Scrap Labs lancia Scrap 1, una stampante 3D metallo LPBF compatta da banco proposta in kit a circa 8.800 euro. Il sistema porta la laser powder bed fusion in laboratori, officine, scuole e piccoli reparti di prototipazione con un volume di stampa di 100×100×100 mm. La tecnologia che finora richiedeva macchine industriali da centinaia di migliaia di euro entra in un formato desktop da 30 chilogrammi.
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Scrap Labs riduce la stampa 3D metallo a formato da banco
Scrap Labs presenta Scrap 1 come una stampante 3D metallo compatta basata su tecnologia LPBF, cioè laser powder bed fusion. Il sistema misura 43×50×57 cm e pesa circa 30 chilogrammi, dimensioni che permettono l’installazione su un banco di lavoro reale senza infrastrutture industriali dedicate. Il volume utile di 100×100×100 mm non punta alla produzione di grandi componenti, ma alla realizzazione di parti funzionali, prototipi metallici, utensili speciali e componenti tecnici in piccoli lotti. La novità è l’accessibilità. La stampa 3D metallo professionale è rimasta per anni confinata in grandi aziende, centri di ricerca e service specializzati, anche a causa di costi d’ingresso molto elevati. Scrap 1 tenta di abbattere questa barriera portando una piattaforma LPBF desktop in spazi più piccoli, con alimentazione standard e consumo ridotto. Per officine, università, maker evoluti e reparti di manutenzione, il salto è significativo: produrre un pezzo metallico non richiede più necessariamente outsourcing, tempi lunghi e investimenti industriali.
Scrap 1 usa LPBF per fondere polveri metalliche con laser compatto
La tecnologia LPBF funziona fondendo strati sottili di polvere metallica tramite un laser ad alta precisione. A differenza delle soluzioni basate su filamenti caricati a metallo o binder jetting, il componente nasce direttamente dalla fusione selettiva della polvere, senza dipendere da un successivo processo di debinding e sinterizzazione per ottenere la parte finale. Questo rende Scrap 1 più vicina alle macchine industriali di additive manufacturing metallico rispetto alle soluzioni economiche che simulano la stampa metallica partendo da materiali compositi. Il sistema lavora con strati da 20 a 100 micrometri e usa uno spot laser di circa 135 micrometri, parametro importante per definire precisione, finitura e controllo geometrico. La piattaforma non promette di sostituire sistemi industriali ad alta produttività, ma mira a rendere accessibile la prototipazione metallica funzionale. In un laboratorio scolastico o universitario, in un’officina motorsport o in uno studio di progettazione, questa differenza può ridurre drasticamente il tempo tra disegno CAD, iterazione e test fisico.
Il formato compatto elimina molte barriere della produzione additiva metallica
Il design di Scrap 1 punta a ridurre le barriere pratiche che normalmente frenano l’adozione della stampa 3D metallo. La macchina funziona con alimentazione monofase 100–240 V e richiede una potenza massima dichiarata di 500 watt, con consumo medio intorno a 250 watt. Questo permette l’uso in ambienti dove non sono disponibili linee trifase o impianti elettrici industriali. Per molte piccole realtà, la possibilità di collegare una macchina LPBF a una presa standard rappresenta già un cambiamento sostanziale.

Il raffreddamento combina sistemi ad aria e liquido, mentre un filtro HEPA gestisce le emissioni di polvere. Questi elementi non eliminano la necessità di procedure corrette nella gestione delle polveri metalliche, ma semplificano l’integrazione rispetto a macchine più grandi. Scrap Labs posiziona quindi Scrap 1 come strumento per spazi di lavoro reali, non come impianto da camera bianca. La filosofia è rendere la produzione metallica additiva abbastanza compatta da entrare nella quotidianità di officine, laboratori e scuole tecniche.
