📌 In Sintesi
- Google dichiara risolto il consumo anomalo in standby su Pixel 9 e Pixel 10 attraverso l’aggiornamento software di luglio.
- Chrome 150 per Android introduce sfondi personalizzati, mentre Google Earth genera rappresentazioni visive dei luoghi attraverso Nano Banana 2.
- Pixel Buds Pro 2 appaiono in una nuova colorazione verde Pine, probabilmente coordinata con la futura gamma Pixel 11.
Google interviene su più componenti del proprio ecosistema, partendo da un problema che da marzo comprometteva l’autonomia di numerosi smartphone Pixel. L’azienda ha dichiarato di avere integrato nell’aggiornamento di luglio una correzione per il consumo anomalo della batteria in standby sui modelli Pixel 9 e Pixel 10, anche se alcune segnalazioni indicano che il malfunzionamento non sarebbe scomparso in ogni configurazione. Parallelamente, Chrome 150 per Android riceve sfondi personalizzati, Google Earth integra la generazione di immagini con Nano Banana 2 e una pagina Amazon rimossa anticipa una nuova variante verde delle Pixel Buds Pro 2, destinata probabilmente ad accompagnare la famiglia Pixel 11.
Cosa leggere
Google corregge il consumo anomalo della batteria sui Pixel
Il problema dell’autonomia era emerso dopo l’aggiornamento Pixel distribuito a marzo 2026 e aveva interessato dispositivi appartenenti a più generazioni, dai Pixel 6 fino ai più recenti Pixel 10. Le segnalazioni descrivevano consumi elevati durante l’inattività, rallentamenti, temperature anomale e, in alcuni casi, blocchi durante l’avvio. L’origine del battery drain sarebbe stata collegata all’impossibilità del processore di raggiungere correttamente lo stato Deep Doze, la modalità attraverso la quale Android riduce al minimo le attività della CPU quando lo schermo è spento e il telefono rimane inutilizzato. Il dispositivo continuava quindi a eseguire operazioni in background, perdendo in alcuni casi quasi il 10% della carica durante la notte. Un account ufficiale Google ha comunicato nell’Issue Tracker che la correzione è stata integrata nell’aggiornamento di luglio per Pixel 9, Pixel 9 Pro, Pixel 9 Pro XL, Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL e Pixel 10a. Pixel 8a e Pixel 9a dovrebbero ricevere l’intervento con l’aggiornamento di settembre, mentre non è ancora stata chiarita la situazione delle serie Pixel 6, Pixel 7 e Pixel 8.

La dichiarazione non chiude completamente il caso, perché alcuni utenti continuano a segnalare consumi anomali anche dopo l’installazione della patch di luglio. La correzione potrebbe quindi riguardare una specifica causa del problema senza eliminare tutti i fenomeni classificati genericamente come battery drain. La questione assume particolare rilevanza alla vigilia della nuova generazione, dopo che Pixel 11 è emerso in nove colorazioni con prezzi e specifiche complete e Google si prepara a concentrare l’attenzione sul lancio del 12 agosto.
Chrome per Android introduce gli sfondi personalizzati
Chrome 150 estende alla versione Android una possibilità già disponibile sul browser desktop e arrivata su iOS nell’aprile 2026: la personalizzazione grafica della pagina visualizzata all’apertura di una nuova scheda. Dal menu principale l’utente può selezionare la voce dedicata alla personalizzazione, caricare un’immagine conservata sul dispositivo oppure scegliere uno dei temi predisposti da Google. Le raccolte comprendono paesaggi, architettura, immagini della Terra, motivi grafici, illustrazioni e gradienti, mentre la sezione Chrome Colors propone nove combinazioni cromatiche basate su tre colori. L’opzione di aggiornamento giornaliero permette inoltre di alternare automaticamente gli sfondi appartenenti alla raccolta selezionata.

