Cybersec2026 segna il 4 marzo 2026 della Polizia di Stato con una doppia iniziativa che unisce proiezione esterna e consolidamento interno. Alla Scuola Superiore di Polizia di Roma prende il via l’evento dedicato a cybercrime e cyberwar, mentre nello stesso giorno l’app InfoPol viene estesa a tutto il personale in servizio e in quiescenza. Due operazioni parallele guidate dal capo della Polizia Vittorio Pisani, che delineano una strategia su due fronti: difesa cibernetica nazionale e rafforzamento della coesione organizzativa.
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Cybersec2026 alla Scuola Superiore di Polizia: difesa comune tra norme e geopolitica
Cybersec2026, promosso da Cybersecurity Italia e organizzato in collaborazione con il Servizio Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica, affronta il tema “Cybercrime e cyberwar: norme, geopolitica e cybersecurity per una difesa comune”. La due giorni riunisce rappresentanti istituzionali, magistratura, accademia e industria con l’obiettivo di definire un perimetro operativo condiviso contro le minacce digitali. Ad aprire i lavori intervengono il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale Bruno Frattasi e il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo. La presenza congiunta di questi attori istituzionali evidenzia la dimensione sistemica della minaccia cibernetica, che non riguarda soltanto il contrasto al cybercrime tradizionale ma si intreccia con scenari di conflitto ibrido, sabotaggio infrastrutturale e pressione geopolitica. Il Servizio Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica assume un ruolo centrale nel dibattito, forte di un’esperienza operativa maturata negli anni nel contrasto alle frodi informatiche, agli attacchi ransomware e alle intrusioni contro infrastrutture critiche. L’edizione 2026 concentra l’attenzione sulla necessità di una risposta coordinata tra Stato, imprese strategiche e mondo accademico, in un contesto in cui la linea di demarcazione tra criminalità organizzata e attori statuali si fa sempre più sottile.
Vittorio Pisani: crittografia end-to-end e intelligenza artificiale come nodo strategico
Nel suo intervento, Vittorio Pisani individua due tecnologie che rappresentano al tempo stesso opportunità e criticità per la sicurezza pubblica: la crittografia end-to-end e l’intelligenza artificiale. Sul fronte della crittografia, Pisani evidenzia come numerosi provider esteri offrano sistemi non soggetti alla legislazione italiana. Questo scenario rende più complesse le attività investigative, dalle intercettazioni alle analisi forensi fino ai sequestri probatori. In determinati casi, gli investigatori sono costretti a ricorrere a strumenti invasivi, come malware di Stato, che sollevano interrogativi delicati sul bilanciamento tra sicurezza e tutela della privacy.
Il capo della Polizia sottolinea che la diffusione massiva di comunicazioni cifrate su piattaforme globali può ostacolare le indagini su reti criminali e terroristiche, soprattutto quando le chiavi di cifratura restano fuori dalla giurisdizione nazionale. Il problema non è la tecnologia in sé, ma l’asimmetria normativa che si crea quando infrastrutture critiche della comunicazione sono regolate da ordinamenti differenti. Sul versante dell’intelligenza artificiale, Pisani richiama il ritardo europeo rispetto ai principali attori globali. La maggior parte delle piattaforme AI nasce fuori dall’Unione Europea e opera secondo logiche di mercato e normative diverse. L’Europa tutela maggiormente la privacy e i diritti fondamentali, ma questo approccio può rallentare la capacità di sviluppare tecnologie proprietarie competitive. Il rischio strategico, secondo Pisani, è adottare strumenti avanzati senza una piena comprensione interna dei meccanismi di funzionamento. In uno scenario di tensione geopolitica, tecnologie sviluppate da Paesi non alleati potrebbero essere sfruttate per attività di spionaggio, esfiltrazione di dati o attacchi contro infrastrutture essenziali. Da qui l’appello a un dialogo strutturato tra Stato, università e imprese per favorire lo sviluppo di competenze e soluzioni domestiche.
InfoPol estesa a tutto il personale: comunicazione unificata e controllo interno
Parallelamente a Cybersec2026, la Polizia di Stato estende InfoPol a tutto il personale in servizio e in quiescenza. L’app, sviluppata interamente in house dal settore informatico dell’Ufficio IV Comunicazione istituzionale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, diventa il canale unico per la gestione e la condivisione delle informazioni istituzionali. InfoPol consente di consultare circolari, direttive operative, comunicazioni ufficiali, bandi di concorso, pubblicazioni formative, aggiornamenti normativi e opportunità di mobilità interna. L’app integra anche contenuti relativi a salute, medicina preventiva, benessere psicologico e sicurezza sul lavoro, oltre a informazioni sui prodotti a marchio Polizia.
Vittorio Pisani definisce InfoPol un “moderno ed efficace strumento per la comunicazione interna”, capace di rafforzare il senso di appartenenza attraverso informazioni tempestive e centralizzate. La scelta di uno sviluppo interno garantisce il controllo diretto su infrastruttura, dati e protocolli di sicurezza, evitando dipendenze da piattaforme esterne.
Accesso multi-piattaforma e continuità tra servizio e quiescenza
InfoPol è disponibile su dispositivi Android, iOS e in versione desktop. Il personale in servizio accede tramite credenziali istituzionali, mentre i pensionati utilizzano SPID o Carta d’identità elettronica. Questa doppia modalità consente di mantenere un legame informativo continuo tra chi è attivo e chi ha concluso la carriera, evitando frammentazioni comunicative. L’app ha già superato diverse sperimentazioni operative, tra cui la gestione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, dove ha dimostrato rapidità ed efficacia nella trasmissione di direttive e aggiornamenti. L’estensione a tutto il personale consolida uno strumento che si è rivelato funzionale in contesti ad alta complessità organizzativa.
Una strategia su due fronti tra minacce esterne e coesione interna
Le iniziative del 4 marzo 2026 si integrano in una strategia coerente. Cybersec2026 affronta le minacce esterne legate a cybercrime, conflitti ibridi e innovazione tecnologica globale. InfoPol rafforza invece l’architettura interna dell’Istituzione attraverso un sistema unificato di comunicazione e gestione informativa. Da un lato, la Polizia di Stato invita a vigilare sulle implicazioni di tecnologie sviluppate all’estero che possono incidere sulla sicurezza nazionale. Dall’altro, investe in uno strumento domestico che migliora efficienza operativa, trasparenza interna e senso di comunità professionale. La Scuola Superiore di Polizia diventa così il simbolo di un approccio che combina apertura al confronto internazionale e consolidamento delle strutture interne. La modernizzazione non si limita all’adozione di nuove tecnologie, ma riguarda anche la capacità di governarle e di integrare processi organizzativi più fluidi e sicuri. Il 4 marzo 2026 si configura come una data significativa per la Polizia di Stato. L’Istituzione si muove su due direttrici complementari: rafforzare la difesa cibernetica nazionale e consolidare la propria coesione interna. In un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e trasformazioni tecnologiche accelerate, la sicurezza passa tanto dalla capacità di presidiare le infrastrutture digitali quanto dalla qualità della comunicazione interna.
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