La startup cinese Prinano ha annunciato un risultato che potrebbe avere implicazioni importanti per il settore della fotonica e per la strategia di autosufficienza tecnologica della Cina. L’azienda di Hangzhou ha dichiarato di aver validato la produzione di massa di chip fotonici su wafer da 8 pollici utilizzando una tecnologia proprietaria di nanoimprint lithography (NIL) che non richiede l’impiego delle costose macchine DUV ed EUV prodotte da ASML. L’annuncio, pubblicato l’8 giugno 2026 attraverso WeChat, arriva dopo anni di sviluppo interno e segue la consegna, nell’agosto 2025, del primo sistema NIL per semiconduttori realizzato in Cina. Secondo l’azienda, la piattaforma PL-AS vacuum air-cushion nanoimprint lithography è in grado di produrre strutture inferiori ai 10 nanometri, raggiungendo livelli di precisione adeguati per applicazioni fotoniche avanzate e riducendo drasticamente i costi di produzione. In un contesto segnato dalle restrizioni occidentali sull’esportazione di tecnologie avanzate verso Pechino, la mossa assume un significato che va oltre il semplice progresso industriale e si inserisce nel più ampio tentativo della Cina di ridurre la dipendenza da fornitori stranieri nei segmenti strategici della filiera dei semiconduttori.
Cosa leggere
La tecnologia nanoimprint di Prinano sostituisce la litografia tradizionale
Il cuore dell’innovazione sviluppata da Prinano è rappresentato dalla tecnologia proprietaria PL-AS vacuum air-cushion nanoimprint lithography, una variante avanzata della nanoimprint lithography che utilizza un sistema a cuscino d’aria sotto vuoto per distribuire in modo uniforme la pressione sull’intera superficie del wafer. A differenza delle tecniche DUV ed EUV, che utilizzano luce ultravioletta per trasferire pattern su materiali fotosensibili, la nanoimprint realizza fisicamente le strutture desiderate attraverso un processo di stampaggio ad altissima precisione. Il sistema impiega materiali di imprinting a doppio strato sviluppati internamente e permette di creare elementi complessi come guide d’onda, reticoli ottici, anelli risonanti e altre strutture fondamentali per i chip fotonici. Secondo l’azienda, la tecnologia ha raggiunto una risoluzione inferiore ai 10 nanometri, sufficiente per molte applicazioni ottiche avanzate. Il vantaggio principale consiste nell’eliminazione della necessità di apparecchiature litografiche estremamente costose e soggette a restrizioni internazionali. In pratica, Prinano propone una strada alternativa che non tenta di replicare le macchine di ASML, ma aggira completamente il problema utilizzando un paradigma produttivo differente.
Produzione di massa validata su wafer da 8 pollici
L’elemento più rilevante dell’annuncio non riguarda tanto la tecnologia in sé quanto il passaggio dalla sperimentazione alla produzione industriale. Prinano afferma infatti di aver completato con successo la validazione della produzione di massa su wafer da 8 pollici, un traguardo fondamentale per qualsiasi processo destinato a entrare nel mercato dei semiconduttori. L’azienda ha collaborato con Shenzhen Litra Technology per realizzare i wafer e verificare la ripetibilità del processo su scala industriale. In passato molte tecnologie di nanoimprint lithography hanno dimostrato prestazioni eccellenti in laboratorio senza riuscire a superare le sfide legate alla produzione ad alto volume. Difetti, problemi di allineamento, deterioramento dei template e limiti di throughput hanno spesso frenato l’adozione commerciale. Prinano sostiene di aver superato queste criticità almeno nel segmento dei chip fotonici, dimostrando che la tecnologia può essere utilizzata per produzioni reali e non soltanto per ricerca e sviluppo. La validazione industriale rappresenta quindi il passaggio che distingue una promessa tecnologica da una soluzione potenzialmente adottabile dal mercato.
Chip fotonici, lidar e comunicazioni ottiche tra i principali obiettivi

La strategia di Prinano non punta ai processori avanzati destinati all’intelligenza artificiale o ai chip logici di ultima generazione, ma a un settore differente e in rapida crescita: la fotonica integrata. La tecnologia viene infatti proposta per la produzione di dispositivi destinati alle comunicazioni ottiche, ai sistemi lidar, ai sensori avanzati e alle infrastrutture di rete ad alta velocità. In questi ambiti la capacità di creare strutture nanoscalari precise è fondamentale, ma i requisiti produttivi differiscono da quelli dei processori più avanzati. Prinano dichiara compatibilità con materiali come arseniuro di gallio, fosfuro di indio e silicio fotonico, tutti ampiamente utilizzati nei dispositivi ottici moderni. La crescita della domanda di interconnessioni ottiche per data center, sistemi AI e reti 5G e 6G rende questo mercato particolarmente interessante. I chip fotonici rappresentano infatti una delle aree più promettenti per aumentare la velocità di trasmissione dei dati riducendo al tempo stesso consumi energetici e limiti fisici delle tradizionali connessioni elettriche.
Costi ridotti fino a un decimo rispetto alle tecnologie DUV

