Puntuale, non come un attacco informatico.
Mentre AGCOM scopre che Google può decidere il destino dell’informazione italiana con una risposta generata dall’IA, Wired chiude, Fanpage denuncia la crisi del modello digitale e l’Italia continua a parlare di “sovranità” senza possedere infrastrutture, algoritmi o piattaforme.
Nel frattempo Walter Veltroni intervista Claude e il dibattito nazionale sull’intelligenza artificiale si trasforma nell’ennesimo teatro italiano fatto di fascinazione, rendite simboliche e hype mediatico.
Poi arriva Salt Typhoon.
Il gruppo cinese associato al cyber-spionaggio globale entra nelle cronache italiane attraverso l’indagine dell’Antiterrorismo di Roma. Telecomunicazioni, reti pubbliche, apparati Cisco, supply chain e infrastrutture strategiche diventano il vero terreno della nuova guerra invisibile.
Tre storie diverse.
Un solo problema.
L’Italia continua a perdere il controllo delle proprie infrastrutture informative, cognitive e tecnologiche mentre le Big Tech formano università, distribuiscono notizie, costruiscono dipendenza e occupano il dibattito pubblico.
E quando il sistema se ne accorge, il danno è già industriale.
La nuova newsletter di Matrice Digitale racconta perché Google, Claude e Salt Typhoon non siano episodi isolati, ma parti dello stesso collasso.
Saluti dal Dark Web dell’informazione: quello che Google non mostra e YouTube censura.
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