smartphone calo q2 2026

Crollo degli smartphone: spedizioni giù dell’11%. Samsung e Apple volano mentre la crisi delle memorie affossa i brand cinesi

📌 In Sintesi

  • Le spedizioni globali di smartphone diminuiscono dell’11%, raggiungendo il livello più basso per un secondo trimestre dal 2013.
  • Samsung conquista il 24% del mercato, mentre Apple raggiunge il record trimestrale del 20% con spedizioni in crescita del 3%.
  • La scarsità di DRAM e NAND penalizza soprattutto smartphone economici e di fascia media e dovrebbe proseguire nel 2027.

Le stime preliminari di Counterpoint Research indicano che le spedizioni globali di smartphone sono diminuite dell’11% su base annua nel secondo trimestre 2026, scendendo al livello più basso per un Q2 dal 2013. La contrazione non colpisce però tutti allo stesso modo: Samsung torna al primo posto con il 24% del mercato, mentre Apple sale al record trimestrale del 20% e aumenta le consegne del 3%. Sullo sfondo pesa la scarsità di memorie DRAM e NAND, assorbite in misura crescente dai data center per l’intelligenza artificiale e diventate più costose per i produttori di elettronica di consumo.

Il mercato smartphone tocca il minimo per un secondo trimestre dal 2013

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Il calo dell’11% fotografato da Counterpoint riguarda il sell-in globale, cioè i dispositivi spediti ai canali commerciali, ed è attribuito a componenti più costosi, inflazione, costi logistici e domanda debole. Il dato è preliminare e non rappresenta l’unica lettura del trimestre: Omdia, con un proprio modello di rilevazione, ha stimato una flessione del 4%. La distanza dipende da perimetro, fonti di canale e tempi di consolidamento, ma la direzione è comune: il mercato si contrae e la pressione si concentra sui dispositivi meno costosi.

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Crollo degli smartphone: spedizioni giù dell'11%. Samsung e Apple volano mentre la crisi delle memorie affossa i brand cinesi 4

La tendenza era già visibile in Europa, dove Samsung e Apple avevano raggiunto entrambe il 30% nel primo trimestre 2026 mentre i marchi più esposti alla fascia accessibile perdevano terreno. Il Q2 estende questa polarizzazione su scala mondiale.

La crisi DRAM e NAND sposta capacità produttiva verso l’intelligenza artificiale

Il principale fattore industriale è la disponibilità di DRAM e NAND, componenti indispensabili per memoria operativa e archiviazione. I fornitori stanno privilegiando le linee più redditizie legate a HBM, server e acceleratori per i data center IA, riducendo la flessibilità produttiva per le memorie commodity. Questo spostamento aumenta i costi e pesa soprattutto sui modelli entry-level e mid-range, dove RAM e storage incidono maggiormente sulla distinta base. Il fenomeno era già emerso nell’analisi sulla crisi della RAM che minaccia gli smartphone Android e i flagship Ultra e nel quadro dei rincari DRAM legati alla pressione dell’IA sui semiconduttori. Per reagire, i brand possono ridurre capacità, usare piattaforme precedenti, tagliare modelli poco redditizi o aumentare i prezzi, ma tutte queste scelte impoveriscono l’offerta accessibile.

Samsung torna prima grazie a Galaxy S26 e promozioni più aggressive

Samsung ha conquistato il 24% delle spedizioni globali e ha registrato la crescita più forte tra i primi cinque produttori. Il risultato deriva da maggiore disponibilità dei prodotti, promozioni stagionali e rincari più contenuti in mercati strategici come India e Medio Oriente. La serie Galaxy S26, con il modello Ultra sostenuto dalle funzioni di intelligenza artificiale e dal display orientato alla privacy, ha compensato la debolezza dei segmenti economici. La forza di Samsung dipende anche dalla scala industriale: il gruppo opera nei display, nelle memorie e nei semiconduttori e può gestire approvvigionamenti e mix di prodotto con maggiore elasticità rispetto a molti concorrenti Android. In una fase di scarsità, questa capacità consente di concentrare i componenti sui modelli con domanda più stabile e margini superiori. La crescita della quota non significa quindi immunità dalla crisi, ma una migliore capacità di trasformare un mercato più piccolo in vantaggio competitivo.

Apple raggiunge il 20% e protegge la domanda mantenendo invariati i prezzi

Apple ha aumentato le spedizioni del 3% e raggiunto il 20% di quota globale, il livello più alto mai registrato in un secondo trimestre. Secondo Counterpoint, è stata l’unica tra le principali aziende a non aumentare i prezzi, grazie all’approvvigionamento anticipato delle memorie e alla priorità assegnata ai dispositivi della generazione corrente. La serie iPhone 17 ha sostenuto i volumi nei mercati maturi, mentre la Cina è rimasta un punto debole. Il risultato consolida la traiettoria osservata quando Apple aveva superato Samsung nel mercato smartphone del 2025: nei periodi di aumento dei costi, una base di clienti meno sensibile al prezzo e un ecosistema integrato proteggono le vendite premium. Il vantaggio potrebbe ridursi con eventuali rincari futuri, ma nel Q2 la stabilità dei listini ha reso gli iPhone relativamente più competitivi.

Xiaomi, Oppo e Vivo arretrano mentre Google e Huawei crescono

Xiaomi ha chiuso con il 12%, Oppo con l’11% e Vivo con l’8%, ma tutti e tre hanno registrato cali delle spedizioni a doppia cifra. La maggiore dipendenza dai segmenti entry-level e mid-range li espone direttamente all’aumento del costo di memoria e storage, perché anche variazioni limitate della distinta base possono obbligare a scegliere tra margini inferiori e prezzi meno competitivi. Xiaomi ha difeso parzialmente la quota riorganizzando il portafoglio e migliorando il finanziamento ai rivenditori. Fuori dai primi cinque, Google è cresciuta del 16% grazie a Pixel 10 e Pixel 10a, mentre Huawei ha guadagnato il 6% con le serie Mate 80, Nova 15 ed Enjoy 90. Sono progressi da basi più contenute, ma mostrano che software, riconoscibilità del prodotto e controllo dell’ecosistema possono sostenere la domanda anche in un trimestre negativo.

Le spedizioni potrebbero calare del 14% nel 2026

Counterpoint prevede una contrazione di circa il 14% per l’intero 2026 e considera probabile che la scarsità di memoria continui nel 2027. La stima è coerente con IDC, che indica un calo annuale del 13,9% a 1,09 miliardi di unità, il livello più basso dal 2013, con un prezzo medio globale destinato a salire fino a 550 dollari. I produttori reagiranno riducendo i modelli a basso margine, modificando le configurazioni di storage e affidandosi maggiormente a dispositivi ricondizionati o di generazione precedente. Ne deriva un mercato più concentrato, nel quale Samsung e Apple guadagnano peso perché resistono meglio alla contrazione. Per i consumatori significa meno scelta nelle fasce economiche, prezzi medi più alti e cicli di rinnovo più lunghi; per i produttori Android più piccoli, il rischio è perdere spazio nei mercati emergenti mentre l’IA assorbe la capacità industriale necessaria agli smartphone di massa.

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