Scrap 1 supporta acciaio rame leghe di nichel e cobalto-cromo
La gamma di materiali supportati rende Scrap 1 interessante per applicazioni pratiche. La macchina lavora con acciaio inossidabile, acciaio per utensili, rame, leghe di nichel e cobalto-cromo, materiali usati in contesti molto diversi. L’acciaio inossidabile è adatto a parti resistenti alla corrosione, supporti, staffe e componenti tecnici. L’acciaio per utensili permette di creare inserti, dime, piccole attrezzature e componenti soggetti a usura. Il rame apre invece applicazioni in dissipazione termica, scambiatori di calore e componenti elettrici.

Le leghe di nichel e cobalto-cromo ampliano il campo verso ambienti ad alta temperatura, parti meccaniche più resistenti e applicazioni biocompatibili o specialistiche. Per una stampante da banco, questa flessibilità è rilevante perché consente di usare la stessa piattaforma per prototipi, riparazioni, micro-produzione e ricerca sui materiali. Scrap Labs punta anche su un workflow aperto, elemento che può favorire sperimentazione con polveri e parametri personalizzati, soprattutto in ambito universitario e nei laboratori di additive manufacturing.
Firmware Klipper e slicer aperti rendono Scrap 1 meno chiusa
Uno degli aspetti più distintivi di Scrap 1 è l’ecosistema aperto. La macchina usa firmware Klipper e supporta software diffusi come PrusaSlicer e OrcaSlicer, oltre allo slicer dedicato ScrapSlicer. Questa scelta la separa dai sistemi industriali più tradizionali, spesso legati a software proprietari, materiali certificati dal produttore e flussi di lavoro molto chiusi. Per utenti esperti, laboratori e maker avanzati, l’apertura diventa un vantaggio perché consente di modificare parametri, testare profili e adattare il processo a esigenze specifiche.
La connettività include Ethernet, Wi-Fi e USB, con controllo tramite dashboard web. Questo permette di gestire la macchina in modo più vicino alle stampanti 3D desktop evolute che agli impianti industriali tradizionali. La facilità d’uso non elimina la complessità della stampa metallo, ma riduce la distanza tra progettista e processo produttivo. Chi ha già esperienza con workflow FDM o resina può trovare un ambiente più familiare, pur entrando in una tecnologia molto più delicata e potente.
Il prezzo da 8.800 euro cambia il confronto con le macchine industriali
Il prezzo è il punto più dirompente. Scrap 1 parte da 9.600 dollari in kit, pari a circa 8.800 euro, con una fascia di ingresso drasticamente inferiore rispetto alle soluzioni LPBF commerciali tradizionali. Dopo la fase founder, il kit sale a circa 14.200 dollari, mentre la versione assemblata e testata parte da 17.990 dollari, cioè circa 16.500 euro. Anche in questa configurazione, il costo resta molto distante dalle macchine industriali entry-level che possono superare ampiamente i 65.000 euro e spesso richiedono ambienti dedicati. Il modello in kit si rivolge a utenti tecnicamente competenti, capaci di assemblare, calibrare e mantenere la macchina. La versione assemblata punta invece a laboratori, scuole e piccole aziende che preferiscono una soluzione più vicina al plug-and-play. I preordini sono già attivi e le consegne sono previste nel 2027. Questa tempistica indica che Scrap 1 non è ancora un prodotto maturo su larga scala, ma il posizionamento economico è sufficiente a cambiare la conversazione sulla stampa 3D metallo accessibile.
