📌 In Sintesi
- Archinstall 4.4 aggiunge il profilo Niri con DankMaterialShell, supporto Plymouth e nuove opzioni di configurazione del sistema.
- Shelly 2.4.1 introduce networking Happy Eyeballs, validatore di sicurezza ampliato e miglioramenti per AppImage e Flatpak.
- I due aggiornamenti rafforzano l’ecosistema Arch Linux con installazioni più flessibili e una gestione dei pacchetti più sicura.
L’ecosistema Arch Linux continua a evolversi con due aggiornamenti che interessano sia la fase di installazione sia la gestione quotidiana del sistema. Da una parte, Archinstall 4.4 amplia le possibilità dell’installer ufficiale introducendo un nuovo profilo desktop basato su Niri e DankMaterialShell, oltre a numerosi miglioramenti per la configurazione del boot, della rete e della localizzazione. Dall’altra, Shelly 2.4.1, il gestore grafico di pacchetti sviluppato dalla community, rafforza networking, sicurezza e interfaccia utente con una lunga serie di ottimizzazioni dedicate sia agli utenti desktop sia agli amministratori di sistema. Le due release condividono un obiettivo comune: semplificare la gestione di Arch Linux senza rinunciare alla flessibilità che caratterizza la distribuzione, offrendo strumenti più maturi per installazioni moderne, ambienti Wayland e workflow orientati alla sicurezza.
Cosa leggere
Archinstall 4.4 introduce il profilo Niri con DankMaterialShell
La principale novità di Archinstall 4.4 è rappresentata dall’introduzione del nuovo profilo desktop dedicato a Niri, il compositor Wayland che negli ultimi mesi ha attirato l’interesse della comunità Linux grazie al proprio approccio innovativo alla gestione delle finestre. Il nuovo profilo integra direttamente DankMaterialShell, consentendo agli utenti di installare un ambiente completo senza dover intervenire manualmente dopo il primo avvio del sistema. L’integrazione nel flusso dell’installer permette di selezionare il profilo durante la normale configurazione di Arch Linux, rendendo molto più semplice la realizzazione di installazioni moderne basate esclusivamente su Wayland. L’aggiunta conferma l’attenzione del progetto verso gli ambienti desktop emergenti e amplia ulteriormente il numero di configurazioni ufficialmente supportate dall’installer.
Configurazione più semplice con Plymouth, font console e IWD
Oltre al nuovo profilo desktop, Archinstall 4.4 introduce numerosi miglioramenti destinati a rendere più fluida la configurazione iniziale del sistema. Dal menu Locales è ora possibile selezionare direttamente il font della console, che viene impostato automaticamente in funzione della lingua scelta, riducendo gli interventi manuali necessari dopo l’installazione. Arriva inoltre il supporto per Plymouth, che può essere configurato come splash screen di avvio direttamente dalle opzioni dedicate al bootloader. L’installer mostra un messaggio informativo prima dell’attivazione della funzionalità , illustrando eventuali implicazioni della scelta. Sul fronte della rete compare anche la possibilità di utilizzare IWD in modalità standalone, consentendo agli utenti di configurare la connettività wireless senza dipendere da NetworkManager, soluzione particolarmente apprezzata in configurazioni minimali e server.
Installazione più trasparente con riepilogo e condivisione dei log
L’esperienza di installazione viene migliorata anche dal punto di vista operativo. Quando la configurazione risulta completa e valida, Archinstall 4.4 mostra automaticamente un riepilogo dettagliato dell’installazione, utilizzando una codifica cromatica che evidenzia errori, avvisi e configurazioni corrette. Questa visualizzazione permette di verificare rapidamente tutti i parametri prima dell’avvio effettivo dell’installazione, riducendo il rischio di errori. La nuova versione introduce inoltre il comando share-log, che consente di caricare automaticamente il file install.log sul servizio paste.rs, semplificando la condivisione dei log durante richieste di assistenza o attività di debugging. Gli sviluppatori hanno anche rivisto il sistema di logging interno, rendendo i messaggi più leggibili e organizzati.
Migliora anche la gestione di seatd, Wi-Fi e bootloader
Tra gli interventi meno appariscenti ma particolarmente utili figurano diversi miglioramenti alla configurazione del sistema. Quando viene selezionato seatd, l’installer aggiunge automaticamente l’utente al gruppo corretto, evitando problemi di autorizzazione nelle sessioni grafiche. La selezione delle reti Wi-Fi nella TUI risulta più affidabile e intuitiva, mentre la gestione del bootloader è stata raffinata con un migliore supporto alle configurazioni UEFI, a grub-btrfs con UKI e all’installazione di Limine in scenari particolari. L’installer gestisce inoltre in maniera più robusta gli errori relativi a cryptsetup, alla presenza di dischi non rilevati e alle configurazioni di rete incomplete, aumentando la stabilità generale dell’intero processo.
