Germania, Stati Uniti…) per vedere il video. «È censurata solo in Italia, scaricate Proton VPN», «Cambiate server e godetevela». È diventata una piccola resistenza digitale di massa. C’è anche una fetta di utenti che ironizza: «Posso dire di essermi sentito fortunato ad averla vista prima che la togliessero », oppure screenshot del “video non disponibile” accompagnati da emoji del teschio o della bandiera italiana rovesciata. Le voci critiche verso Corona sono poche e isolate in questo flusso: qualcuno lo accusa di vittimismo e di monetizzare lo scandalo (tour, abbonamenti, partito), ma vengono seppellite dalla marea pro-Corona. L’hashtag #falsissimo e #tuttisiamoCorona dominano la timeline italiana da ore. In sintesi: su X l’ultima puntata censurata di Falsissimo non è solo un episodio rimosso. È diventato il simbolo di una battaglia tra “il sistema” e un ex re dei paparazzi che, per una volta, viene percepito da tantissimi come il paladino della verità scomoda. La censura, paradossalmente, ha fatto esattamente l’effetto opposto: ha moltiplicato le visualizzazioni, le condivisioni e la rabbia. E il video, ovviamente, continua a girare ovunque.
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