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Indagine sull’IA a scuola! Nel mirino il maxi-esperimento dei Salesiani (e spunta Google)

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa nelle scuole italiane entra ufficialmente nel radar del Garante per la protezione dei dati personali. Con un provvedimento del 3 giugno 2026, l’Autorità ha inviato una richiesta formale di informazioni al Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola, chiedendo chiarimenti su una sperimentazione che coinvolge oltre 1.600 docenti e quasi 29.000 studenti. L’iniziativa, descritta dagli stessi promotori come un modello “organizzato, esteso, misurato e raccontato”, rappresenta uno dei più grandi progetti italiani di integrazione dell’IA generativa nelle attività didattiche e formative. Proprio la sua ampiezza ha spinto il Garante ad avviare un approfondimento istruttorio per verificare il rispetto delle norme previste dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). L’Autorità non parla di violazioni né di sanzioni, ma richiama l’attenzione su un principio fondamentale: quando l’innovazione coinvolge dati personali di migliaia di studenti, molti dei quali minorenni, il rispetto delle garanzie privacy diventa un elemento imprescindibile.

Il Garante avvia un’istruttoria sugli istituti Salesiani

La richiesta inviata al Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola costituisce un atto istruttorio attraverso il quale il Garante privacy esercita i poteri previsti dalla normativa europea e nazionale. L’obiettivo non è contestare il progetto, ma acquisire tutti gli elementi necessari per comprendere come vengono utilizzati gli strumenti di intelligenza artificiale generativa all’interno delle attività educative. Secondo quanto emerso da notizie di stampa, la sperimentazione avrebbe assunto una dimensione significativa sia dal punto di vista numerico sia da quello organizzativo. Per questo motivo l’Autorità ritiene necessario verificare preventivamente il rispetto dei principi di liceità, trasparenza, proporzionalità e minimizzazione dei dati. L’intervento si inserisce in un contesto più ampio nel quale le autorità europee stanno monitorando con crescente attenzione l’introduzione dell’IA in ambiti particolarmente delicati come scuola, sanità e pubblica amministrazione.

Una sperimentazione che coinvolge 29.000 studenti e 1.600 docenti

Il progetto promosso dagli istituti Salesiani rappresenta uno dei più estesi programmi educativi italiani basati sull’utilizzo dell’IA generativa. La sperimentazione interessa oltre 1.600 insegnanti e quasi 29.000 studenti, numeri che trasformano l’iniziativa in un caso di particolare rilevanza nazionale. Proprio la scala del progetto costituisce uno degli elementi che hanno attirato l’attenzione del Garante. Quando il trattamento dei dati personali coinvolge decine di migliaia di persone, l’impatto potenziale sulle libertà e sui diritti degli interessati aumenta in modo significativo. Gli studenti, in particolare, rappresentano una categoria che beneficia di tutele rafforzate nel quadro normativo europeo. Il Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola dovrà quindi chiarire nel dettaglio quali istituti partecipano alla sperimentazione, quali categorie di dati vengono trattate e con quali finalità specifiche vengono utilizzati gli strumenti di intelligenza artificiale.

Il possibile coinvolgimento di Google nella sperimentazione

Tra gli elementi che l’Autorità intende approfondire figura anche il ruolo dei fornitori tecnologici. Diverse ricostruzioni giornalistiche hanno indicato un possibile coinvolgimento di Google all’interno del progetto. Per il Garante privacy, conoscere i soggetti che forniscono le piattaforme di IA generativa è essenziale per valutare correttamente il quadro normativo applicabile. Il ricorso a fornitori esterni implica infatti la necessità di verificare aspetti come la localizzazione dei dati, le modalità di trattamento, eventuali trasferimenti internazionali e le garanzie contrattuali offerte ai titolari del trattamento. Il Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola dovrà indicare con precisione quali tecnologie vengono utilizzate, quali soggetti le forniscono e quali misure siano state adottate per garantire la conformità al GDPR. In un contesto nel quale i modelli generativi vengono spesso sviluppati e gestiti da grandi aziende globali, il tema della governance dei dati assume un’importanza centrale.