Cutefish viene rimosso mentre Budgie viene aggiornato
La nuova versione dell’installer introduce anche alcune modifiche all’elenco dei profili disponibili. Il desktop Cutefish viene rimosso poiché non più mantenuto attivamente, mentre il profilo Budgie riceve un aggiornamento delle applicazioni predefinite, sostituendo terminale e file manager con software più attuali. Gli sviluppatori aggiungono inoltre una spiegazione dedicata alla mancata inclusione dell’AUR tra le opzioni predefinite dell’installer, illustrando le motivazioni progettuali che hanno portato a mantenere separati i repository ufficiali da quelli gestiti dalla comunità . Archinstall 4.4 sarà integrato nella prossima ISO ufficiale di Arch Linux, prevista per il 1° luglio 2026, ma può essere installato immediatamente tramite pacman, permettendo agli utenti già esistenti di beneficiare subito delle novità .
Shelly 2.4.1 introduce networking Happy Eyeballs
Sul fronte della gestione dei pacchetti, Shelly 2.4.1 concentra gran parte delle novità sul networking. Il client implementa la strategia Happy Eyeballs, tecnica utilizzata per migliorare la velocità e l’affidabilità delle connessioni in ambienti dual-stack IPv4 e IPv6. Il sistema risolve tutti gli indirizzi disponibili per un determinato host e tenta rapidamente connessioni alternative quando una delle reti risulta lenta o non raggiungibile, riducendo i timeout percepiti dagli utenti. Il fallback automatico dopo pochi secondi consente di privilegiare il percorso più efficiente senza attendere il completamento di tutte le connessioni in parallelo. Il risultato è un’esperienza più fluida durante download, aggiornamenti e interrogazioni dei repository.
Il validatore di sicurezza amplia il controllo sugli strumenti esterni
Uno degli aggiornamenti più significativi riguarda il sistema di verifica della sicurezza. Shelly 2.4.1 estende il validatore post-installazione includendo un numero molto più ampio di strumenti che possono scaricare codice o eseguire operazioni di rete. Il controllo riconosce ora utility appartenenti agli ecosistemi JavaScript, Python, Docker, Kubernetes, Rust, Go, Ruby, PHP e JVM, oltre a strumenti di download come curl, wget, aria2c e rsync. Tutti i risultati continuano a confluire nel percorso di revisione dei PKGBUILD, permettendo all’utente di individuare comportamenti potenzialmente rischiosi prima dell’installazione dei pacchetti. L’obiettivo è aumentare la trasparenza durante la compilazione del software e ridurre il rischio derivante da script o dipendenze non verificate.
Polkit e privilegi vengono gestiti in modo più intelligente
La nuova release introduce anche una gestione più raffinata dei privilegi di esecuzione. Shelly è ora in grado di rilevare automaticamente la presenza di Polkit, eseguendo operazioni non privilegiate ogni volta che risulta possibile e richiedendo autorizzazioni amministrative soltanto per le attività realmente necessarie. Una policy dedicata migliora inoltre la presentazione delle finestre di autenticazione, con messaggi più chiari e una migliore integrazione con gli ambienti desktop moderni. Questa separazione tra operazioni privilegiate e non privilegiate riduce la superficie di rischio e rende l’utilizzo quotidiano del gestore di pacchetti più sicuro.
Migliora la gestione di dipendenze, PKGBUILD e CLI
Dal punto di vista funzionale, Shelly 2.4.1 amplia le possibilità offerte sia dall’interfaccia grafica sia dalla riga di comando. Quando una dipendenza virtuale può essere soddisfatta da più provider, il programma permette di scegliere esplicitamente quale pacchetto installare. Il comando query riceve inoltre il parametro –group, che consente di ricercare direttamente i gruppi di pacchetti disponibili. Prosegue anche il refactoring della CLI con una gestione più ordinata della console attraverso ShellyConsoleFactory, mentre il parsing dei PKGBUILD mostra ora correttamente i file sorgente locali. Il gestore segnala inoltre l’esecuzione degli hook di pacman, migliorando la visibilità delle operazioni svolte durante installazioni e aggiornamenti.
L’interfaccia grafica evolve con Flatpak, AppImage e nuove traduzioni
Anche l’interfaccia utente riceve numerosi perfezionamenti. Le viste dedicate agli aggiornamenti e alla gestione dei pacchetti adottano nuovi layout a griglia, accompagnati da una logica di selezione più intuitiva. Arrivano inoltre una nuova schermata introduttiva animata e una vista alternativa dedicata all’installazione dei pacchetti. Migliora il supporto per Flatpak grazie a una gestione più affidabile dei callback di progresso, mentre gli aggiornamenti delle applicazioni AppImage ospitate su Forgejo vengono gestiti correttamente. L’interfaccia mostra ora il conteggio preciso degli aggiornamenti disponibili ed elimina alcuni elementi ormai obsoleti, contribuendo a un’esperienza più pulita. Sul fronte della localizzazione, Shelly 2.4.1 introduce una traduzione italiana completa e aggiorna le versioni in giapponese, francese, tedesco e turco, confermando il contributo sempre più ampio della community internazionale allo sviluppo del progetto.
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