MX Linux 25.2 Infinity e Rhino Linux 2026.1 portano il Kernel Linux 7.0 rispettivamente su base Debian 13.5 Trixie e Ubuntu rolling-release con aggiornamenti importanti per installazione, convergenza desktop-mobile e supporto hardware moderno. Le due distribuzioni rafforzano stabilità, sicurezza e usabilità in un momento in cui gli utenti Linux cercano sistemi affidabili ma aggiornati alle ultime tecnologie del kernel. MX Linux introduce un installer completamente rivisto in modalità testo mentre Rhino Linux debutta con la nuova edizione Lomiri sviluppata insieme alla community UBports. Entrambe le release aggiornano stack software, strumenti di sistema e supporto ARM.
Cosa leggere
MX Linux 25.2 Infinity aggiorna Debian 13.5 con kernel Linux 7.0 AHS
MX Linux 25.2 Infinity rappresenta la seconda point release della serie MX Linux 25 e arriva quattro mesi dopo la versione 25.1. La distribuzione resta basata su Debian 13.5 Trixie e continua a puntare su un equilibrio tra semplicità, stabilità e compatibilità hardware. Gli sviluppatori rilasciano immagini ISO dedicate alle edizioni Xfce, KDE Plasma e Fluxbox, oltre alla variante specifica per Raspberry Pi. Le ISO standard utilizzano il Kernel Linux 6.12 LTS, mentre le edizioni AHS Advanced Hardware Support adottano il kernel Liquorix basato su Linux 7.0. Questa distinzione permette agli utenti di scegliere il profilo hardware più adatto, soprattutto su sistemi recenti con GPU e controller moderni. La distribuzione integra aggiornamenti di sicurezza per tutte le vulnerabilità note e aggiorna numerosi strumenti proprietari del progetto MX. Gli utenti che utilizzano già la serie 25 possono passare alla nuova release tramite il classico processo di aggiornamento con apt update e apt full-upgrade. L’ecosistema Debian garantisce continuità e compatibilità software, mentre il kernel aggiornato migliora supporto driver, scheduler e gestione energetica su piattaforme contemporanee.
MX Linux 25.2 Infinity introduce un installer TUI completamente rivisto
La novità principale di MX Linux 25.2 Infinity riguarda il nuovo installer in modalità testo. Gli sviluppatori introducono una interfaccia TUI Text User Interface completamente riprogettata che può essere avviata tramite il comando sudo minstall --tui oppure attraverso minstall-launcher nelle console virtuali. L’interfaccia migliora notevolmente la navigazione da tastiera e rende più semplice la gestione delle partizioni durante l’installazione del sistema operativo. L’installer permette di modificare direttamente il layout dei dischi e introduce una gestione più intelligente della cartella home demo dell’ambiente live. Gli sviluppatori migliorano inoltre il trattamento del parametro live-usb-storage, ora configurabile come opzione facoltativa. Sul piano tecnico arrivano fix per directory locali GRUB corrotte, esclusione automatica delle locale durante grub-install e installazione selettiva delle partizioni ESP GRUB solo quando necessarie. Il nuovo installer applica inoltre i comandi sed esclusivamente su file reali, riducendo il rischio di errori durante le installazioni OEM o automatizzate.
MX Linux 25.2 Infinity migliora rescue e compatibilità hardware legacy
Gli aggiornamenti di MX Linux 25.2 Infinity non si limitano all’installer. Gli sviluppatori aggiornano anche il tool chroot-rescue-scan, che ora gestisce meglio partizioni Btrfs e filesystem crittografati. Questo cambiamento migliora le operazioni di recupero dati e la manutenzione di sistemi danneggiati o non avviabili. La distribuzione aggiunge inoltre nuovi servizi init dedicati alla configurazione live e aggiorna diversi componenti di mx-tools. Particolare attenzione arriva al supporto delle GPU Intel pre-SandyBridge, ancora diffuse in molti sistemi legacy e notebook datati. L’ambiente live ottiene così maggiore compatibilità grafica e stabilità durante il boot. Queste ottimizzazioni confermano l’approccio pragmatico di MX Linux, che continua a mantenere ottimo supporto sia per hardware moderno sia per macchine meno recenti utilizzate in contesti educational, aziendali o domestici.