La normativa privacy si applica anche alle scuole private

Uno dei passaggi più significativi del provvedimento riguarda il richiamo espresso del Garante al fatto che la normativa sulla protezione dei dati si applica indistintamente a soggetti pubblici e privati. Gli istituti scolastici, indipendentemente dalla loro natura giuridica, sono tenuti a rispettare gli stessi principi quando trattano dati personali nell’erogazione di servizi educativi. Questo significa che l’adozione di strumenti innovativi non può avvenire prescindendo dagli obblighi previsti dal GDPR. Gli istituti coinvolti devono essere in grado di dimostrare che il trattamento dei dati avviene nel rispetto delle finalità dichiarate, che vengono raccolte esclusivamente le informazioni necessarie e che sono state implementate misure tecniche e organizzative adeguate per proteggere studenti e personale scolastico. L’introduzione dell’IA generativa non rappresenta quindi un’eccezione alla disciplina privacy, ma richiede semmai una maggiore attenzione proprio per la complessità delle tecnologie utilizzate.

L’attenzione del Garante sui processi decisionali automatizzati

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Tra i punti richiamati dall’Autorità emerge il tema dei processi decisionali automatizzati, considerati uno degli aspetti più delicati dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il Garante sottolinea che quando un trattamento può produrre effetti significativi sulle persone attraverso meccanismi automatizzati, il livello di rischio aumenta e con esso crescono gli obblighi a carico del titolare del trattamento. Nel contesto scolastico questo tema assume una rilevanza particolare. Sistemi basati sull’IA potrebbero essere utilizzati per supportare attività di valutazione, orientamento, personalizzazione dei percorsi didattici o analisi del rendimento. Sebbene il provvedimento non affermi che tali pratiche siano effettivamente presenti nella sperimentazione Salesiana, il richiamo dell’Autorità evidenzia la necessità di verificare attentamente ogni forma di automazione che possa incidere sugli studenti. Il principio generale resta quello della supervisione umana e della tutela dei diritti fondamentali degli interessati.

Entro 20 giorni dovranno arrivare le risposte richieste

Il Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola dispone di venti giorni per fornire una risposta completa alla richiesta del Garante. L’Autorità chiede chiarimenti su diversi aspetti specifici. Dovranno essere illustrate le valutazioni effettuate prima dell’avvio del progetto, le modalità con cui vengono trattati i dati personali degli studenti e del personale scolastico, l’elenco degli istituti coinvolti, l’identità dei fornitori tecnologici e l’eventuale svolgimento di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati, nota come DPIA. Le informazioni raccolte consentiranno al Garante di verificare il livello di conformità del progetto e di valutare se siano necessari ulteriori approfondimenti. La richiesta assume quindi un ruolo centrale non soltanto per gli istituti Salesiani, ma anche come possibile riferimento per future iniziative analoghe nel settore educativo italiano.

La valutazione d’impatto diventa il nodo centrale dell’istruttoria

Uno degli aspetti più rilevanti dell’intera vicenda riguarda proprio la possibile esistenza di una DPIA, la Data Protection Impact Assessment prevista dal GDPR per trattamenti che presentano rischi elevati per i diritti e le libertà delle persone. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa in un contesto che coinvolge migliaia di studenti rappresenta uno scenario nel quale la valutazione preventiva dei rischi assume un’importanza strategica. Attraverso la DPIA il titolare del trattamento deve identificare le criticità potenziali, analizzare l’impatto delle tecnologie utilizzate e definire le misure necessarie per mitigare i rischi. La presenza di questo documento costituirebbe un elemento importante nella valutazione del progetto da parte dell’Autorità. Al contrario, la sua assenza potrebbe sollevare interrogativi sulla completezza delle verifiche effettuate prima dell’avvio della sperimentazione.

L’IA nelle scuole entra in una fase di verifica regolatoria

L’intervento del Garante privacy rappresenta uno dei primi casi italiani nei quali l’uso strutturato dell’intelligenza artificiale generativa in ambito scolastico viene sottoposto a un esame formale da parte dell’Autorità. Non si tratta di un procedimento sanzionatorio né di una contestazione preventiva, ma di una verifica che riflette l’attenzione crescente verso l’impatto dell’IA sui diritti fondamentali. La scuola costituisce un ambiente particolarmente delicato perché coinvolge minori, personale docente e processi educativi destinati a influenzare la formazione delle nuove generazioni. L’istruttoria aperta nei confronti del Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola potrebbe quindi assumere un valore che va oltre il singolo progetto. Le conclusioni dell’Autorità contribuiranno probabilmente a definire orientamenti e buone pratiche per tutte le istituzioni educative che intendono integrare sistemi di intelligenza artificiale nei propri percorsi didattici. In questo senso, la risposta dei Salesiani entro i prossimi venti giorni sarà osservata con attenzione non soltanto dal Garante, ma dall’intero settore scolastico italiano.

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