Uno degli aspetti più pubblicizzati da Prinano riguarda la riduzione dei costi. L’azienda sostiene che la propria tecnologia permetta di abbassare i costi produttivi fino a circa un decimo rispetto ai processi basati sulla litografia DUV tradizionale. Se confermata, una riduzione di questa portata potrebbe avere conseguenze significative sull’economia della produzione fotonica. La diminuzione degli investimenti iniziali rappresenta infatti uno dei principali vantaggi della nanoimprint lithography. Le linee produttive richiedono apparecchiature meno complesse, consumano meno energia e riducono la dipendenza da strumenti che possono costare centinaia di milioni di euro. Tuttavia il dato va interpretato con cautela. Il costo finale di produzione dipende non soltanto dall’attrezzatura utilizzata ma anche da elementi come velocità di lavorazione, tasso di difettosità, durata dei template e resa complessiva del processo. Per questo motivo gli analisti invitano a valutare le affermazioni dell’azienda alla luce di dati operativi più completi che non sono ancora stati resi pubblici.
Il contesto geopolitico favorisce le alternative ad ASML

L’annuncio di Prinano non può essere separato dal contesto geopolitico che ha profondamente trasformato il settore dei semiconduttori negli ultimi anni. Le restrizioni imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati hanno limitato l’accesso della Cina alle tecnologie litografiche più avanzate, in particolare ai sistemi EUV e, progressivamente, anche a parte delle piattaforme DUV prodotte da ASML. Questa situazione ha spinto Pechino a investire massicciamente in percorsi alternativi per ridurre la dipendenza tecnologica dall’estero. In questo scenario la tecnologia di Prinano assume un valore strategico perché non tenta di ottenere le stesse macchine negate dalle restrizioni, ma propone una soluzione diversa per raggiungere risultati simili in specifici segmenti produttivi. La startup si inserisce così accanto ad altre iniziative cinesi orientate a packaging avanzato, architetture innovative e tecnologie di produzione non convenzionali. L’obiettivo non è necessariamente competere direttamente con ASML nei processori di fascia più alta, ma costruire una filiera nazionale capace di operare autonomamente nei settori considerati strategici.
SemiAnalysis invita alla cautela sui risultati dichiarati
Nonostante l’entusiasmo generato dall’annuncio, diversi osservatori mantengono una posizione prudente. Gli analisti di SemiAnalysis sottolineano che il successo commerciale della nanoimprint lithography dipende da una serie di fattori che non possono essere valutati esclusivamente sulla base della risoluzione ottenuta. Parametri come throughput, produzione dei template, integrazione nei processi industriali esistenti e gestione dei difetti saranno determinanti per capire se la tecnologia possa realmente affermarsi su larga scala. Prinano non ha ancora pubblicato dati dettagliati relativi ai volumi produttivi, ai tassi di resa o alle performance economiche delle linee operative. Inoltre, la società concentra la propria attività sui chip fotonici e non ha annunciato piani per competere nel settore dei semiconduttori logici avanzati, dove le tecnologie EUV continuano a rappresentare lo standard industriale. Questo significa che la soluzione proposta deve essere valutata come alternativa specialistica e non come sostituto universale delle piattaforme litografiche occidentali.
Il futuro della fotonica cinese passa anche dalla nanoimprint
Nonostante i limiti evidenziati dagli analisti, il risultato raggiunto da Prinano rappresenta un passaggio significativo per l’industria cinese dei semiconduttori. Dimostrare che una tecnologia di nanoimprint lithography può arrivare alla validazione industriale per chip fotonici significa aprire una nuova strada in un settore dove la domanda continua a crescere rapidamente. Le applicazioni legate all’intelligenza artificiale, alle reti ad altissima velocità, ai sistemi lidar e ai sensori avanzati richiederanno quantità sempre maggiori di componenti ottici integrati. In questo contesto, una soluzione nazionale capace di produrre tali dispositivi senza dipendere da macchinari soggetti a restrizioni internazionali rappresenta un vantaggio strategico importante. ASML rimane il punto di riferimento assoluto per la produzione dei chip più avanzati, ma la comparsa di percorsi alternativi come quello proposto da Prinano dimostra che la competizione tecnologica globale non si gioca soltanto sull’accesso alle macchine più sofisticate, bensì anche sulla capacità di sviluppare approcci radicalmente diversi per risolvere gli stessi problemi produttivi.
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.
Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.