Rhino Linux 2026.1 introduce Lomiri e punta sulla convergenza desktop-mobile
Rhino Linux 2026.1 rappresenta il nuovo snapshot stabile della distribuzione Ubuntu-based rolling-release. La release introduce per la prima volta una edizione desktop basata su Lomiri, l’ambiente grafico sviluppato dalla UBports Foundation per Ubuntu Touch. Questo passaggio segna un’evoluzione importante per Rhino Linux, che amplia il proprio focus oltre il classico desktop Linux. Lomiri offre una esperienza convergente capace di adattarsi sia a sistemi desktop x86_64 sia a dispositivi ARM64 e touch-based. L’interfaccia nasce per smartphone e tablet ma viene ora ottimizzata anche per laptop e desktop tradizionali. Gli sviluppatori di Rhino Linux collaborano direttamente con il team UBports per migliorare compatibilità e supporto su hardware generico. La nuova edizione Lomiri si affianca alla variante principale basata su Xfce e amplia significativamente le opzioni disponibili per utenti interessati alla convergenza desktop-mobile.
Rhino Linux 2026.1 aggiorna Linux 7.0 e Pacstall per architetture ARM
Rhino Linux 2026.1 utilizza il Kernel Linux 7.0.9 come versione predefinita sulle immagini generiche x86_64 e AArch64. Le build dedicate a PinePhone, PinePhone Pro e PineTab utilizzano invece il kernel 6.18.32 LTS, mentre le immagini PineTab2 adottano il kernel 6.9. Le release per Raspberry Pi continuano comunque a usare Linux 7.0. Questa segmentazione permette agli sviluppatori di ottimizzare il supporto hardware in base alle differenti piattaforme ARM. Un altro aggiornamento importante riguarda Pacstall, il package manager ispirato ad AUR di Arch Linux. La nuova versione 6.4.x introduce variabili interne come DNUM e CDNUM, nuove opzioni ambientali come PACSTALL_XTRACEFD e PACSTALL_XTRACEFDLOG e migliora il supporto all’esportazione di KVER negli script pre e post-installazione. Queste modifiche rafforzano la flessibilità del sistema di gestione pacchetti e migliorano il workflow degli utenti avanzati e degli sviluppatori.
Rhino Linux 2026.1 mantiene la filosofia rolling-release Ubuntu-based
Uno degli aspetti più interessanti di Rhino Linux 2026.1 resta la filosofia rolling-release. Gli utenti che già utilizzano Rhino Linux non devono reinstallare il sistema operativo né scaricare nuove immagini ISO. Basta aggiornare i repository tramite sudo apt update && sudo apt full-upgrade oppure utilizzare direttamente Pacstall per ricevere gli ultimi pacchetti disponibili. Questo approccio garantisce un flusso continuo di aggiornamenti senza i tradizionali salti di versione tipici delle release fisse. Rhino Linux cerca così di combinare la stabilità dell’ecosistema Ubuntu con una esperienza rolling più vicina ad Arch Linux o openSUSE Tumbleweed. Gli utenti beneficiano di kernel aggiornati, nuove librerie e software recente mantenendo al tempo stesso un ambiente relativamente stabile e semplice da gestire.
MX Linux 25.2 e Rhino Linux 2026.1 mostrano due filosofie Linux differenti
Pur condividendo l’adozione del Kernel Linux 7.0, MX Linux 25.2 Infinity e Rhino Linux 2026.1 rappresentano due approcci molto differenti al desktop Linux. MX Linux resta fortemente ancorata alla filosofia Debian-oriented con grande attenzione a stabilità, compatibilità e semplicità di installazione. Rhino Linux invece punta su aggiornamenti continui, convergenza desktop-mobile e sperimentazione software. MX Linux eccelle soprattutto nella gestione dei sistemi legacy, nel supporto live e negli strumenti di rescue. Rhino Linux si distingue invece per la nuova esperienza convergente Lomiri e per l’integrazione di Pacstall come layer software moderno e flessibile. Entrambe le distribuzioni dimostrano comunque la forte vitalità dell’ecosistema Linux desktop, offrendo alternative concrete agli utenti che cercano controllo, personalizzazione e prestazioni moderne senza dipendere dagli ecosistemi commerciali tradizionali.
Linux 7.0 accelera supporto hardware e modernizzazione delle distribuzioni
L’adozione di Linux 7.0 rappresenta il denominatore comune più importante di queste release. Il nuovo kernel migliora supporto hardware, scheduler, driver grafici, compatibilità ARM e gestione energetica. Le distribuzioni Linux stanno progressivamente integrando queste novità per supportare hardware moderno, notebook ARM, mini PC e piattaforme embedded sempre più diffuse. Per gli utenti desktop il vantaggio immediato riguarda soprattutto GPU aggiornate, Wi-Fi di nuova generazione e ottimizzazioni energetiche sui processori recenti. Gli sviluppatori beneficiano invece di stack kernel più moderni, subsystem aggiornati e migliori strumenti di debugging e virtualizzazione. MX Linux e Rhino Linux mostrano come il kernel Linux continui a rappresentare uno dei principali motori di innovazione dell’intero ecosistema open source.
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