Huawei ha presentato una serie di iniziative che delineano la propria strategia per la prossima fase della trasformazione digitale globale. Gli annunci spaziano dall’evoluzione delle telecomunicazioni attraverso l’intelligenza artificiale agentica fino alla definizione delle condizioni economiche per il licensing dei brevetti WiFi 7, passando per programmi dedicati allo sviluppo delle competenze AI e riconoscimenti ottenuti in ambito industriale e sanitario. Nel loro insieme queste iniziative mostrano la volontà dell’azienda di consolidare il proprio ruolo nell’economia intelligente, un ecosistema in cui reti avanzate, modelli AI e infrastrutture digitali convergono per supportare nuovi servizi e nuovi modelli di business. La strategia di Huawei punta infatti a integrare connettività, automazione e capacità decisionali distribuite in un unico quadro tecnologico destinato a caratterizzare il prossimo decennio.
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Huawei delinea il futuro delle comunicazioni mobili al MBBF Top Talk Summit
Durante il MBBF Top Talk Summit 2026 organizzato a Shanghai in concomitanza con il MWC Shanghai, Huawei ha illustrato la propria visione per l’evoluzione delle comunicazioni mobili nei prossimi dieci anni. L’evento ha riunito oltre 150 esperti del settore e ha visto la partecipazione di figure chiave dell’azienda come David Wang, Deputy Chairman del Board e Rotating Chairman, e Li Peng, Director del Board e President di ICT Sales & Service. Secondo Huawei, il settore sta entrando nell’era dell’intelligenza diffusa, caratterizzata dall’integrazione tra persone, oggetti connessi e agenti intelligenti. L’azienda ritiene che questa trasformazione richieda progressi coordinati su più livelli. Dal punto di vista infrastrutturale saranno necessarie reti in grado di connettere simultaneamente utenti, dispositivi e sistemi autonomi, insieme a una maggiore integrazione tra reti terrestri e satellitari. Sul piano tecnologico l’AI dovrà essere incorporata direttamente nelle architetture di rete, favorendo la nascita di reti core native AI capaci di supportare servizi sempre più autonomi. Sul fronte commerciale, Huawei ritiene indispensabile sviluppare nuovi modelli economici basati sul valore generato dalle reti intelligenti piuttosto che sulla semplice capacità di trasporto dati. L’obiettivo finale è la costruzione di una Mobile AI City, un ambiente nel quale milioni di agenti intelligenti collaborano in tempo reale all’interno di ecosistemi urbani altamente digitalizzati.
L’Agentverse immaginato da Huawei per il 2035
Uno degli aspetti più ambiziosi della visione presentata da Huawei riguarda il concetto di Agentverse, uno scenario che l’azienda prevede possa emergere entro il 2035. In questo modello, agenti intelligenti, infrastrutture digitali e utenti umani operano all’interno di un ecosistema caratterizzato da integrazione tra mondo fisico e virtuale. Huawei descrive una realtà nella quale la densità degli agenti AI potrebbe superare i dieci milioni per chilometro quadrato nelle aree urbane più avanzate. In tale contesto il traffico di rete diventerebbe sempre più simmetrico tra upload e download, poiché i sistemi intelligenti non si limiterebbero a consumare dati ma produrrebbero continuamente nuove informazioni. Applicazioni di questo tipo potrebbero trovare impiego in ambiti come la gestione delle emergenze, la logistica urbana, l’assistenza clienti e numerosi altri servizi caratterizzati da elevati livelli di automazione. La prospettiva proposta da Huawei evidenzia come il futuro delle telecomunicazioni venga sempre più interpretato come un’infrastruttura capace di sostenere l’operatività di ecosistemi AI distribuiti su larga scala.
