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AGCOM blocca Escort Advisor per mancata verifica dell’età degli utenti

🛡️ Executive Summary

  • Escort Advisor diffonde contenuti per adulti senza avere implementato i sistemi di verifica dell’età richiesti dalla normativa italiana.
  • AGCOM ordina agli operatori italiani il blocco DNS del sito entro due giorni, dopo l’inottemperanza alla precedente diffida.
  • L’accesso resterà disabilitato finché DonTouch SA non adotterà procedure conformi alla delibera 96/25/CONS e al Decreto Caivano.

AGCOM ha ordinato il blocco di Escort Advisor per tutti gli utenti italiani dopo avere accertato la mancata implementazione di sistemi efficaci di verifica dell’età. Il provvedimento, adottato il 7 luglio 2026 e comunicato il 29 luglio, colpisce la società svizzera DonTouch SA, che non ha ottemperato alla diffida dell’Autorità. I fornitori italiani di accesso a Internet dovranno disabilitare il dominio attraverso un blocco DNS entro due giorni dalla notifica. Si tratta del terzo intervento applicativo previsto dal Decreto Caivano contro siti e piattaforme che rendono disponibili contenuti pornografici senza impedire l’accesso ai minori.

Escort Advisor non ha rispettato la diffida di AGCOM

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Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha adottato la delibera 171/26/CONS dopo avere verificato che Escort Advisor continuava a operare in Italia senza un sistema di age verification conforme alle prescrizioni nazionali. Il portale è gestito da DonTouch SA, società con sede in Svizzera e quindi stabilita fuori dall’Unione europea, ma la localizzazione del gestore non esclude l’applicazione delle regole italiane quando il servizio viene rivolto agli utenti presenti nel territorio nazionale. Prima di arrivare al blocco, AGCOM aveva notificato una diffida e fissato un termine entro il quale la società avrebbe dovuto adeguare il servizio. L’assenza di interventi ha fatto scattare la misura esecutiva. Il provvedimento segue la procedura già applicata quando AGCOM ha bloccato i primi due siti pornografici privi di verifica dell’età, trasformando le prescrizioni del Decreto Caivano da obblighi teorici in strumenti concreti di esclusione dal mercato italiano. Escort Advisor potrà tornare accessibile soltanto dopo avere dimostrato il ripristino di condizioni conformi alla diffida e alle specifiche tecniche dell’Autorità.

Il Decreto Caivano impone controlli reali sulla maggiore età

La base giuridica dell’intervento è l’articolo 13-bis del decreto-legge 15 settembre 2023 numero 123, convertito dalla legge 13 novembre 2023 numero 159 e conosciuto come Decreto Caivano. La disposizione obbliga i siti web e le piattaforme di condivisione video che diffondono immagini e filmati pornografici in Italia ad adottare strumenti capaci di verificare che gli utenti abbiano compiuto diciotto anni. Non è sufficiente mostrare un avviso, inserire una casella da selezionare o chiedere all’utente di dichiararsi maggiorenne. Il controllo deve essere effettivo e rispettare i criteri tecnici e procedurali stabiliti da AGCOM con la delibera 96/25/CONS del maggio 2025. La disciplina cerca di conciliare due esigenze: impedire ai minori di accedere facilmente ai contenuti per adulti e limitare la quantità di informazioni personali raccolte durante la verifica. L’identità completa dell’utente non dovrebbe essere comunicata direttamente al sito, mentre il gestore dovrebbe ricevere soltanto la conferma del superamento della soglia anagrafica. La questione si inserisce nel dibattito più ampio sulla difesa dei minori dopo anni di accesso incontrollato a piattaforme e social network, ma nel settore pornografico l’obbligo è già accompagnato da poteri di blocco immediatamente applicabili.

Gli operatori italiani devono eseguire il blocco entro due giorni

L’ordine è stato notificato ai fornitori italiani di accesso a Internet qualificati come mere conduit, cioè operatori che trasportano il traffico senza esercitare un controllo editoriale sui contenuti. Questi soggetti dovranno impedire la risoluzione DNS del dominio indicato nella delibera entro due giorni dalla notifica. Quando un utente tenterà di aprire Escort Advisor utilizzando i normali sistemi di risoluzione messi a disposizione dal proprio operatore, il nome del sito non verrà associato al relativo indirizzo IP e la pagina risulterà irraggiungibile. Il blocco DNS non rimuove i contenuti dai server e non determina la chiusura internazionale del portale, ma ne limita l’accessibilità dal territorio italiano. È una misura simile, sul piano tecnico, a quelle impiegate da AGCOM contro la pirateria audiovisiva, pur derivando in questo caso da una base normativa differente e da finalità di protezione dei minori. La Relazione AGCOM 2026 ha evidenziato come l’Autorità stia assumendo un ruolo sempre più operativo nella regolazione delle piattaforme, intervenendo su telecomunicazioni, media digitali, tutela dei minori e accesso ai servizi online.

