Netflix continua a investire contemporaneamente nell’innovazione creativa e nell’evoluzione della propria infrastruttura tecnologica. Due recenti iniziative mostrano chiaramente questa strategia. Da una parte il gruppo di ricerca dell’azienda sta sviluppando nuovi modelli di intelligenza artificiale generativa per rendere l’editing video molto più controllabile e utile ai professionisti della produzione audiovisiva. Dall’altra, il colosso dello streaming ha completato una significativa modernizzazione della propria infrastruttura batch adottando Kueue, il sistema di scheduling nativo per Kubernetes, al posto di una piattaforma interna sviluppata anni fa. Sebbene appartengano a mondi differenti, entrambe le iniziative condividono lo stesso obiettivo: fornire strumenti più efficaci a creatori di contenuti e team tecnici, riducendo complessità operative e aumentando precisione, scalabilità e produttività.
Cosa leggere
Netflix vuole rendere l’editing video AI realmente controllabile
Uno dei limiti principali degli attuali sistemi di generazione video basati su AI riguarda la difficoltà di intervenire su elementi specifici senza alterare l’intero contenuto. Nella maggior parte dei casi, quando un utente richiede una modifica, il modello tende a rigenerare grandi porzioni del filmato, introducendo cambiamenti indesiderati che possono compromettere l’identità degli attori, modificare le performance o generare incoerenze fisiche e visive. Netflix sta cercando di superare questo problema sviluppando strumenti che consentano agli artisti di effettuare interventi mirati, preservando integralmente le parti del footage che non devono essere modificate. L’approccio dell’azienda non punta a sostituire il lavoro creativo umano, ma a fornire strumenti più precisi che possano integrarsi nei flussi professionali già esistenti. La ricerca si concentra attualmente su due modelli distinti denominati Vera e VOID, progettati rispettivamente per aggiungere o modificare elementi all’interno di una scena e per rimuovere oggetti mantenendo la coerenza fisica del risultato finale.
Vera utilizza un approccio a strati per preservare il video originale
Il modello Vera rappresenta una delle soluzioni più interessanti sviluppate dai laboratori di ricerca Netflix. Si tratta di un sistema di video diffusion che lavora attraverso una struttura a livelli separati. Invece di rigenerare l’intera scena, Vera crea uno strato dedicato alle modifiche richieste e una relativa maschera alpha, combinando poi il risultato con il video originale. Questo approccio permette di preservare integralmente le aree che non devono essere alterate, limitando l’intervento AI esclusivamente alle regioni interessate dall’editing. L’utente può fornire un filmato sorgente e una descrizione testuale della modifica desiderata, lasciando al modello il compito di generare il contenuto aggiuntivo necessario. Per addestrare Vera, Netflix ha costruito un dataset dedicato composto da circa 486.000 frame provenienti da video reali e sintetici annotati manualmente. Il modello utilizza una sofisticata architettura Mixture-of-Transformers con componenti DiT specializzati per la gestione dei diversi livelli dell’immagine. I test effettuati mostrano che Vera riesce a rispettare con elevata precisione le istruzioni testuali e a preservare il contenuto originale in misura significativamente superiore rispetto alle soluzioni concorrenti.
VOID rimuove oggetti senza compromettere il realismo della scena
Accanto a Vera, Netflix ha sviluppato VOID, un modello specializzato nel video inpainting avanzato. A differenza delle tradizionali tecniche di rimozione che si limitano a coprire un oggetto eliminato, VOID tenta di ricostruire l’intera scena come se quell’elemento non fosse mai esistito. Il sistema affronta il problema considerando anche le interazioni fisiche che l’oggetto aveva con l’ambiente circostante. Se un elemento rimosso generava ombre, riflessi, schizzi d’acqua o influenzava il movimento di altri oggetti, il modello cerca di ricostruire coerentemente tutte queste conseguenze. L’architettura opera attraverso due fasi distinte. Nella prima genera una versione controfattuale del video, immaginando come si sarebbe sviluppata la scena senza l’oggetto da eliminare. Nella seconda esegue un raffinamento del risultato per ridurre artefatti e imperfezioni. Per l’addestramento sono stati utilizzati dati sintetici prodotti tramite il motore Kubric e il dataset HUMOTO, con l’ausilio di quadmask per identificare le regioni coinvolte nell’editing. Nei test effettuati con valutatori umani, VOID è stato preferito in quasi il 65% dei casi grazie alla maggiore consistenza temporale e alla migliore gestione delle dinamiche fisiche.
L’intelligenza artificiale diventa uno strumento per i creatori
La filosofia che emerge dai progetti Vera e VOID è particolarmente significativa. Netflix non sembra interessata a utilizzare l’AI per sostituire il lavoro umano nella produzione audiovisiva, ma piuttosto per aumentare la precisione degli strumenti disponibili agli artisti. Questo approccio si differenzia da molte soluzioni generative attualmente presenti sul mercato, che privilegiano la generazione completa di contenuti rispetto all’editing controllato. La possibilità di modificare singoli elementi mantenendo intatta la performance degli attori e la struttura narrativa originale rappresenta infatti un requisito fondamentale per l’utilizzo professionale dell’AI nelle produzioni cinematografiche e televisive. I risultati ottenuti da Vera e VOID suggeriscono che l’industria stia iniziando a spostare l’attenzione dalla semplice generazione di contenuti verso strumenti più sofisticati, capaci di integrarsi nei processi creativi senza compromettere il controllo artistico.
Netflix abbandona il sistema batch proprietario in favore di Kueue
Sul fronte infrastrutturale, Netflix ha intrapreso una trasformazione altrettanto importante adottando Kueue come piattaforma per la gestione dei workload batch. L’azienda ha deciso di sostituire il proprio sistema proprietario Compute Managed Batch (CMB), sviluppato nel 2018, che nel tempo era diventato sempre più complesso da mantenere ed estendere. Nel corso degli anni l’ecosistema Kubernetes ha introdotto numerose funzionalità avanzate per la gestione delle risorse, rendendo meno conveniente il mantenimento di una soluzione sviluppata internamente. Netflix ha quindi scelto di migrare verso Kueue, un progetto open source progettato specificamente per gestire code, priorità, preemption e allocazione delle risorse nei cluster Kubernetes. La transizione è stata progettata per essere quasi completamente trasparente agli utenti finali, consentendo ai team di aderire al nuovo sistema semplicemente attraverso una configurazione nell’interfaccia di gestione.
Kueue migliora scheduling, preemption e multi-tenancy

