Un nuovo studio della Iowa State University analizza come il linguaggio utilizzato nei media possa influenzare la percezione dell’intelligenza artificiale. I ricercatori evidenziano che l’uso di verbi mentali associati a sistemi come ChatGPT resta limitato nella scrittura giornalistica, ma può comunque suggerire caratteristiche umane inesistenti. Questa dinamica rischia di attribuire un’apparente “coscienza” ai sistemi AI e di distorcere la comprensione pubblica. Lo studio apre un dibattito sulla responsabilità del linguaggio nella comunicazione tecnologica.
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Iowa State University analizza verbi mentali associati all’intelligenza artificiale
Il team guidato da Jo Mackiewicz e Jeanine Aune esamina un corpus di oltre 20 miliardi di parole provenienti da articoli di news in lingua inglese. L’analisi si concentra su verbi mentali come “pensa”, “sa”, “capisce” e “ricorda” utilizzati in relazione a termini come AI e ChatGPT. I risultati mostrano che questi verbi compaiono raramente nella scrittura professionale. Questo dato contrasta con il linguaggio quotidiano, dove l’antropomorfismo è molto più diffuso.
Linguaggio giornalistico mantiene approccio tecnico e neutro sull’IA
Tra i verbi analizzati, “needs” risulta il più frequente quando associato all’intelligenza artificiale. Tuttavia, il suo uso rimane prevalentemente tecnico e descrive requisiti operativi come dati, risorse o supporto umano. Questo tipo di linguaggio non implica intenzionalità o consapevolezza. Anche nel caso di ChatGPT, l’uso di verbi come “knows” appare limitato e inserito in contesti controllati. Il risultato è una comunicazione che tende a evitare eccessi antropomorfici.
Antropomorfismo nell’IA si sviluppa su uno spettro di intensità
I ricercatori sottolineano che l’antropomorfismo non è un fenomeno binario ma graduale. Alcune espressioni restano completamente neutrali e attribuiscono le azioni agli sviluppatori o ai sistemi tecnici. Altre formulazioni, meno frequenti, suggeriscono caratteristiche più vicine all’esperienza umana, come comprensione o giudizio. Il contesto gioca un ruolo decisivo nel determinare il livello di antropomorfismo percepito.
Linguaggio influenza percezione pubblica dell’intelligenza artificiale
Le parole utilizzate nei media contribuiscono a modellare le aspettative del pubblico. L’attribuzione di verbi mentali può far sembrare i sistemi più autonomi e intelligenti di quanto siano realmente. In realtà, questi modelli operano attraverso elaborazioni statistiche senza coscienza o volontà. Un linguaggio impreciso rischia di creare aspettative irrealistiche e di influenzare il modo in cui le persone interpretano l’AI.
Antropomorfismo rischia di attribuire agentività alle macchine
L’antropomorfismo può portare a confondere il ruolo degli esseri umani e delle macchine. I sistemi di intelligenza artificiale sono progettati, addestrati e controllati da persone, ma il linguaggio può suggerire un’autonomia che non esiste. Questa distorsione riduce la percezione delle responsabilità umane nello sviluppo tecnologico. Il risultato è una visione semplificata e potenzialmente fuorviante dell’IA.
Linee guida editoriali limitano linguaggio antropomorfico nei media
Le linee guida di organizzazioni come Associated Press scoraggiano l’attribuzione di caratteristiche umane all’intelligenza artificiale. Questo approccio contribuisce a mantenere una comunicazione più accurata e responsabile. I giornalisti tendono quindi a utilizzare un linguaggio che descrive l’AI come strumento piuttosto che come entità autonoma.
Ricercatori chiedono maggiore precisione nella comunicazione sull’IA
Lo studio invita i professionisti della comunicazione a riflettere attentamente sulle parole utilizzate. Una descrizione accurata dell’intelligenza artificiale aiuta a mantenere aspettative realistiche e a evitare fraintendimenti. I ricercatori sottolineano l’importanza di evidenziare il ruolo umano dietro i sistemi tecnologici. Questo approccio favorisce una comprensione più equilibrata delle capacità e dei limiti dell’AI.
Linguaggio diventa centrale nella comunicazione tecnologica futura
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale rende sempre più importante il modo in cui viene descritta. Un linguaggio preciso contribuisce a rafforzare la fiducia del pubblico e a evitare interpretazioni distorte. Lo studio dimostra che i media gestiscono già con cautela l’antropomorfismo, ma evidenzia la necessità di ulteriori miglioramenti. La comunicazione tecnologica diventa così un elemento chiave nella relazione tra società e innovazione.
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