Se pensavate che lo spazio fosse un territorio neutrale o che il fisco europeo si fosse arreso ai giganti del web, il 25 marzo 2026 vi farà cambiare idea. In una mossa che profuma di Guerra Fredda digitale, la Russia ha appena messo in orbita i primi 16 satelliti della costellazione Rassvet, la risposta autarchica a Starlink progettata per garantire internet a banda larga senza dover chiedere il permesso a SpaceX. Contemporaneamente, a terra, la Polonia ha deciso di rompere gli indugi: un disegno di legge lampo per imporre una tassa del 3% sui servizi digitali di colossi come Apple, Meta e Amazon. L’obiettivo? Riprendersi il controllo dei dati nei cieli e dei profitti sulla terra. La sovranità tecnologica non è più un’opzione: è diventata una corsa agli armamenti (e alle imposte).
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La Russia consolida il progetto Rassvet con il primo lancio operativo
La Russia ha lanciato il primo lotto di 16 satelliti operativi per il sistema Rassvet, presentato come risposta diretta alla costellazione Starlink di SpaceX. L’azienda aerospaziale privata Bureau 1440 ha eseguito il lancio il 23 marzo 2026 dal cosmodromo di Plesetsk, nella regione di Arkhangelsk, utilizzando un razzo Soyuz-2.1b. I satelliti hanno raggiunto l’orbita prevista e sono ora sottoposti a verifiche di sistema prima del posizionamento definitivo. Questo passaggio segna il superamento della fase sperimentale, che aveva incluso due lanci di test nel 2023 e nel 2024, e apre la fase di sviluppo del servizio di comunicazione. Bureau 1440 ha descritto l’operazione come un passo concreto verso la fornitura di internet broadband ad alta velocità in territorio russo e, potenzialmente, anche oltre i confini nazionali. Il progetto entra così in una fase operativa molto più visibile.
Il piano russo punta a 172 satelliti entro il 2026
Il programma complessivo della Russia prevede il lancio di 172 satelliti entro la fine del 2026, con ulteriori 10-15 missioni pianificate nel corso dell’anno. L’obiettivo di lungo periodo è arrivare a 900 satelliti entro il 2035 per costruire una copertura globale. Mosca vuole dotarsi di un’infrastruttura autonoma in grado di garantire connettività indipendente da fornitori esteri e di sostenere sia esigenze civili sia potenziali applicazioni militari. Le autorità russe descrivono Rassvet come una costellazione low-Earth orbit destinata a consegnare dati broadband su scala globale. Il progetto assume una valenza strategica in un contesto geopolitico segnato da tensioni internazionali e da una crescente esigenza di ridurre la dipendenza da tecnologie occidentali. La rete satellitare viene quindi presentata come strumento di continuità operativa, resilienza nazionale e controllo dei flussi informativi.
La Russia accelera verso il servizio commerciale nel 2027
Bureau 1440 ha confermato che, dopo questo primo lancio operativo, il sistema Rassvet entrerà nella fase di sviluppo del servizio di comunicazione vero e proprio. L’azienda prevede il passaggio al servizio commerciale nel 2027, una volta raggiunto un numero sufficiente di satelliti in orbita per garantire copertura e capacità trasmissiva adeguate. I 16 satelliti lanciati costituiscono il primo nucleo di una costellazione destinata a crescere rapidamente.

Il progetto assume particolare importanza perché consente alla Russia di mantenere il controllo sui flussi di dati e di ridurre la dipendenza da sistemi sotto giurisdizione straniera come Starlink. Le autorità russe hanno più volte sottolineato che una rete satellitare nazionale è essenziale per la sovranità digitale, per la continuità delle comunicazioni e per il supporto a usi civili e militari. Il calendario fissato mostra che Mosca vuole accelerare senza perdere tempo.
Le implicazioni geopolitiche del lancio russo rafforzano la sovranità spaziale
Il lancio dei 16 satelliti Rassvet rafforza la posizione della Russia nello spazio e nel settore delle telecomunicazioni. La costellazione mira a coprire il vasto territorio nazionale e a fornire servizi internet anche in aree dove le infrastrutture terrestri restano deboli o assenti. In un contesto segnato da sanzioni e restrizioni tecnologiche, questa infrastruttura viene vista come una risposta strategica alla vulnerabilità verso sistemi esterni.

La Russia intende così garantire connettività affidabile a cittadini, imprese e apparati statali, riducendo il rischio di interruzioni dovute a pressioni internazionali. Sebbene Bureau 1440 operi come soggetto privato, il progetto appare sostenuto da una chiara volontà istituzionale. Rassvet potrebbe influenzare gli equilibri nel mercato globale dell’internet satellitare e spingere altri paesi a considerare la costruzione di costellazioni nazionali autonome.
La Polonia introduce una tassa sui servizi digitali fino al 3 per cento
La Polonia ha annunciato l’avvio della stesura di un disegno di legge per imporre una tassa sui servizi digitali fino al 3 per cento sui ricavi generati da determinate piattaforme. Il vice primo ministro e ministro della digitalizzazione Krzysztof Gawkowski ha reso pubblica la decisione il 24 marzo 2026, spiegando che il mercato digitale polacco presenta squilibri competitivi tra aziende nazionali e operatori esteri che monetizzano servizi sul territorio. Secondo il governo, molte imprese polacche pagano imposte locali e risultano quindi svantaggiate rispetto alle grandi piattaforme internazionali. La nuova tassa mira a garantire condizioni concorrenziali più eque, ad aumentare le entrate del bilancio statale e a finanziare lo sviluppo tecnologico del paese. La misura si inserisce in una strategia più ampia con cui Varsavia prova a rafforzare il proprio margine di manovra nel settore digitale.
