🤖 Cosa cambia
- Google riduce del 48% gli episodi di scroll irregolare in Chrome per Android intervenendo sulla gestione degli input e sul compositor grafico.
- Google Home estende a quindici minuti la memoria conversazionale e aggiorna affidabilità, automazioni, serrature e telecamere Nest di ultima generazione.
- Gemini Spark raggiunge più abbonati Google AI Pro, mentre Gemini Live arriva anche su Google Home Mini e Nest Hub di prima generazione.
Google aggiorna contemporaneamente browser, casa intelligente e servizi di intelligenza artificiale. Chrome per Android ha ridotto del 48% gli episodi di scroll irregolare registrati tra il 2023 e il 2026, grazie a modifiche profonde nel percorso che collega il movimento del dito alla generazione del fotogramma. Google Home amplia invece la memoria contestuale di Gemini, migliora telecamere e automazioni e apre il proprio ecosistema a due videocamere economiche Onn vendute da Walmart. Sul fronte AI, Gemini Spark raggiunge un numero maggiore di abbonati Google AI Pro negli Stati Uniti, mentre Gemini Live viene esteso anche ad alcuni smart speaker e display prodotti quasi dieci anni fa.
Cosa leggere
Chrome sposta lo scorrimento verso il processore grafico
Lo scroll jank si manifesta quando Chrome non riesce a presentare in tempo un fotogramma aggiornato con la nuova posizione della pagina, costringendo lo schermo a mostrare per un altro ciclo l’immagine precedente. Su un display a 60 Hz il browser dispone di circa 16,7 millisecondi per elaborare ogni frame, ma la sua architettura multiprocesso deve coordinare browser, renderer, sistema operativo e GPU, aumentando il rischio che un input arrivi in ritardo.

Google ha affrontato il problema con una serie di interventi sviluppati dal 2023, tra cui Input Vizard, che evita il passaggio degli eventi tattili attraverso il thread principale del browser e li inoltra direttamente al compositor della GPU. I controlli dell’interfaccia, compresa la barra degli indirizzi che scompare durante lo scorrimento, vengono ora spostati nel processo Viz senza coinvolgere continuamente il thread principale.

Input Prediction può generare una posizione sintetica quando Android consegna in ritardo il movimento del dito, mentre Input Framer attende brevemente gli eventi mancanti e Direct2Thread elimina passaggi intermedi nella comunicazione tra processi. Google ha inoltre aumentato la priorità dei thread Android responsabili degli input, ottenendo uno scorrimento più uniforme soprattutto sui dispositivi meno potenti. L’intervento completa il lavoro svolto con Chrome 148 su Android e iOS, ma migliora la fluidità senza richiedere nuovi chip o display più veloci.
Google Home ricorda i comandi per quindici minuti
L’aggiornamento di luglio estende a quindici minuti la memoria conversazionale di Gemini for Home, consentendo di impartire un secondo comando senza ripetere stanza, dispositivo o contesto della richiesta precedente. Dopo avere chiesto di accendere le luci della cucina, l’utente può quindi domandare diversi minuti più tardi di ridurne la luminosità senza specificare nuovamente a quali lampade si riferisca. Google Home 4.22 migliora anche il salvataggio delle automazioni, avvisando quando una routine contiene condizioni ma nessun evento capace di avviarla, e rende più precisi i controlli per tende e serramenti intelligenti. Le modifiche alle serrature includono avvisi che ricordano di eliminare manualmente i codici di accesso quando un membro viene rimosso dall’abitazione. Sul fronte video, Google riduce gli errori di riproduzione su iOS, corregge la mancata ripresa dei flussi dopo lo sblocco del telefono e risolve le segnalazioni errate sulla batteria delle telecamere. Il firmware di luglio per Nest Cam Indoor di terza generazione, Nest Cam Outdoor di seconda generazione e Nest Doorbell cablato di terza generazione interviene su disconnessioni, configurazione iniziale, Activity Zones, stato online e applicazione delle impostazioni. L’evoluzione prosegue l’integrazione tra Google Home 3.1, Nest Cam e Gemini, spostando l’assistente da una logica basata su singoli ordini a una gestione più continuativa della casa.
Le videocamere Onn entrano nell’ecosistema Gemini
Google Home amplia anche il supporto hardware accogliendo due telecamere Onn prodotte per Walmart. La Outdoor Camera Plug-In offre video 1080p HDR, protezione IP65, audio bidirezionale e visione notturna a colori con un prezzo inferiore ai 35 dollari. La Outdoor Floodlight Camera Hardwired mantiene le stesse caratteristiche principali e aggiunge un faro da 2.500 lumen, con un prezzo di 77 dollari. Entrambi i dispositivi possono essere gestiti nell’app Google Home e collegati ai servizi Gemini inclusi nell’abbonamento Home Premium, che analizzano gli eventi e producono descrizioni più comprensibili rispetto alle tradizionali notifiche di movimento. L’integrazione abbassa sensibilmente il costo di ingresso rispetto alle Nest Cam, ma introduce una separazione tra hardware economico e servizi AI a pagamento: la telecamera registra e trasmette il video, mentre una parte crescente dell’interpretazione dipende dall’abbonamento cloud. Google prova così ad ampliare la propria piattaforma senza produrre direttamente ogni dispositivo, trasformando Home in un livello comune per videocamere appartenenti a fasce di prezzo differenti. La strategia segue l’espansione già osservata quando Gemini ha iniziato a rinnovare casa intelligente, ricerca e dispositivi Pixel, ma rende ancora più importante verificare politiche di conservazione, accesso ai filmati e dipendenza dai servizi remoti.
Gemini Spark e Live raggiungono più utenti e dispositivi
Google sta distribuendo Gemini Spark a un numero maggiore di abbonati Google AI Pro negli Stati Uniti, dopo una prima fase limitata. Il pacchetto punta a rendere più rapide e sintetiche le risposte nelle attività quotidiane, mantenendo accesso a strumenti e capacità multimodali dell’ecosistema Gemini, ma il rollout resta graduale e non coinvolge ancora tutti i mercati. Parallelamente, Gemini Live arriva su Google Home Mini e Nest Hub di prima generazione, dispositivi progettati prima dell’attuale generazione di modelli conversazionali. Il comando “Hey Google, let’s chat” avvia una conversazione continua nella quale l’utente può interrompere, aggiungere dettagli e modificare la richiesta senza ricominciare da zero. La funzione era già disponibile su Nest Mini, Nest Audio, Nest Hub Max e Google Home Speaker, ma il supporto ai modelli più vecchi mostra che gran parte dell’elaborazione avviene nel cloud e non richiede hardware AI locale particolarmente recente. Il vantaggio consiste nell’estendere la vita operativa di milioni di dispositivi; il limite è una dipendenza ancora maggiore dalla connessione e dai server Google. L’espansione si collega alle funzioni di memoria, Push to Talk e Guided Vision già emerse con Gemini Live e i nuovi controlli conversazionali: Google non sta soltanto aggiornando l’assistente, ma sta trasformando browser, altoparlanti, display e telecamere in terminali differenti dello stesso sistema AI.
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