Agentic Operations punta a rivoluzionare l’esperienza nelle telecomunicazioni
Un altro annuncio centrale riguarda il concetto di Agentic Operations, presentato durante l’undicesima edizione dell’Operations Transformation Forum di Copenaghen. Attraverso questa iniziativa Huawei propone un modello operativo basato sull’AI agentica capace di accompagnare l’utente lungo l’intero ciclo di relazione con l’operatore telecom. Secondo Eric Yang, President del Carrier Business di Huawei, il sistema è progettato per introdurre livelli di automazione e personalizzazione superiori rispetto agli attuali modelli di customer experience. L’approccio copre quattro fasi fondamentali: Buy, Use, Assure e Retain. Durante la fase di acquisto l’intelligenza artificiale identifica le intenzioni dell’utente e propone offerte mirate. Nella fase di utilizzo monitora costantemente l’esperienza e ottimizza in modo proattivo la qualità del servizio. Durante l’assistenza interviene attraverso modelli predittivi in grado di anticipare problemi e fornire soluzioni prima che il cliente presenti un reclamo. Nella fase di fidelizzazione utilizza modelli di previsione per ridurre il rischio di abbandono e migliorare la retention. Huawei sostiene che questo modello permetta agli operatori di passare da una monetizzazione basata esclusivamente sul traffico a una combinazione di traffico, esperienza e nuovi asset digitali.
I casi concreti di Agentic Operations nelle reti globali
Huawei ha accompagnato la presentazione di Agentic Operations con diversi esempi pratici sviluppati insieme ad operatori internazionali. In Thailandia un operatore ha utilizzato le nuove capacità AI per lanciare un’offerta dedicata a eventi calcistici nell’arco di una sola settimana, attirando circa 420.000 utenti nei tre mesi successivi. A Hong Kong le soluzioni agentiche sono state impiegate per gestire l’esperienza di oltre 110.000 partecipanti durante un grande concerto, contribuendo a migliorare del 33% il livello di soddisfazione dei clienti considerati ad alto valore. In Arabia Saudita l’automazione intelligente ha consentito di risolvere oltre il 99% dei reclami entro 24 ore, con un incremento della soddisfazione del 30%. In Cina, infine, un operatore ha ridotto del 3,8% le perdite economiche associate al fenomeno del churn. Questi risultati vengono utilizzati da Huawei per dimostrare come l’AI agentica possa trasformare le attività operative delle telecomunicazioni, rendendo i servizi più personalizzati e prevedibili.
Huawei e TM Forum definiscono una matrice globale delle competenze AI
Sul fronte della formazione e dello sviluppo professionale, Huawei e TM Forum hanno pubblicato congiuntamente il documento AI Talent and Skill Matrix White Paper, pensato per aiutare le organizzazioni a sviluppare competenze coerenti con le esigenze della trasformazione AI. La matrice proposta è strutturata verticalmente in quattro aree principali: Computing, Models, Applications e Business. Ciascuna area viene poi collegata ai diversi processi aziendali, dalla ricerca e sviluppo fino alle attività operative e commerciali. Nell’ambito Computing vengono incluse le competenze necessarie per progettare, costruire e gestire infrastrutture di calcolo avanzate. L’area Models comprende invece attività legate alla selezione, all’addestramento, al fine-tuning e alla valutazione dei modelli. Applications si concentra sullo sviluppo di applicazioni AI, sistemi RAG e agenti intelligenti, mentre Business copre competenze orientate alla comprensione delle esigenze dei clienti e alla commercializzazione delle soluzioni AI. L’obiettivo dichiarato è aiutare le organizzazioni a identificare rapidamente eventuali carenze di competenze e adattare la struttura organizzativa a modelli di lavoro sempre più orientati alla collaborazione tra persone e lavoratori digitali.
