Apple prepara un importante aggiornamento hardware per iPhone 18 Pro grazie all’introduzione di un nuovo materiale emissivo OLED che aumenta la luminosità di picco e riduce i consumi energetici del 15%. Le indiscrezioni provenienti dalla Corea descrivono un salto generazionale per il pannello destinato alla gamma Pro, con benefici evidenti soprattutto nell’utilizzo all’aperto e sotto la luce diretta del sole. Parallelamente arrivano smentite dalla filiera produttiva vicina a Foxconn riguardo ai rumor che parlavano di un aumento dello spessore di iPhone 18 Pro Max. L’ottimizzazione interna dei componenti consentirebbe infatti di integrare batterie aggiornate senza modificare il profilo esterno del dispositivo. Nello stesso periodo emergono nuove analisi di iFixit sui cloni cinesi di prodotti Apple e benchmark che vedono Google Chrome superare Safari sui MacBook Pro equipaggiati con processori M-Series.
Cosa leggere
Il nuovo materiale emissivo OLED aumenta luminosità e autonomia
Le fonti coreane descrivono il nuovo pannello di iPhone 18 Pro come uno degli aggiornamenti più rilevanti dell’intera generazione. Apple avrebbe adottato un materiale emissivo OLED completamente nuovo capace di incrementare sensibilmente la luminosità di picco rispetto alle generazioni precedenti. Il miglioramento risulta particolarmente utile in ambienti molto luminosi dove la leggibilità dello schermo rappresenta un fattore critico. Accanto al vantaggio visivo emerge quello energetico. Il nuovo pannello riduce infatti i consumi del 15%, migliorando l’efficienza complessiva senza compromettere la qualità dell’immagine. Apple ottiene così un equilibrio tra prestazioni visive elevate e autonomia superiore, trasformando il display upgrade in uno degli elementi distintivi della futura gamma Pro.
Foxconn smentisce i rumor sull’aumento di spessore di iPhone 18 Pro Max
Le indiscrezioni che nelle ultime settimane parlavano di un iPhone 18 Pro Max più spesso vengono smentite da fonti vicine a Foxconn. Secondo queste informazioni il dispositivo manterrà lo stesso profilo delle generazioni precedenti nonostante l’adozione di batterie aggiornate. Apple avrebbe rivisto la disposizione interna dei componenti per recuperare spazio e migliorare l’integrazione hardware senza modificare l’estetica esterna. La strategia consente di conservare il design attuale evitando cambiamenti strutturali che potrebbero influenzare ergonomia e percezione del prodotto. Gli utenti beneficerebbero quindi di una maggiore efficienza interna senza rinunciare alle dimensioni e alle linee che caratterizzano la serie Pro Max.
iFixit smonta i cloni di Apple Watch Ultra 3 e AirPods

Il team di iFixit ha analizzato alcuni cloni cinesi definiti commercialmente “perfetti” di Apple Watch Ultra 3, AirPods Max 2 e AirPods Pro 3, individuando numerose criticità tecniche e di sicurezza. Le indagini mostrano la presenza di sensori biometrici falsi, componenti non originali e sistemi incapaci di garantire l’affidabilità promessa dai prodotti autentici.

Nei cloni degli auricolari emergono inoltre batterie non isolate e assemblaggi che possono aumentare il rischio di surriscaldamento o malfunzionamenti. Secondo iFixit, dietro un’estetica apparentemente identica ai prodotti Apple si nascondono differenze sostanziali che possono compromettere sia le prestazioni sia la sicurezza degli utenti.
Sensori falsi e batterie non isolate aumentano i rischi per gli utenti

L’analisi dei cloni mette in evidenza problemi concreti. Nel caso di Apple Watch Ultra 3 i sensori biometrici risultano simulati o incapaci di fornire dati attendibili, compromettendo il monitoraggio di attività fisica e parametri legati alla salute. Nei cloni di AirPods Pro 3 e AirPods Max 2 il problema principale riguarda invece la gestione energetica. Le batterie prive di adeguato isolamento e i componenti assemblati in modo approssimativo aumentano il rischio di guasti e comportamenti anomali. Il teardown di iFixit conferma come i prodotti contraffatti possano apparire convincenti all’esterno pur presentando criticità significative all’interno.
Google Chrome supera Safari sui MacBook Pro con chip M-Series
Sul fronte software, Google Chrome registra nuovi record di prestazioni sui MacBook Pro equipaggiati con processori M-Series. La build più recente ottimizzata per Apple Silicon supera Safari nei benchmark dedicati alla navigazione web, dimostrando un vantaggio prestazionale sulle stesse macchine prodotte da Apple.

Google continua così a rafforzare la propria presenza su macOS investendo nell’ottimizzazione specifica per l’architettura proprietaria dei chip Apple. I risultati evidenziano una navigazione più veloce e reattiva, offrendo agli utenti Mac un’alternativa sempre più competitiva rispetto al browser nativo.
Apple tra efficienza hardware, sicurezza e competizione software
Le novità che emergono attorno all’ecosistema Apple delineano un quadro fatto di evoluzione tecnologica e continuità progettuale. iPhone 18 Pro punta su un display OLED più luminoso ed efficiente, mentre iPhone 18 Pro Max conserva il proprio design grazie a una migliore ottimizzazione interna. Sul versante accessori, iFixit mette in guardia contro i rischi dei cloni che imitano prodotti Apple senza rispettarne gli standard qualitativi. Parallelamente Google Chrome dimostra come la competizione software sui Mac resti aperta anche nell’era dei chip M-Series, con prestazioni che superano quelle offerte da Safari sulle stesse piattaforme hardware.
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