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AGCOM blocca due siti pornografici per mancata verifica dell’età e inaugura l’enforcement del Decreto Caivano

AGCOM ha disposto il blocco di due siti pornografici per mancata verifica della maggiore età, applicando per la prima volta in modo operativo gli strumenti previsti dal Decreto Caivano. Con i provvedimenti adottati nella seduta del 18 marzo 2026, l’Autorità ha ordinato ai prestatori di servizi di mere conduit di impedire l’accesso ai domini www.giochipremium.com e www.hentai-ita.net, entrambi gestiti dalla società italiana Onlab S.R.L.S.. La misura segna un passaggio importante nella regolazione dei contenuti online e conferma che la normativa introdotta nel 2023 è ormai entrata nella sua fase di enforcement concreto. Il cuore del provvedimento riguarda la tutela dei minori. I due siti, secondo quanto accertato dall’Autorità durante le attività di vigilanza, diffondevano contenuti pornografici senza adottare sistemi idonei a verificare che gli utenti avessero almeno diciotto anni. Dopo la contestazione delle violazioni e una diffida formale con termine di venti giorni per adeguarsi, Onlab S.R.L.S. non ha ripristinato condizioni conformi alla legge. Da qui la decisione di procedere con il blocco DNS, misura che rende i siti irraggiungibili dall’Italia fino a quando non saranno rispettati gli obblighi previsti dalla normativa.

AGCOM passa dalla vigilanza ai primi blocchi operativi

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I provvedimenti rappresentano un punto di svolta perché mostrano il passaggio da una fase di definizione delle regole a una fase di applicazione effettiva. Fino a questo momento, il dibattito sulla verifica dell’età online era rimasto in gran parte concentrato sulle linee guida, sui modelli tecnici e sulle implicazioni per privacy e accessibilità. Con le delibere 73/26/CONS e 74/26/CONS, invece, AGCOM dimostra che l’inosservanza degli obblighi può tradursi in conseguenze immediate e tangibili per gli operatori. L’Autorità ha indirizzato gli ordini ai fornitori di accesso alla rete, cioè ai prestatori di servizi di mere conduit, imponendo loro di disabilitare la risoluzione DNS dei due domini. Si tratta di una misura amministrativa mirata, che non interviene direttamente sui server dei gestori ma colpisce la possibilità per gli utenti italiani di raggiungere i siti. È una scelta che rafforza il ruolo di AGCOM come soggetto di vigilanza attiva nel sistema digitale italiano e manda un segnale chiaro all’intero comparto dei contenuti per adulti: le regole sulla protezione dei minori non sono più negoziabili.

Il Decreto Caivano impone la verifica della maggiore età

La base normativa dell’intervento è l’articolo 13-bis del decreto-legge 15 settembre 2023 n. 123, il cosiddetto Decreto Caivano. La disposizione stabilisce che i siti web e le piattaforme di condivisione video che diffondono contenuti pornografici in Italia devono adottare sistemi idonei ad accertare la maggiore età degli utenti. L’obiettivo della norma è impedire ai minori di accedere a materiale esplicitamente destinato a un pubblico adulto, imponendo ai gestori un obbligo di verifica preventiva. La disciplina si applica ai soggetti stabiliti in Italia e, dal 12 novembre 2025, anche ai soggetti stabiliti fuori dall’Unione europea che diffondono questo tipo di contenuti nel territorio nazionale. Il quadro normativo, quindi, è stato pensato per coprire non solo i gestori domestici ma anche gli operatori esteri che raggiungono il pubblico italiano. In questo contesto, il caso di Onlab S.R.L.S. assume un valore simbolico e operativo insieme: è il primo esempio visibile di come il meccanismo sanzionatorio previsto dalla legge possa tradursi in un oscuramento effettivo.

Le linee guida tecniche definiscono gli standard da rispettare

A rendere pienamente applicabile la norma è stata la delibera 96/25/CONS, con cui AGCOM ha approvato le linee guida tecniche e procedurali per l’accertamento della maggiore età. Queste linee guida fissano criteri precisi che i gestori devono rispettare, con particolare attenzione a due profili: la sicurezza del sistema di verifica e la minimizzazione dei dati personali trattati. In altre parole, la verifica deve essere abbastanza solida da impedire l’accesso ai minori ma anche proporzionata, evitando raccolte invasive di informazioni. Questo equilibrio è centrale perché il tema della verifica dell’età tocca contemporaneamente la protezione dei minori, la libertà di accesso ai contenuti leciti per gli adulti e la tutela della riservatezza. Proprio per questo AGCOM ha cercato di standardizzare il processo, così da evitare soluzioni improvvisate o troppo deboli. La mancata adozione di sistemi conformi non è quindi un dettaglio tecnico, ma una violazione diretta sia della legge sia delle regole attuative fissate dall’Autorità.

