📌 In Sintesi
- Apple aumenta di 50 centesimi i nuovi abbonamenti mensili AppleCare+ per Mac e iPad, lasciando invariati i contratti già attivi.
- Nel procedimento antitrust del DOJ, Apple ottiene l’accesso potenziale ai documenti di quattordici agenzie federali sulla scelta e sull’uso degli smartphone.
- Gli iPhone finanziati tramite T-Mobile e Verizon vengono ora bloccati sulla rete dell’operatore fino al pagamento completo delle rate.
Apple modifica contemporaneamente prezzi, strategia giudiziaria e condizioni commerciali negli Stati Uniti. L’azienda ha aumentato di 50 centesimi al mese i nuovi piani AppleCare+ destinati a Mac e iPad, ha ottenuto una decisione procedurale favorevole nella causa antitrust promossa dal Dipartimento di Giustizia e ha introdotto il blocco carrier sugli iPhone acquistati a rate attraverso T-Mobile e Verizon. Le tre iniziative non sono direttamente collegate, ma mostrano una gestione più rigida dei ricavi ricorrenti, della difesa legale e dei dispositivi finanziati.
Cosa leggere
AppleCare+ aumenta per i nuovi Mac e iPad
Il rincaro riguarda esclusivamente le nuove sottoscrizioni mensili di AppleCare+ per Mac e iPad. Apple applica un aumento di 50 centesimi, mentre le formule annuali crescono di 5 dollari. I clienti che possiedono già un piano attivo continuano a pagare la tariffa precedente, almeno finché restano valide le condizioni della sottoscrizione esistente. La modifica è stata introdotta senza un annuncio dedicato e diventa visibile soprattutto durante l’acquisto di un nuovo dispositivo o l’attivazione della copertura. L’impatto sul singolo cliente appare limitato, ma l’aumento applicato alla vasta base di nuovi Mac e iPad può produrre entrate ricorrenti significative. Apple aveva già ritoccato i prezzi e la struttura del servizio, come documentato nell’approfondimento sul precedente aumento di AppleCare+ e sulle modifiche ai piani di assistenza. La scelta di proteggere gli abbonati esistenti riduce il rischio di cancellazioni e concentra il rincaro sui clienti che stanno già sostenendo il costo di un nuovo prodotto.
La vittoria contro il DOJ riguarda la discovery, non il merito della causa
La seconda novità arriva dal procedimento antitrust avviato nel 2024 dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro il controllo esercitato da Apple sull’ecosistema iPhone. Il giudice speciale José Linares ha riconosciuto la rilevanza delle richieste con cui Apple cerca documenti presso quattordici agenzie federali, comprese FBI, CIA, NSA, Dipartimento della Difesa, Homeland Security, FTC, NASA e Dipartimento di Stato. La società vuole conoscere come queste istituzioni valutino, acquistino e utilizzino smartphone e dispositivi indossabili, sostenendo che eventuali preferenze per i prodotti Apple possano dipendere da sicurezza, privacy e qualità tecnica anziché da condotte anticoncorrenziali. Si tratta di una vittoria procedurale nella fase di discovery, non di una sentenza che respinge le accuse del DOJ. Il contenzioso resta aperto e affonda le radici nell’azione con cui il governo americano ha contestato ad Apple restrizioni su applicazioni, messaggistica, smartwatch, pagamenti e interoperabilità , ricostruita da Matrice Digitale nell’articolo sul DOJ contro iPhone e Apple Watch.
Le agenzie dovranno motivare il rifiuto dei singoli documenti
Il giudice ha respinto l’obiezione generale secondo cui le richieste sarebbero irrilevanti o eccessivamente onerose. Ha inoltre escluso, in questa fase, un ricorso indistinto al privilegio dei segreti di Stato, perché il governo non avrebbe indicato rischi specifici per informazioni determinate. Apple potrà procedere attraverso richieste di produzione o subpoena, mentre le agenzie manterranno il diritto di trattenere singoli documenti classificati, privilegiati o sensibili. In quel caso dovranno però identificarli in un privilege log e spiegare la ragione dell’esclusione. Eventuali controversie potranno essere sottoposte alla revisione riservata del giudice. Per Apple, i documenti potrebbero sostenere la tesi secondo cui alcune limitazioni dell’iPhone proteggono dispositivi utilizzati anche in contesti governativi ad alta sicurezza. Il DOJ potrebbe invece osservare che la qualità del prodotto non esclude l’esistenza di pratiche capaci di limitare concorrenti e sviluppatori. La battaglia si inserisce nel più ampio confronto giudiziario raccontato nell’analisi sulle pressioni antitrust che coinvolgono Apple, Epic Games e Google.
Gli iPhone finanziati da T-Mobile e Verizon diventano carrier-locked
Dal 15 luglio 2026, gli iPhone acquistati attraverso l’Equipment Installment Plan di T-Mobile o il Device Payment Program di Verizon vengono consegnati con il blocco di rete attivo. Il dispositivo resta vincolato all’operatore fino al pagamento completo del finanziamento, allineando i due carrier alle condizioni già applicate da AT&T. In precedenza, gli iPhone acquistati direttamente attraverso Apple ma finanziati da T-Mobile e Verizon potevano arrivare sbloccati, consentendo di cambiare operatore o utilizzare più liberamente una seconda eSIM.

Secondo la nuova impostazione, Apple e i carrier vogliono impedire che un acquirente sfrutti promozioni e valutazioni trade-in per ottenere un dispositivo scontato, rivenderlo come unlocked e interrompere successivamente i pagamenti. Il blocco riduce però la flessibilità anche per i clienti regolari, soprattutto durante viaggi internazionali o quando desiderano associare temporaneamente una linea di un altro operatore. Il tema è particolarmente rilevante sugli iPhone statunitensi, ormai fortemente dipendenti dalla eSIM, la cui evoluzione era stata analizzata con il passaggio dell’iPhone 15 dalla SIM fisica alle configurazioni digitali.
L’acquisto diretto resta la soluzione per ottenere un iPhone sbloccato
Gli utenti che desiderano un iPhone utilizzabile immediatamente con reti differenti possono continuare ad acquistarlo pagando l’intero prezzo oppure ricorrendo, quando disponibile e compatibile con i requisiti, ad Apple Card Monthly Installments. Il dispositivo finanziato dall’operatore dovrebbe essere sbloccato dopo il saldo completo, secondo le condizioni applicate da ciascun carrier. Nelle prime ore della modifica, alcune pagine del sito Apple avrebbero continuato a mostrare informazioni non uniformi sulla condizione unlocked degli iPhone T-Mobile e Verizon, segnale di un aggiornamento progressivo della documentazione e dei sistemi di vendita. Gli acquirenti devono quindi controllare la voce relativa al blocco operatore prima di completare l’ordine, soprattutto quando intendono usare eSIM internazionali o cambiare rete durante il periodo rateale. La nuova policy rafforza il controllo sui dispositivi non ancora pagati, ma avvicina l’acquisto effettuato tramite Apple Store alle restrizioni tipiche dei negozi degli operatori. Insieme al rincaro AppleCare+ e alla strategia difensiva nel caso DOJ, la decisione mostra un’Apple più attenta a proteggere ricavi, canali commerciali e architettura chiusa dell’ecosistema.
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