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NetworkManager 1.58 e IPFire 2.29 rinnovano rete e DNS su Linux

🐧 Novità principali

  • NetworkManager 1.58 introduce GENEVE, Wi-Fi a 6 GHz, nuovi controlli sui certificati e numerosi miglioramenti per nmtui e nmcli.
  • IPFire Core Update 203 sostituisce Unbound con Knot Resolver, aggiungendo cache persistente, forwarding condizionale e DNS over TLS.
  • I due aggiornamenti modernizzano gestione delle connessioni, sicurezza DNS e amministrazione delle reti Linux enterprise e domestiche.

NetworkManager 1.58 e IPFire 2.29 Core Update 203 intervengono su due componenti centrali delle infrastrutture Linux: gestione delle connessioni e risoluzione DNS. NetworkManager amplia il supporto per reti virtualizzate, Wi-Fi a 6 GHz, VPN e autenticazione 802.1X, migliorando contemporaneamente le interfacce nmtui e nmcli. IPFire compie invece una scelta architetturale più profonda, sostituendo Unbound con Knot Resolver per ottenere maggiore integrazione, cache persistente e funzioni avanzate di forwarding cifrato. I due rilasci rispondono alle esigenze di reti sempre più eterogenee, nelle quali sicurezza, automazione e controllo amministrativo devono convivere con configurazioni semplici.

NetworkManager 1.58 amplia controllo e virtualizzazione

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La nuova versione introduce l’opzione check-connectivity, che permette di disattivare il controllo automatico della connettività soltanto sulle interfacce per le quali risulta inutile o problematico. Il supporto completo a GENEVE amplia invece l’impiego di NetworkManager negli overlay network e negli ambienti virtualizzati, dove questo protocollo incapsula traffico Ethernet sopra reti IP. Il rilascio completa le funzionalità anticipate durante la fase di test di NetworkManager 1.58 insieme a GNOME 51, trasformandole in strumenti disponibili per amministratori e distribuzioni. Sul fronte DHCP, le interfacce che ricevono una Prefix Delegation IPv6 vengono considerate operative anche senza un indirizzo stabile non temporaneo, mentre il client DHCPv4 interno ignora correttamente l’opzione Router quando il lease contiene Classless Static Route, evitando configurazioni di routing contraddittorie.

Certificati, VPN e Wi-Fi ricevono controlli più rigorosi

I plugin VPN possono ora verificare se l’utente possiede realmente i permessi necessari per accedere a certificati e chiavi private. Lo stesso controllo viene applicato alle credenziali 802.1X delle connessioni private, riducendo il rischio che un profilo utilizzi materiale crittografico non accessibile o appartenente a un altro account. Il backend iwd aggiunge il supporto per la banda Wi-Fi a 6 GHz e per la proprietà powersave, mentre le credenziali WPS accettano chiavi PSK esadecimali da 64 caratteri. NetworkManager prepara inoltre la disattivazione predefinita delle vecchie Wireless Extensions, destinate alla completa rimozione in una versione futura. Il cambiamento prosegue la modernizzazione avviata con NetworkManager 1.56 e le sue novità per nmcli e gestione delle reti Linux, spostando il progetto verso driver, API e meccanismi di autenticazione più recenti.

nmtui e nmcli diventano strumenti amministrativi più completi

L’interfaccia testuale nmtui consente ora di configurare tutte le opzioni dei bond, avviare una scansione Wi-Fi su richiesta e condividere le credenziali wireless attraverso un codice QR. La ricerca in stile vim tramite il tasto / velocizza la navigazione, mentre il nuovo pulsante Select semplifica la scelta dei dispositivi durante la creazione dei profili. nmcli mostra la banda utilizzata dagli access point nei risultati della scansione e conserva tra i riavvii lo stato di gestione delle connessioni. L’opzione di build polkit_noauth_group permette inoltre di installare una regola Polkit che autorizza gli amministratori locali a modificare le connessioni di sistema senza inserire ogni volta la password. Questi interventi sviluppano un percorso già visibile in NetworkManager 1.54 con i precedenti miglioramenti a nmtui e rendono la gestione da terminale più vicina alle capacità offerte dalle interfacce grafiche.

IPFire sostituisce Unbound con Knot Resolver

IPFire 2.29 Core Update 203 abbandona Unbound e adotta Knot Resolver come componente centrale per la risoluzione dei nomi. La scelta non deriva da una debolezza strutturale di Unbound, ma dalla maggiore estensibilità e integrazione offerte dal nuovo resolver. Knot supporta DNS over TLS verso i server upstream, cache persistente, stato condiviso tra worker multipli, conditional forwarding, override locali e sincronizzazione con DHCP. La distribuzione aggiunge anche il supporto per encrypted zone data over TLS, rafforzando la riservatezza delle informazioni scambiate durante la risoluzione. L’aggiornamento prosegue l’evoluzione di IPFire 2.29 tra VPN, storage e sicurezza di rete, ma interviene questa volta direttamente su uno dei servizi più critici del firewall, dal quale dipendono navigazione, policy di filtraggio e raggiungibilità dei sistemi interni.

Core Update 203 rafforza sicurezza e piattaforma di rete

IPFire aggiunge il supporto Wi-Fi a 6 GHz, utilizza IMDSv2 per recuperare in modo più sicuro i metadati delle istanze Amazon EC2 e aggiorna il microcodice Intel per mitigare una vulnerabilità nota. sysklogd ascolta ora soltanto su localhost, riducendo l’esposizione del servizio, mentre una nuova icona facilita il download delle configurazioni OpenVPN. I client Roadwarrior con indirizzi statici mostrano inoltre il nome della subnet associata. La release aggiorna componenti centrali come BIND 9.20.23, OpenVPN 2.7.4, Suricata 8.0.6, Samba 4.24.2, Postfix 3.11.3 e Coreutils 9.11. La sostituzione del resolver si collega al lavoro svolto con la Domain Blocklist di IPFire e il passaggio a Linux 6.18, consolidando una piattaforma nella quale DNS, filtraggio e monitoraggio diventano parti coordinate della stessa architettura di sicurezza.

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