Xiaomi è pronta a calare i suoi assi per il 2026, puntando alla totale indipendenza tecnologica nel segmento ultra-premium e aggredendo la fascia medio-alta del mercato globale. In Cina, il super-flagship Xiaomi 18 Ultra debutterà con il rivoluzionario chip fotografico in-house X-Ring O3 (nome in codice Lhasa), capace di gestire direttamente via hardware lo stacking dei RAW e la riduzione del rumore, ottimizzando così la resa in condizioni di scarsa illuminazione senza dipendere da processori d’immagine esterni. Nel frattempo, in Europa si prepara il lancio della Xiaomi 17T Series. Con prezzi a partire da 749 euro per il modello base e 999 euro per il Pro, la nuova linea offrirà display AMOLED fino a 144 Hz, batterie monstre (fino a 7.000 mAh per il Pro, con supporto alla ricarica wireless), fotocamere principali da 50 megapixel (con sensori Light Fusion) e la potenza dei chip MediaTek Dimensity.
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Xiaomi 18 Ultra introduce X-Ring O3 per imaging fotografico avanzato
Il Xiaomi 18 Ultra si prepara a introdurre una variante dotata del chip proprietario X-Ring O3, una soluzione sviluppata internamente per migliorare l’elaborazione fotografica del flagship. Il componente, indicato con il nome in codice Lhasa, si concentra su due funzioni centrali per la fotografia computazionale: lo stacking dei file RAW e la riduzione del rumore via hardware. Questa scelta consente a Xiaomi di spostare una parte cruciale del processo di imaging fuori dai tradizionali ISP standard, ottenendo maggiore controllo su colori, dettaglio e resa in condizioni di luce complessa. Il modello con X-Ring O3 resta però destinato alla Cina, confermando una strategia di test selettivo prima di un’eventuale espansione futura.
X-Ring O3 riduce la dipendenza dai processori fotografici standard
L’adozione di X-Ring O3 segna un passaggio importante nella strategia tecnologica di Xiaomi, perché riduce la dipendenza da componenti esterni per la gestione dell’immagine. Il chip elabora direttamente i dati fotografici, ottimizzando il flusso tra sensore, memoria e pipeline computazionale. Questa integrazione permette di migliorare la fedeltà cromatica, ridurre gli artefatti nelle scene notturne e accelerare la cattura in modalità burst o video ad alta risoluzione. La CPU viene ridisegnata con core prime fino a 4,05 GHz, mentre la GPU Immortalis-G925 MP16 sale a 1,5 GHz, con un incremento del 25 per cento rispetto alla generazione precedente. La RAM resta a 9.600 MT/s, garantendo banda sufficiente per gestire immagini complesse.
Xiaomi 17T Series arriva in Europa con display AMOLED e batterie maggiorate

La Xiaomi 17T Series debutta sul mercato globale con due modelli pensati per presidiare la fascia medio-alta. Il Xiaomi 17T integra un display AMOLED da 6,59 pollici con refresh rate a 120 Hz, mentre il Xiaomi 17T Pro utilizza un pannello più ampio da 6,83 pollici a 144 Hz. Entrambi puntano su fluidità, autonomia e fotografia, con batterie da 6.500 mAh sul modello base e 7.000 mAh sulla variante Pro. La differenza tra i due dispositivi riguarda soprattutto prestazioni, sensore principale e funzionalità di ricarica, con il modello Pro che aggiunge anche il supporto alla ricarica wireless. Il software di partenza è Android 16, elemento che posiziona la gamma in linea con i dispositivi 2026.
Xiaomi 17T Pro usa Dimensity 9500 e sensore Light Fusion 950