Il blocco resterà attivo fino all’adozione dell’age verification

La disabilitazione non è necessariamente definitiva. Il comunicato stabilisce che il blocco resterà attivo fino a quando DonTouch SA non avrà ripristinato condizioni di fornitura conformi alla diffida. La società dovrà quindi adottare un sistema di verifica dell’età coerente con le indicazioni tecniche e di processo dell’Autorità, documentarne il funzionamento e consentire ad AGCOM di valutarne l’efficacia. Soltanto dopo l’accertamento dell’avvenuto adeguamento potrà essere disposta la riattivazione dell’accesso. Questo meccanismo rende il blocco uno strumento coercitivo finalizzato alla conformità, non una sanzione puramente punitiva. L’efficacia dipenderà però dalla capacità di impedire che lo stesso servizio venga riproposto attraverso domini alternativi o indirizzi differenti. AGCOM mantiene un elenco pubblico dei soggetti che diffondono contenuti pornografici in Italia e rientrano nell’ambito della normativa, ma la struttura internazionale del web richiede attività di monitoraggio continuative. Il caso si collega anche alla proliferazione di applicazioni capaci di produrre contenuti sessuali artificiali, come emerso con le app nudify distribuite attraverso l’App Store, dove verifica dell’età, moderazione e responsabilità della piattaforma si sovrappongono senza coincidere completamente.

L’age verification apre un problema di privacy e proporzionalità

La tutela dei minori non elimina i rischi associati ai sistemi di identificazione. Una procedura progettata male potrebbe obbligare milioni di adulti a consegnare documenti, dati biometrici o informazioni sull’attività di navigazione a soggetti che gestiscono contenuti particolarmente sensibili. Per questo le indicazioni di AGCOM richiedono una separazione tra il soggetto che verifica l’età e il sito che riceve la conferma. Il gestore dovrebbe conoscere soltanto l’esito del controllo, senza acquisire nome, documento, data di nascita o altri dati non necessari. Restano comunque questioni aperte sulla sicurezza dei fornitori di verifica, sulla conservazione dei log, sulla possibilità di correlare più accessi e sulla protezione contro violazioni informatiche. Il blocco di Escort Advisor rafforza l’enforcement, ma rende ancora più urgente garantire che l’adeguamento non produca sistemi di sorveglianza sproporzionati. La protezione dei minori richiede infatti un approccio più ampio, che comprende educazione digitale, controllo dei dispositivi, responsabilità delle piattaforme e contrasto ai contenuti illegali, come dimostrato dall’Operazione Iris contro la diffusione di materiale CSAM. L’age verification può limitare l’accesso occasionale, ma non sostituisce investigazioni, prevenzione e capacità di intervenire sulle reti criminali.

Il terzo blocco consolida la fase esecutiva della normativa

Il provvedimento contro Escort Advisor è il terzo adottato in applicazione dell’articolo 13-bis e conferma che AGCOM intende proseguire con vigilanza, diffide e ordini di disabilitazione. Il passaggio è rilevante anche per gli operatori esteri, che non possono considerare l’assenza di una sede nell’Unione europea come una protezione automatica dalle norme italiane. Quando un servizio rende disponibili contenuti agli utenti italiani, l’Autorità può contestare la violazione e ordinare ai provider nazionali di limitarne l’accesso. La procedura stabilisce una sequenza ormai riconoscibile: individuazione del soggetto obbligato, verifica dell’assenza di strumenti conformi, diffida, termine per l’adeguamento e blocco in caso di inottemperanza. Escort Advisor diventa così il primo portale di grande notorietà colpito nella nuova fase applicativa. Il segnale rivolto al settore è netto: la semplice dichiarazione dell’età non è più sufficiente e l’assenza di un sistema effettivo può determinare l’esclusione dal pubblico italiano entro pochi giorni.

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