Officine e laboratori possono prototipare parti metalliche senza outsourcing
L’impatto più immediato riguarda le realtà che oggi dipendono da fornitori esterni per parti metalliche complesse. Un’officina automotive o motorsport può usare Scrap 1 per produrre supporti, adattatori, staffe leggere, inserti speciali e componenti personalizzati. Un laboratorio universitario può realizzare rapidamente provini, geometrie sperimentali e parti funzionali per ricerca. Una scuola tecnica può mostrare agli studenti la produzione additiva metallica senza accedere a un centro industriale esterno. La riduzione dei tempi è centrale. Un componente che richiede giorni o settimane tramite service esterno può essere prototipato internamente in poche ore o in un ciclo di lavoro più breve. Questo accelera iterazione, test e correzione del progetto. Il volume 100×100×100 mm resta limitato, ma copre molte parti tecniche ad alto valore. Per piccoli produttori e reparti di manutenzione, la possibilità di creare componenti metallici su richiesta può ridurre fermi macchina, costi di magazzino e dipendenza da forniture lente.
La stampa 3D metallo desktop apre nuove applicazioni nella formazione
Nel mondo della formazione, Scrap 1 può avere un impatto rilevante. La stampa 3D metallo è una tecnologia chiave per industria, aerospazio, medicale, energia e automotive, ma gli studenti spesso la incontrano solo in teoria o attraverso visite a impianti specializzati. Una macchina da banco rende possibile portare la tecnologia in laboratori didattici, corsi tecnici e programmi universitari, avvicinando gli studenti a progettazione per additive manufacturing, gestione delle polveri, parametri laser e controllo qualità. La presenza di firmware e slicer aperti aumenta il valore educativo. Gli utenti non sono costretti a interagire con una scatola chiusa, ma possono comprendere come parametri di slicing, spessore degli strati, potenza laser e strategia di scansione influenzano il risultato finale. Questo aspetto rende Scrap 1 utile non solo come macchina produttiva, ma come piattaforma di apprendimento. In un settore dove mancano competenze specializzate, la democratizzazione degli strumenti può accelerare la formazione di tecnici e progettisti.
Scrap 1 resta una promessa da verificare sul campo
Nonostante il potenziale, Scrap 1 dovrà dimostrare sul campo qualità, affidabilità e ripetibilità. La stampa LPBF è una tecnologia complessa: densità del pezzo, porosità, finitura superficiale, gestione termica, sicurezza delle polveri e riproducibilità dei parametri restano aspetti critici. Le macchine industriali costano molto anche perché integrano controllo del processo, camere ottimizzate, certificazioni, gestione atmosfera e validazione dei materiali. Portare tutto questo in un formato desktop è una sfida tecnica importante. Per questo il prezzo basso va letto insieme alla fase di maturazione del prodotto. Scrap Labs promette una piattaforma compatta e accessibile, ma gli utenti professionali dovranno valutare risultati reali, qualità dei pezzi, supporto, ricambi, manutenzione e curva di apprendimento. La macchina può essere rivoluzionaria per prototipazione e sperimentazione, ma non necessariamente sostituire subito impianti industriali certificati per produzioni critiche. Il suo valore iniziale sarà probabilmente maggiore nei contesti dove flessibilità, costo e accesso contano più della certificazione di processo.
Scrap Labs porta la produzione additiva metallica verso un pubblico più ampio
Il debutto di Scrap 1 al RMRRF 2026 indica una direzione chiara: la produzione additiva metallica si sta muovendo verso formati più accessibili. Come accaduto con la stampa 3D polimerica, l’arrivo di macchine più economiche può creare nuove comunità, nuovi casi d’uso e nuove competenze. La differenza è che il metallo comporta rischi e complessità superiori, quindi la democratizzazione deve procedere con attenzione, documentazione chiara e cultura tecnica adeguata. Se Scrap Labs riuscirà a mantenere le promesse su precisione, densità e affidabilità, Scrap 1 potrà diventare uno strumento importante per officine, laboratori, scuole e piccoli produttori. Il valore non sta solo nel prezzo da 8.800 euro, ma nella possibilità di trasformare la stampa 3D metallo da servizio remoto a processo interno. Per molti utenti, il passaggio dal file CAD al componente metallico prodotto sul banco di lavoro può cambiare radicalmente tempi, costi e libertà progettuale.
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