Il comparto hardware della Xiaomi 17T Series conferma una strategia aggressiva. Il Xiaomi 17T adotta il MediaTek Dimensity 8500-Ultra, mentre il Xiaomi 17T Pro sale al Dimensity 9500, offrendo prestazioni più vicine alla fascia flagship. Entrambi i modelli includono 12 GB di RAM, con storage UFS 4.1 da 256 GB sul modello base e da 512 GB sul Pro. La tripla fotocamera posteriore comprende un sensore principale da 50 megapixel, un teleobiettivo da 50 megapixel con zoom ottico 5x e un ultra-grandangolare da 12 megapixel. Il Pro utilizza il sensore Light Fusion 950, mentre la versione standard impiega il Light Fusion 800, mantenendo una differenziazione tecnica chiara tra i due modelli.
Xiaomi fissa prezzi europei da 749 euro per la 17T Series

Il prezzo europeo della Xiaomi 17T Series parte da 749 euro per il modello standard e arriva a 999 euro per il Xiaomi 17T Pro. Il listino segna un aumento di circa 100 euro rispetto alla generazione precedente, ma Xiaomi punta a giustificarlo con display più evoluti, batterie più capienti, sensori fotografici aggiornati e processori MediaTek di nuova generazione. Il modello Pro si posiziona come alternativa ai flagship tradizionali, offrendo zoom ottico 5x, ricarica wireless e storage più ampio. Il 17T standard resta invece la proposta più bilanciata per chi cerca prestazioni elevate senza raggiungere la soglia dei mille euro. La disponibilità globale rafforza la presenza del marchio in Europa.
Xiaomi Holding coordina flagship e fascia media tra Xiaomi Redmi e Poco
La strategia di Xiaomi Holding combina innovazione proprietaria sui flagship e forte competitività sulla fascia medio-alta. Il Xiaomi 18 Ultra con X-Ring O3 rappresenta il laboratorio tecnologico del gruppo, mentre la Xiaomi 17T Series porta specifiche avanzate a un pubblico più ampio. Questo approccio consente di trasferire nel tempo competenze sviluppate sui top di gamma anche verso dispositivi Redmi e Poco, rafforzando l’intero ecosistema. L’integrazione di un chip fotografico in-house dimostra una maggiore maturità industriale e riduce la dipendenza da fornitori esterni. Al tempo stesso, l’uso dei processori Dimensity sulla serie 17T permette di mantenere un equilibrio tra prestazioni, costi e disponibilità globale.
Xiaomi rafforza imaging e autonomia nel mercato smartphone 2026
Le novità introdotte da Xiaomi rispondono a due esigenze centrali del mercato smartphone 2026: imaging più avanzato e autonomia più solida. Il Xiaomi 18 Ultra con X-Ring O3 promette scatti più puliti, elaborazione RAW più efficiente e maggiore controllo sulla pipeline fotografica. La Xiaomi 17T Series offre invece display fluidi, batterie da 6.500 mAh e 7.000 mAh, sensori da 50 megapixel e zoom ottico 5x su entrambi i modelli. Questa combinazione rende la gamma competitiva per utenti interessati a fotografia, gaming leggero, contenuti multimediali e uso quotidiano intensivo. Il rapporto tra prezzo e dotazione resta uno degli elementi più forti della proposta.
X-Ring O3 indica il futuro dei chip proprietari Xiaomi

Il debutto di X-Ring O3 sul Xiaomi 18 Ultra non riguarda solo un singolo smartphone, ma anticipa una direzione industriale più ampia. Xiaomi vuole controllare componenti sempre più strategici dell’esperienza utente, partendo dall’imaging e puntando in prospettiva a una maggiore integrazione tra sensori, software e hardware proprietario. Il precedente X-Ring O1 sul 15S Pro aveva già indicato questa traiettoria, ma la nuova generazione compie un passo più deciso verso l’elaborazione fotografica specializzata. Se i risultati saranno positivi, queste tecnologie potranno arrivare in futuro su altri modelli del gruppo, aumentando la differenziazione rispetto ai concorrenti Android e rafforzando l’identità tecnologica del marchio.
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