L’adozione di Kueue ha portato numerosi vantaggi operativi. Il sistema supporta nativamente meccanismi avanzati di preemption, fair sharing e gestione gerarchica delle risorse, funzionalità che in precedenza richiedevano componenti personalizzati sviluppati internamente da Netflix. L’azienda ha mappato la propria struttura organizzativa sui concetti di Cohort, ClusterQueue e LocalQueue, sfruttando direttamente gli oggetti messi a disposizione da Kueue.

Questo approccio consente una gestione più efficiente della multi-tenancy, permettendo ai diversi team di condividere risorse senza generare fenomeni di starvation o squilibri nell’allocazione della capacità computazionale. Kueue supporta inoltre caratteristiche particolarmente importanti per ambienti su larga scala come all-or-nothing scheduling, gestione della priorità dei workload e topology-aware scheduling, migliorando l’efficienza nell’utilizzo di infrastrutture eterogenee.
Milioni di workload batch vengono ora gestiti in modo nativo
Uno degli aspetti più rilevanti della migrazione riguarda la scala operativa. Netflix gestisce ogni giorno milioni di workload batch utilizzati per elaborazione dati, pipeline interne, attività di machine learning e numerosi altri processi infrastrutturali. La sostituzione di componenti custom con funzionalità native di Kubernetes ha consentito una significativa riduzione della complessità operativa.

Secondo l’azienda, la transizione non ha generato regressioni né nelle prestazioni di throughput né nei tempi di avvio dei workload. Al contrario, l’utilizzo di una piattaforma supportata attivamente dalla community Kubernetes permette di beneficiare più rapidamente delle innovazioni introdotte dall’ecosistema open source, riducendo il costo di manutenzione e aumentando la flessibilità futura dell’infrastruttura.
Netflix unisce innovazione creativa e modernizzazione infrastrutturale
I progetti Vera, VOID e la migrazione verso Kueue evidenziano una caratteristica distintiva della strategia tecnologica di Netflix: l’innovazione non viene limitata al prodotto finale visibile dagli utenti, ma coinvolge contemporaneamente strumenti creativi e infrastrutture backend. Da una parte l’azienda sviluppa modelli AI sempre più sofisticati per supportare registi, editor e artisti nella produzione di contenuti. Dall’altra continua a modernizzare le proprie piattaforme operative adottando tecnologie open source capaci di migliorare scalabilità, affidabilità e gestione delle risorse. Questa doppia direzione suggerisce che il futuro competitivo delle grandi piattaforme media dipenderà sempre più dalla capacità di integrare intelligenza artificiale, cloud computing e strumenti creativi in un ecosistema coerente, dove innovazione artistica ed efficienza infrastrutturale avanzano di pari passo.
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.
Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.