Apple Alphabet Meta e Amazon rientrano nel perimetro della norma
Il disegno di legge polacco colpisce i ricavi derivanti da pubblicità online mirata, piattaforme che mettono in contatto utenti per acquisti o vendite e attività legate alla vendita di dati degli utenti. La tassa si applica soltanto alle aziende che superano 1 miliardo di euro di ricavi globali e oltre 6,79 milioni di dollari di ricavi annui in Polonia. In questo perimetro rientrano potenzialmente gruppi come Apple, Alphabet, Meta e Amazon. Nel caso di Apple, il riferimento riguarda servizi come App Store, Apple Music, Apple TV+, Apple Books, Apple Podcasts e il business pubblicitario in crescita. Il testo prevede però esenzioni rilevanti per interfacce digitali il cui scopo principale sia la consegna di contenuti di proprietà del fornitore o per i quali il fornitore detenga diritti di distribuzione, oltre che per negozi online in cui il venditore non agisca da intermediario.
La Polonia punta a maggiori entrate per investimenti tecnologici
Il ministro Gawkowski ha spiegato che la tassa sui servizi digitali permetterà di reinvestire nuove risorse nella costruzione del potenziale tecnologico della Polonia. L’obiettivo dichiarato è finanziare digitalizzazione, infrastrutture e innovazione interna senza gravare in modo eccessivo sulle imprese locali. La misura viene presentata come strumento di riequilibrio fiscale e di politica industriale, più che come semplice aumento della pressione tributaria. Secondo le stime preliminari, il provvedimento potrebbe generare entrate importanti per il bilancio statale. La Polonia si inserisce così nel solco di altri paesi europei che hanno tentato strade simili, ma lo fa in un momento particolare, dopo che la Commissione europea ha abbandonato i propri piani per una tassa digitale a livello comunitario. La decisione riapre inevitabilmente il dibattito sui rapporti con gli Stati Uniti, da sempre contrari a misure mirate sui grandi gruppi tech americani.
La tassa polacca definisce criteri precisi e ampie esenzioni
Il disegno di legge specifica con precisione i servizi soggetti a tassazione. Rientrano nel testo la pubblicità online mirata, le piattaforme che collegano utenti per transazioni commerciali e la monetizzazione dei dati personali. La soglia di 1 miliardo di euro di ricavi globali e 6,79 milioni di dollari di ricavi in Polonia serve a colpire soprattutto i grandi player internazionali, lasciando fuori la maggior parte delle imprese locali. Le esenzioni per contenuti proprietari e negozi diretti puntano a proteggere modelli di business specifici e a ridurre il rischio di doppia imposizione. Il ministero della digitalizzazione intende inoltre avviare consultazioni con le parti interessate per perfezionare il testo prima dell’approvazione definitiva. Questo approccio lascia spazio a possibili modifiche, ma conferma la volontà del governo di procedere con un quadro normativo mirato e selettivo.
L’impatto della tassa polacca può cambiare gli equilibri del mercato digitale
La tassa polacca sui servizi digitali crea un precedente rilevante nel panorama europeo e potrebbe influenzare le strategie fiscali di altri stati membri. Aziende come Apple, Alphabet, Meta e Amazon dovranno valutare con attenzione i ricavi generati nel mercato polacco e prepararsi a dichiarare e versare la nuova imposta se il provvedimento verrà approvato. Le esenzioni riducono l’impatto in alcuni segmenti, ma non eliminano il potenziale di contenziosi interpretativi. Dal punto di vista politico ed economico, la misura rafforza la posizione delle imprese polacche sul mercato interno e limita parte del vantaggio competitivo delle piattaforme estere. Varsavia usa questa leva per aumentare le risorse destinate a innovazione e infrastrutture digitali, cercando al tempo stesso di non scoraggiare investimenti internazionali. L’equilibrio tra tutela del mercato interno e apertura agli operatori globali sarà uno degli elementi più delicati da osservare.
Sovranità digitale al centro delle strategie di Russia e Polonia
Sia la Russia sia la Polonia agiscono per rafforzare la propria sovranità digitale in un contesto dominato da tecnologie e aziende straniere. La prima investe in una costellazione satellitare autonoma per garantire connettività indipendente e controllo sui dati. La seconda utilizza lo strumento fiscale per riequilibrare il mercato interno e finanziare la crescita del proprio ecosistema tecnologico. Le due strategie sono diverse, ma convergono sullo stesso obiettivo politico. Queste iniziative riflettono una tendenza più ampia, che coinvolge paesi europei e non solo, a rivendicare maggiore autonomia nel settore digitale e spaziale. La concorrenza tra stati e grandi aziende si lega sempre di più alla capacità di costruire infrastrutture proprie, dettare regole fiscali e ridurre la dipendenza da attori esterni. In questo scenario, connettività satellitare e tassazione dei servizi digitali diventano strumenti di potere.
Prospettive future per Rassvet e per la tassa digitale polacca
Il sistema Rassvet potrebbe entrare in funzione su scala commerciale già nel 2027 e offrire un’alternativa concreta a chi cerca soluzioni sovrane di connettività satellitare. La Polonia, dal canto suo, potrebbe approvare la tassa digitale nei prossimi mesi e iniziare a raccogliere risorse aggiuntive da destinare a progetti di sviluppo tecnologico. Entrambe le misure possono contribuire a ridefinire gli equilibri del settore tech e spaziale. La Russia continuerà a scalare la costellazione con nuovi lanci, mentre la Polonia osserverà l’impatto della misura fiscale sul mercato interno e sulle relazioni internazionali. Per analisti, investitori e operatori del settore, questi due fronti offrono indicazioni chiare su come la geopolitica tecnologica stia cambiando. Il punto comune è uno solo: la competizione globale passa sempre più dalla capacità di controllare infrastrutture, dati e regole.
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