L’AI come forza lavoro digitale secondo Huawei
Uno degli aspetti più interessanti del white paper riguarda l’idea di considerare l’AI come una nuova categoria di lavoratori digitali integrati nei processi aziendali. Secondo Huawei e TM Forum, le organizzazioni dovranno progressivamente abbandonare modelli basati esclusivamente su ruoli statici per adottare strutture più dinamiche fondate su attività e competenze. La matrice delle competenze viene proposta proprio come strumento per facilitare questa transizione. Attraverso una migliore comprensione delle capacità richieste, le aziende possono costruire team più agili e adattabili alle esigenze di un’economia guidata dall’intelligenza artificiale. Il documento include inoltre esempi di operatori internazionali che hanno già utilizzato il framework per pianificare percorsi di formazione e riallocazione delle risorse umane in funzione dei nuovi requisiti imposti dal computing intelligente.
I riconoscimenti dell’ITU premiano le applicazioni AI di Huawei
Huawei ha inoltre ricevuto riconoscimenti dall’International Telecommunication Union (ITU) grazie a una serie di progetti sviluppati insieme a partner industriali, sanitari e accademici. Le iniziative selezionate sono state incluse nel rapporto “AI for Good, Innovate for Impact” del 2025. Tra i partner coinvolti figurano China Huadian Corporation, Guangzhou Automobile Group, Zhongshan Ophthalmic Center, Ruijin Hospital, Yunnan Baiyao Group e MTN. Uno dei progetti più significativi utilizza un Large Model AI per la previsione meteorologica applicata al settore energetico, consentendo analisi quasi diecimila volte più rapide rispetto ai metodi tradizionali e migliorando l’integrazione delle fonti rinnovabili nelle reti elettriche. Nel settore sanitario sono stati sviluppati modelli in grado di raggiungere il 95% di accuratezza nello screening della retinopatia diabetica e sistemi avanzati per la diagnostica patologica.

Altri progetti hanno riguardato la medicina tradizionale cinese, dove l’utilizzo di motori di conoscenza ha accelerato da trenta a cinquanta volte i processi di classificazione delle materie prime. Anche il settore manifatturiero e quello delle telecomunicazioni hanno beneficiato di applicazioni AI capaci di migliorare efficienza operativa, ridurre costi e aumentare la resilienza delle infrastrutture.
Huawei definisce il licensing dei brevetti WiFi 7
L’ultimo annuncio riguarda il programma di licensing per i brevetti essenziali relativi allo standard WiFi 7. Huawei ha stabilito una royalty pari a 0,5 dollari statunitensi per unità destinata ai dispositivi consumer conformi allo standard IEEE 802.11be. Le licenze potranno essere ottenute sia attraverso accordi bilaterali sia tramite patent pool gestiti secondo principi FRAND. La decisione assume particolare importanza poiché Huawei possiede uno dei portafogli di brevetti WiFi 7 più ampi a livello mondiale e ha già concesso licenze per oltre 1,2 miliardi di dispositivi entro la fine del 2024. L’azienda partecipa inoltre come membro fondatore ai programmi Sisvel WiFi 6 e WiFi Multimode, iniziative che puntano a semplificare l’accesso ai brevetti essenziali attraverso modelli di licensing centralizzati. Secondo Alan Fan, Chief Intellectual Property Officer di Huawei, l’obiettivo è creare un equilibrio tra la tutela degli innovatori e la necessità di favorire l’adozione diffusa delle nuove tecnologie wireless.
AI, reti intelligenti e proprietà intellettuale guidano la strategia Huawei
Gli annunci presentati da Huawei delineano una strategia che punta a integrare tre elementi fondamentali: intelligenza artificiale, reti di nuova generazione e gestione della proprietà intellettuale. Da una parte l’azienda promuove modelli operativi basati su agenti intelligenti e competenze AI strutturate, dall’altra continua a investire nello sviluppo di standard tecnologici come il WiFi 7 e nelle infrastrutture che dovranno sostenere la futura economia digitale. Le iniziative presentate tra Shanghai e Copenaghen mostrano come Huawei consideri la convergenza tra telecomunicazioni e AI il principale motore di crescita per il prossimo decennio, con l’obiettivo di costruire ecosistemi capaci di supportare milioni di agenti intelligenti, nuove applicazioni industriali e servizi digitali sempre più autonomi.
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