newsletter 24 maggio

L’Italia cyber cambia guida mentre l’AI divide il mondo – NEWSLETTER

Puntuale, non come un attacco informatico.

Questa settimana la newsletter di Matrice Digitale parte da una scena tutta italiana: Bruno Frattasi lascia l’ACN e al suo posto arriva Andrea Quacivi, uomo cresciuto dentro Sogei e dentro la macchina dell’informatica pubblica.

La domanda, però, non è se cambia il nome sulla porta.

La domanda è molto più scomoda: l’Italia ha davvero una cybersicurezza nazionale o ha soltanto una struttura che prova a coordinare dipendenze, fornitori, cloud, obblighi europei e fragilità pubbliche?

Perché il punto non è celebrare il cambio di guida. Il punto è capire se l’ACN sarà finalmente una macchina capace di incidere sui sistemi reali o resterà l’ennesimo luogo dove si produce linguaggio istituzionale mentre la sicurezza vera dipende da piattaforme, contratti e infrastrutture che non controlliamo fino in fondo.

Poi c’è il secondo pezzo della frattura: l’intelligenza artificiale divide il mondo.

Da una parte ci sono Stati, hyperscaler, cloud provider, difesa, big tech e aziende che si contendono il silicio migliore, i data center, le API vere, i chip più potenti e la capacità computazionale che conta.

Dall’altra ci sono gli utenti, a cui viene venduto il solito racconto: smartphone più intelligenti, notebook più smart, assistenti AI ovunque, servizi miracolosi, automazioni per tutti.

Peccato che la potenza vera non sia nel dispositivo che compriamo.

È nei server di chi ci vende l’accesso.

Il consumatore non riceve più il centro della tecnologia. Riceve il terminale. Riceve l’abbonamento. Riceve la funzione limitata. Riceve la comodità in cambio di dati, dipendenza e controllo dell’ecosistema.

E infine c’è la guerra informativa: Europol colpisce la propaganda digitale dell’IRGC, rimuovendo migliaia di contenuti e mostrando una cosa che molti fanno ancora finta di non capire.

La guerra contemporanea non passa solo da missili, malware e ransomware.

Passa da account social, video, contenuti generati con AI, reti di influenza, piattaforme globali e propaganda costruita per reclutare, radicalizzare e orientare il dibattito pubblico.

Questa newsletter parla di tre cose diverse solo in apparenza.

In realtà parla di una sola questione: chi controlla davvero le infrastrutture del potere digitale?

Perché chi controlla il cyber, controlla la resilienza dello Stato.

Chi controlla il silicio, controlla l’intelligenza artificiale.

Chi controlla la propaganda, controlla il modo in cui le società leggono la realtà.

E chi non controlla nulla, può sempre consolarsi con una bella conferenza sulla trasformazione digitale.

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