Onlab era già inserita nella lista dei soggetti obbligati

Un elemento rilevante del caso è che i due siti bloccati figuravano già nella lista pubblicata da AGCOM il 31 ottobre 2025, che individua i soggetti rientranti nell’ambito applicativo dell’articolo 13-bis e della delibera 96/25/CONS. Questo significa che la società Onlab S.R.L.S. era già formalmente individuata come operatore tenuto a conformarsi agli obblighi di verifica dell’età. L’inclusione nella lista pubblica rende ancora più chiaro il quadro della responsabilità. Non si tratta di siti finiti casualmente sotto osservazione o coinvolti in una zona grigia interpretativa. AGCOM aveva già identificato i domini e li aveva inseriti tra quelli soggetti al nuovo regime. Le successive attività di vigilanza hanno poi accertato l’assenza di adeguati meccanismi di controllo dell’età, aprendo il percorso che ha portato prima alla diffida e poi ai blocchi DNS.

La diffida ignorata ha fatto scattare l’oscuramento

La procedura seguita da AGCOM non è stata immediata né automatica. Dopo aver rilevato le violazioni, l’Autorità ha contestato formalmente l’inadempienza e ha diffidato Onlab S.R.L.S. a mettersi in regola entro venti giorni. Questo passaggio è essenziale perché garantisce il rispetto del contraddittorio e offre al soggetto destinatario la possibilità di sanare la propria posizione senza subire subito la misura più invasiva. La società, però, non ha adempiuto entro il termine previsto. L’inottemperanza alla diffida ha così attivato la fase esecutiva, cioè l’ordine rivolto agli ISP di bloccare l’accesso ai due siti. In questa sequenza si vede chiaramente l’impianto della norma: prima il monitoraggio, poi la contestazione, quindi la diffida e infine, in caso di mancato adeguamento, il blocco dell’accesso. È un percorso graduale ma rigoroso, pensato per rendere il sistema sia garantista sia effettivo.

Il blocco DNS diventa lo strumento chiave dell’enforcement

La misura scelta da AGCOM è il blocco DNS, cioè l’interruzione della risoluzione del nome di dominio da parte dei fornitori di accesso italiani. Dal punto di vista pratico, quando un utente prova a raggiungere uno dei siti interessati, il sistema DNS non restituisce più l’indirizzo necessario a collegarsi al server. Il risultato è che il sito appare irraggiungibile dal territorio nazionale. Questo tipo di intervento presenta diversi vantaggi per l’Autorità. È rapido da applicare, è circoscritto ai singoli domini indicati nelle delibere e può essere revocato nel momento in cui il soggetto inadempiente ripristina la conformità. Inoltre, non richiede interventi sui dispositivi degli utenti né un’azione diretta sui contenuti ospitati dai server. Per questo il blocco DNS si sta consolidando come uno strumento amministrativo efficace nei casi in cui la violazione riguarda l’accessibilità di servizi online non conformi.

La decisione di AGCOM manda un segnale a tutto il settore

L’oscuramento di giochipremium.com e hentai-ita.net non riguarda solo due domini specifici. Il valore più forte del provvedimento è il messaggio che invia all’intero settore dei contenuti pornografici e, più in generale, a tutti gli operatori digitali che rientrano in regimi speciali di tutela. AGCOM ha dimostrato che è pronta a usare i poteri conferiti dal legislatore e che il mancato adeguamento alle diffide non resta senza conseguenze.

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AGCOM blocca due siti pornografici per mancata verifica dell’età e inaugura l’enforcement del Decreto Caivano 4

Per i gestori di siti pornografici, questo significa dover accelerare sull’adozione di sistemi di age verification conformi alle linee guida. Per gli operatori di rete, invece, si conferma il ruolo esecutivo nell’attuazione delle misure amministrative. Per il mercato, infine, si apre una nuova fase in cui la regolazione italiana entra più decisamente nella vita concreta delle piattaforme e dei servizi digitali.

La tutela dei minori diventa un terreno di enforcement reale

Con questi primi blocchi, AGCOM rafforza il proprio profilo di autorità di garanzia anche sul versante della protezione dei minori online. Il tema non è più soltanto culturale o politico, ma diventa pienamente operativo. La tutela dei minori, nel contesto digitale, passa ora anche attraverso ordini tecnici precisi, scadenze di adeguamento e misure di disabilitazione dell’accesso in rete. La seduta del 18 marzo 2026 segna dunque un passaggio importante nella regolazione italiana di internet. Il Decreto Caivano entra in una fase nuova, in cui la mancata verifica dell’età non comporta solo richiami o raccomandazioni, ma può portare all’esclusione dal mercato italiano. È probabile che questi primi due casi non restino isolati. Dopo il precedente creato con Onlab S.R.L.S., tutti i soggetti già inclusi nella lista ufficiale di AGCOM sanno che il percorso “contestazione, diffida, blocco” è ormai pienamente attivo. E questo, per il settore dei contenuti per adulti, cambia radicalmente il quadro.

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