La personalizzazione non rimane confinata alla pagina iniziale, perché Chrome adatta parte dell’interfaccia, compreso il selettore delle schede, ai colori dell’immagine scelta. Il tema predefinito continua invece a utilizzare il Dynamic Color derivato dalla configurazione grafica del sistema Android. La funzione viene attivata mediante un aggiornamento lato server e richiede Chrome 150: ciò significa che l’installazione dell’ultima versione del browser non garantisce una disponibilità immediata su ogni dispositivo. Google sta distribuendo l’opzione progressivamente e, quando la voce non appare, l’arresto forzato dell’applicazione può provocare una nuova verifica della configurazione remota. La novità arriva dopo gli interventi con cui Chrome per Android ha ridotto del 48% gli scatti durante lo scorrimento, confermando un ciclo di aggiornamenti concentrato sia sulle prestazioni sia sulla personalizzazione dell’esperienza mobile.
Google Earth trasforma i luoghi reali con Nano Banana 2
Google Earth integra un sistema di generazione delle immagini basato su Nano Banana 2, il modello visivo della famiglia Gemini. La funzione utilizza come riferimento i dati satellitari, le fotografie aeree, le mappe e le ricostruzioni tridimensionali della piattaforma per produrre nuove rappresentazioni visive attraverso un prompt testuale. L’utente può selezionare un luogo reale e chiedere all’intelligenza artificiale di modificarne l’aspetto, immaginare un diverso utilizzo dello spazio oppure rappresentare un’ipotesi progettuale. Una piazza può essere trasformata in un’area pedonale, un quartiere può essere visualizzato con più vegetazione e un edificio storico può diventare il punto di partenza per una ricostruzione illustrata. La funzione non modifica i dati geografici originali, ma crea immagini concettuali separate, utili per comunicazione, istruzione, pianificazione preliminare e sperimentazione creativa. L’integrazione segna un passaggio significativo nell’evoluzione di una piattaforma che, dopo vent’anni di immagini satellitari e ricostruzioni delle trasformazioni urbane, non si limita più a mostrare il territorio esistente ma consente di visualizzare scenari alternativi. Nano Banana 2 è progettato per combinare generazione, modifica e comprensione contestuale delle immagini, mantenendo una maggiore coerenza tra il luogo di partenza e il risultato prodotto. Google aveva già esteso il modello alle applicazioni cloud e agli strumenti per sviluppatori, dopo aver presentato Nano Banana 2 con immagini fino a 4K e tracciabilità C2PA. La nuova funzione viene distribuita a livello globale nella versione web di Google Earth, anche se la disponibilità effettiva può procedere gradualmente in base all’account e alla regione.
Pixel Buds Pro 2 si preparano al colore Pine

Una pagina pubblicata prematuramente su Amazon e successivamente rimossa ha mostrato le Pixel Buds Pro 2 in una nuova tonalità verde scuro, indicata provvisoriamente come Pine. La colorazione riguarderebbe esclusivamente i due auricolari, mentre la custodia di ricarica manterrebbe la finitura bianca Porcelain già utilizzata da Google. La gamma attuale comprende Moonstone, Porcelain, Peony, Wintergreen e Hazel, rendendo Pine una variante più scura e più vicina alla palette prevista per i nuovi smartphone Pixel. La scelta appare collegata alla presentazione della famiglia Pixel 11, attesa il 12 agosto, perché la stessa tonalità verde è comparsa nei render e nelle indiscrezioni relative ai telefoni.

Google ha già adottato questa strategia commerciale coordinando gli accessori audio con gli smartphone, come dimostrato dalle varianti Fog e Berry delle Pixel Buds 2a introdotte insieme ai colori del Pixel 10a. Non risultano modifiche alle specifiche tecniche delle Pixel Buds Pro 2: la nuova versione dovrebbe conservare processore audio, cancellazione attiva del rumore, custodia e autonomia dei modelli già disponibili. Si tratterebbe quindi di un aggiornamento estetico destinato ad ampliare la scelta e a creare una maggiore continuità visiva tra smartphone e accessori. Il nome Pine non è stato ancora confermato ufficialmente e la resa cromatica osservata nelle immagini potrebbe dipendere dall’illuminazione e dalla qualità della schermata acquisita. La comparsa nella distribuzione retail indica tuttavia che il prodotto potrebbe essere già predisposto per il lancio commerciale insieme ai nuovi Pixel.
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